L’Unione europea e la scuola

In giugno si terranno le elezioni Europee 2024. Come funziona l’Unione europea e quali sono i suoi organismi che si interessano di scuola e istruzione?

In questo articolo, dopo una breve introduzione su che cos’è e come funziona l’UE, andremo a vedere il rapporto tra Unione europea e la scuola.

L’Unione europea in breve

L’idea di un’Europa unita è nata subito dopo la seconda guerra mondiale, in risposta ai nazionalisti che avevano portato al più sanguinoso conflitto armato della storia.

I primi passi in direzione della futura Unione europea sono stati:

Inizialmente erano coinvolti sei Paesi: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi.

Uno dei protagonisti di questa prima fase è stato il politico italiano Alcide De Gasperi (1881 – 1954).

Il funzionamento dell’attuale Unione europea (UE) si basa sul Trattato di Lisbona, in vigore dal 1° dicembre 2009 e vede coinvolti 27 Paesi.

I valori chiave dell’UE sono: democrazia, dignità umana, libertà, uguaglianza, Stato di diritto, rispetto dei diritti umani (si veda la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea).

I Paesi dell’Unione europea coprono oltre 4 milioni di km² e contano 448,4 milioni di abitanti.

Gli organi decisionali principali sono:

  • il Parlamento europeo (rappresenta i popoli dell’UE);
  • il Consiglio europeo (composto dai capi di Stato o di governo dei paesi membri dell’UE e dal Presidente del Consiglio europeo);
  • il Consiglio dell’Unione europea (rappresenta i governi dei 27 Stati membri dell’UE);
  • la Commissione europea (è composta da delegati, detti commissari, uno per ogni Stato membro dell’UE).

Scuola e Unione europea

Quali sono gli organi e le figure dell’UE che si interessano di scuola e istruzione?

All’interno del Parlamento europeo esiste la Commissione per la cultura e l’istruzione (CULT) che è competente, tra le altre cose, per la politica dell’Unione europea nel campo dell’istruzione. Tra le sue priorità il programma Erasmus+.

Nella Commissione europea esiste invece la figura del Commissario all’Innovazione, ricerca, cultura, istruzione e gioventù.

Attualmente questo ruolo è ricoperto da Iliana Ivanova, economista e politica bulgara.

Tra le sue responsabilità vi sono i seguenti obiettivi:

  • attuare il programma Erasmus+;
  • massimizzare il potenziale dei programmi di scambio per promuovere la cooperazione internazionale nei settori dell’istruzione, della ricerca e dell’innovazione;
  • guidare il lavoro della Commissione per uno spazio europeo dell’istruzione che diventi realtà entro il 2025.

Cerchiamo di capire meglio in che cosa consiste quest’ultimo punto.

Spazio europeo dell’istruzione

Si tratta di un’iniziativa, nata nel 2017, per aiutare gli Stati membri dell’Unione europea a collaborare per costruire sistemi di istruzione e formazione più resilienti e inclusivi.

Le misure adottate e finanziate tra il 2018 e il 2019 hanno contribuito al raggiungimento di alcuni risultati di rilievo, tra cui:

  • quasi il 95% dei bambini frequenta le scuole materne a partire dai 4 anni di età;
  • oltre il 40% dei giovani adulti consegue un titolo di istruzione superiore.

Molto resta ancora da fare.

In particolare sono stati identificati alcuni settori prioritari di collaborazione:

Per velocizzare il raggiungimento degli obiettivi, i compiti sono stati suddivisi tra alcuni gruppi di lavoro, tra i quali l’interessante gruppo sull’istruzione digitale.


Riferimenti

Che cos’è l’Unione Europea

L’Unione Europea (versione di facile lettura)

Unione Europea (voce in Wikipedia)

Elezioni europee 2024

Le Elezioni europee 2024 (in Italia sabato 8 e domenica 9 giugno 2024) servono a eleggere i membri del Parlamento europeo, con sistema elettorale proporzionale.

L’Italia usa il voto di preferenza (nella medesima lista si possono indicare fino a tre preferenze; nel caso di due o di tre preferenze vanno indicati candidati di sesso diverso). Sempre in Italia, una lista deve conseguire almeno il 4% dei voti validi espressi a livello nazionale (“soglia di sbarramento”).

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