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Il metodo Montessori e l’innovazione tecnologica

C’è un nesso tra il metodo Montessori e l’innovazione tecnologica? Quanto è diffusa la visione pedagogica di Maria Montessori in Italia e nel mondo?

Materiali Montessori

Alcuni giorni fa, con Decreto ministeriale n. 237 del 30 luglio 2021, il Ministro dell’Istruzione ha autorizzato il progetto di sperimentazione di un corso di scuola secondaria di primo grado ispirato ai principi del metodo Montessori.

La sperimentazione parte con quest’anno scolastico e avrà la durata di tre anni.

La formazione dei docenti avverrà in collaborazione con l’Opera Nazionale Montessori, ente morale fondato nel 1924 e sottoposto alla vigilanza del Ministero.

Questa notizia ci offre l’occasione per ricordare l’importanza della figura di Maria Montessori e il suo rapporto con l’innovazione.

Le scuole Montessori

Guardiamo insieme questo filmato girato a Roma presso la “Casa dei bambini”, un documento del 1935 che ci immerge nello spirito didattico del metodo. La “Casa dei bambini” è una casa nella scuola, un ambiente pensato per stimolare nei bambini la spontaneità, la libertà e il lavoro nella costruzione dell’apprendimento.

Da allora è trascorso quasi un secolo, ma le idee pedagogiche di Maria Montessori restano alla base di molte realtà scolastiche, in Italia e all’estero. Nel video seguente, gli alunni della “Casa dei Bambini di Santa Maria dei Miracoli” a Venezia sono impegnati nella preparazione della tavola per il pranzo. Un momento di vita pratica che può diventare estremamente formativo.

Il Metodo Montessori

Le caratteristiche chiave del metodo montessoriano:

  • la disponibilità di ambienti e materiali didattici che favoriscono le attività di laboratorio e la “scoperta”;
  • la libertà da parte del bambino di scegliere, tra diverse opzioni, quali attività svolgere e per quanto tempo.

Alcune intuizioni di Maria Montessori anticipano di decenni le scoperte delle neuroscienze e della psicologia cognitiva. Ad esempio, l’aver intuito che le esperienze dirette formano la mente del bambino.

Ma quanto c’è di montessoriano nella scuola italiana?

Secondo i dati, oggi le scuole Montessori in Italia sono circa 138 (per la maggior parte si tratta di scuole d’infanzia), 1140 in Germania, 800 in Regno Unito e ben 4500 negli Stati Uniti d’America.

L’approccio didattico montessoriano, incentrato sull’autonomia del bambino che apprende, sembra dunque essere apprezzato più all’estero che in Italia.

Perchè il metodo ha avuto scarsa diffusione proprio nel paese in cui è nato? Probabilmente per molte ragioni, di carattere politico, economico e culturale, come argomentato in un articolo apparso sul periodico Vice.

Le idee di Maria Montessori, nate agli inizi del ‘900, vennero presto accolte con entusiasmo soprattutto fuori dai confini. Ma, si sottolinea nell’articolo, se l’avvento del Fascismo rappresentò un deterrente all’espansione della conoscenza del metodo, negli anni successivi le difficoltà ad implementarlo vanno probabilmente ricercate nella lentezza della scuola italiana ad aprirsi e recepire il rinnovamento, complice la complessità dell’iter burocratico nostrano.

Maria Montessori e il World Wide Web

Forse non tutti sanno che l’impronta educativa montessoriana costituisce un denominatore comune, una sorta di filo invisibile, che lega alcuni dei fondatori di società giganti del web. Pensiamo a personaggi come Jeff Bezos (Amazon), Larry Page e Sergey Brin (Google), Jim Wales (Wikipedia): tutti hanno frequentato scuole di indirizzo montessoriano e sui quei principi hanno formato le loro abilità di apprendimento e il loro pensiero creativo.

Di questa possibile correlazione hanno parlato testate internazionali di rilievo, come The Wall Street Journal e Forbes, nel 2011. Due anni dopo anche La Stampa affronta lo stesso tema con Maria Montessori, la madre italiana del Metodo Google.

Lecito, dunque, affermare che esiste uno stretto legame tra il metodo Montessori e l’innovazione in generale, se non più specificatamente l’innovazione tecnologica?
Difficile sostenerlo con certezza.

Indubbiamente si può però affermare che i principi su cui poggia il metodo Montessori sono del tutto compatibili con i principi insiti nell’approccio STEM, progetto presente nell’Atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2022 recentemente adottato dal Ministero dell’Istruzione.

Per approfondire il rapporto tra STEM e pensiero computazionale si rimanda ad un precedente articolo di Missione Insegnante.

Chi era Maria Montessori

Maria Montessori è stata educatrice, pedagogista, medico, neuropsichiatra infantile, filosofa e scienziata.

Una donna con una visione moderna della vita, che non esitò a schierarsi a favore dell’emancipazione femminile e della parità salariale tra uomini e donne.

Fin dai primi anni della giovinezza dedicò particolare attenzione ai bambini con difficoltà, i bambini dei quartieri romani più disagiati, spesso in difficili condizioni psichiche e sanitarie. Questa esperienza le fu preziosa e rappresentò un’importante tappa nella costruzione di un metodo educativo che verrà poi reso applicabile a tutti i bambini.

Nel 1907 apre la prima “Casa dei bambini”, a Roma, un ambiente educativo caratterizzato da strutture e oggetti a misura dei più piccoli. Altre case simili verranno aperte in Italia e all’estero.

Quando arriva negli Stati Uniti, nel 1913, Maria Montessori è già celebre.

Il cammino delle sue idee sembra arrestarsi nel 1934, quando le scuole montessoriane in Italia e in Germania vengono chiuse e Maria Montessori abbandona il suo paese d’origine, dove torna solo nel 1947.

Muore a Noordwijk nel 1962, durante un soggiorno nei Paesi Bassi.

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