Il blog di didattica per la scuola primaria

La mia esperienza con il Metodo Fogliarini

Antonella Graniero ha scelto di adottare il Metodo Fogliarini nell’anno scolastico che sta volgendo al termine. In questa testimonianza ne analizza i punti di forza e ci spiega perché lo ritiene efficace, anche per la DAD

Lavoro nella scuola primaria da circa 25 anni. Nel corso dei cicli scolastici precedenti ho sempre insegnato a leggere e a scrivere con il metodo fono-sillabico, reinterpretandolo sulla base della mia esperienza e tenendo conto che gli alunni, col passare del tempo e in relazione ai ritmi di vita che cambiano, sono sempre diversi.

L’anno scorso avevo una quinta e, vista l’esperienza di didattica a distanza, presagivo che anche l’anno che stiamo vivendo sarebbe stato difficile, ma questa volta con bambini di prima che non sapevano da dove partire, con genitori in ansia e pieni di aspettative nei confronti di una scuola in evoluzione costante e distante da quella frequentata da loro nel passato.

La valigetta del Metodo Fogliarini

Così nel periodo in cui avrei dovuto scegliere il libro di testo, ecco apparirmi in soccorso la valigetta Gaia del Metodo Fogliarini. Non avevo mai sentito parlare del maestro Fogliarini e non avevo idea di cosa realmente fosse quel metodo, fino a che ho deciso di  frequentare i webinar della maestra e dirigente Concetta Messina. Questa è la soluzione migliore per insegnare a leggere e a scrivere anche a distanza – mi sono detta- poichè i numerosi materiali a disposizione potranno essere facilmente fruibili da tutti.

I punti di forza del metodo

Così ho adottato il metodo. Facendo un bilancio di fine anno devo ammettere di ritenermi veramente soddisfatta: mai come in questo ciclo scolastico, così tanti alunni, quasi tutti, riescono a leggere in modo fluido e spontaneo parole e testi in qualsiasi carattere. Sarà per via della situazione che stiamo vivendo e che ci ha portato ad accelerare tutto il percorso? Dei bambini di oggi che assorbono ogni stimolo? Oppure di questo metodo naturale che lascia molta libertà di azione all’insegnante?

Io ritengo che i punti di forza del metodo Fogliarini siano soprattutto due. Principalmente quello di presentare tutti i pezzettini in egual modo, senza distinguere i suoni semplici da quelli definiti difficili. L’altro è quello del rispetto dei tempi di apprendimento di ogni singolo alunno. Un segno equivale ad un altro e una volta memorizzato è naturale riconoscerlo in una parola. Non esiste un limite di tempo per acquisire ogni fonema.

Metodo come gioco

Ho chiesto ai miei alunni di disegnare un episodio vissuto quest’anno. Non ci crederete ma la maggior parte di loro ha rappresentato la prova di lettura con le schede. Infatti questo momento è diventato per loro un gioco che continua anche durante l’intervallo. La conquista di una nuova scheda li motiva e li gratifica a tal punto da rafforzare in loro l’autostima. Inoltre ho trasformato il rammentatore in quiz digitali, giochi interattivi e l’ho scomposto per realizzare un rammentatore 3D in modo da utilizzarlo per giocare con le parole.

Non so se ho applicato questo metodo nel modo in cui il maestro Fogliarini lo avrebbe fatto, ma penso che ogni metodo debba essere interiorizzato e applicato in base alle proprie competenze ed esperienze. Devo dire che come leitmotiv del percorso didattico intrapreso quest’anno è stato molto valido per me e per la classe. Mi sento pertanto di consigliarlo a tutti per rinnovare la propria didattica, poichè è veramente funzionale.



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