Una scatola per le domande dei bambini

Fin dai primi giorni di insegnamento ci accorgiamo che alunne e alunni hanno necessità di raccontare, porre questioni e trovare risposta ai loro piccoli e grandi problemi. 

Una scatola per le domande dei bambini

I bambini hanno per natura la necessità di conoscere il mondo. Questo li porta a intervenire durante le lezioni ponendo domande molto interessanti, anche se a volte fuori contesto.

Cercare di rispondere immediatamente non è sempre possibile, anche per non interrompere l’attività in corso. In genere ci si ripromette di farlo quanto prima.

Inizialmente, se non eravamo in grado di rispondere subito, ci appuntavamo la domanda in maniera di riprenderla appena possibile.

Con l’esperienza abbiamo sviluppato un metodo per soddisfare le curiosità della classe e dei singoli senza andare a interferire con le lezioni “ordinarie”.

Scatola domande bambini

Un’apposita scatola può rappresentare un valido strumento. Quella nella foto è realizzata con materiale di recupero. Si può decorare con disegni e carte colorate, magari con l’aiuto dei bambini stessi.

Come usare la scatola delle domande dei bambini

È fondamentale presentare questa scatola come uno scrigno che può contenere tutte le domande che vengono in mente. L’ uso è intuitivo: chi ha un quesito lo scrive su un foglietto che viene poi inserito nella scatola. La bambina o il bambino può “firmare” la domanda. In questo caso, la maestra risponderà in classe rivolgendosi direttamente all’interessata/o. Altrimenti la risposta sarà genericamente rivolta a tutti.

Questo piccolo espediente è stato pensato per incoraggiare anche i più timorosi. Specie nelle classi quarta e quinta emergono, infatti, curiosità legate a tematiche sociali, all’affettività o alla violenza. 

Presto i bambini capiscono che ogni loro domanda viene accettata e ogni curiosità accolta. Tutto dev’essere quindi ben organizzato.

La scatola va riposta in un angolo dell’aula accessibile a tutti. Il docente stabilisce inoltre il tempo dedicato alle risposte.  

Noi dedichiamo la prima mezz’ora del martedì mattina, ma si possono anche riservare dieci minuti tutti i giorni, come rito che cattura l’attenzione o chiude la giornata. L’importante è che una volta preso l’impegno, lo si mantenga.  I bambini su questo aspetto sono molto precisi e risulta importante essere coerenti con quanto stabilito.

A tutela di queste particolari esigenze, diamo la possibilità di inserire, accanto alla firma, la parola PRIVATO. Questo termine garantisce allo scrivente una discussione privata con l’insegnante, magari durante la ricreazione.

Alcuni consigli

  • Gli insegnanti non sono dei “tuttologi”. Noi cerchiamo di essere sincere, ammettendo apertamente di non conoscere la risposta a determinate domande (a volte usiamo Google sulla digital board della classe, anche per insegnare come si effettua una ricerca online).
  • Le domande “filosofiche” che non hanno una risposta precisa possono rappresentare uno spunto per una discussione con tutta la classe.
  • Se possibile, è meglio aprire periodicamente la scatola lontano dagli occhi dei bambini, leggere preventivamente le domande per pensare alle risposte da dare, soprattutto alle domande da affrontare il “privato”.
  • Se si insegna in una classe quinta, la scatola può essere un’occasione per preparare alunne e alunni a rapportarsi con tanti e diversi professori. È quindi utile spiegare come porre domande chiare e pertinenti, come accettare il fatto di non ottenere immediatamente la risposta desiderata ecc.

E, infine, ecco alcune domande a cui si potrebbe dover rispondere:

  • Da dove provengono i cognomi?
  • Quanto tempo è durata la costruzione della nostra scuola?
  • Se le mucche mangiano solo l’erba che è verde, perché fanno il latte che è di colore bianco?
  • Le zanzare possono essere incinte? Quanto dura la loro gravidanza?
  • Come si formano i colori a matita e pennarelli?
  • Qual è la persona con i capelli più lunghi al mondo?
  • Quanto dura la gravidanza di un cane?
  • Perché i pianeti non cadono?

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