Un laboratorio di narrazione creativa può trasformarsi in un’esperienza coinvolgente. Attraverso il gioco, la stesura e revisione dei testi e il confronto tra pari, bambine e bambini imparano a inventare storie, a descrivere, argomentare, ascoltare e sviluppare uno sguardo critico.

L’attività è rivolta ad alunne e alunni delle classi quarta e quinta. Le possibilità di narrazione creativa vengono introdotte dalla lettura, in classe, di alcuni brani delle Favole al telefono di Gianni Rodari.
Il passo successivo riguarda una particolare opera di Roald Dahl, autore noto per la sua capacità di mescolare fantasia, humour e personaggi fuori dagli schemi.
Ci riferiamo a Versi perversi, una raccolta di filastrocche in rima scritta nel 1982, con illustrazioni di Quentin Blake.
Il libro propone una rilettura ironica e irriverente di celebri fiabe tradizionali, tra cui Cenerentola, Biancaneve, Cappuccetto Rosso e altre. Le storie originali vengono trasformate, con umorismo spesso nero e toni volutamente grotteschi, a volte violenti.
Nonostante alcune critiche, il libro ha subito ottenuto un notevole successo di pubblico, diventando una delle opere più apprezzate di Dahl dedicate ai giovani lettori.
Ma nel nostro caso è molto più adatta ai bambini la sua versione a “cartoni animati”. Nel 2016, infatti, la BBC ha trasmesso per la prima volta Revolting Rhymes, un film d’animazione di circa 60 minuti tratto proprio dal libro di Dahl.
In Italia è stato successivamente doppiato e reso disponibile in streaming su diverse piattaforme con il titolo di Versi perversi o Versi X Versi.
Il film risulta molto “addolcito” rispetto al libro a cui è ispirato ed è diviso in due parti. Prima di proseguire nello svolgimento dell’attività proposta da questo articolo, è possibile vedere la prima parte del film (la seconda potrà essere visionata a conclusione dell’attività).
Come organizzare il laboratorio di narrazione creativa in classe
La trama
Generalmente, ogni fiaba ha un protagonista, un antagonista, un eroe, un mezzo magico e un luogo; creiamo quindi cinque contenitori con queste etichette colorate (“PROTAGONISTA”, “ANTAGONISTA”, “EROE”, “MEZZO MAGICO”, “LUOGO”). Successivamente, ogni alunna e alunno:
- riceve cinque biglietti, uno per ciascun colore;
- scrive su ciascuno di essi un protagonista, un eroe ecc. presi dalla tradizione oppure inventati;
- chiude il biglietto e lo mette nella scatola del colore corrispondente.
A questo punto chiediamo ad ognuno/ognuna di estrarre un biglietto da ogni contenitore e di scrivere una fiaba con gli elementi indicati.
Descrivere i protagonisti
Data l’età degli alunni e delle alunne, chiediamo espressamente di dedicare qualche riga alla descrizione sia fisica sia caratteriale.
L’antefatto
Chiediamo di spiegare perché il “cattivo” sia così cattivo, perché l’eroe sia disposto a rischiare la vita per il protagonista e perché il protagonista sia caduto nel tranello.
Assembliamo il tutto
A questo punto è necessario eseguire, come fanno i veri scrittori, la revisione del loro elaborato: agli autori in erba chiediamo, cioè, di riscrivere il loro testo, integrando tutte le informazioni.
Uso del computer
È evidente che svolgendo questo lavoro al computer si accorciano i tempi necessari alla riscrittura della propria opera. Qualora la scuola non disponga di un numero sufficiente di postazioni, è possibile (in alternativa):
- chiedere di svolgere parte di questa attività a casa, con la condivisione dei testi prodotti;
- lavorare in classe in piccoli gruppi, con le medesime modalità illustrate sopra ma chiedendo agli alunni e alle alunne di scambiarsi a turno il ruolo di amanuense, controllore del tempo, coordinatore di chi parla, lettore.
La lettura dei racconti anonimi
Alla fine, tutti i documenti vengono raccolti, impaginati, stampati e condivisi con compagne e compagni, che li leggeranno e se li passeranno senza conoscere chi sia l’autore: la curiosità farà il resto e motiverà alla lettura.
Ogni alunno/a riceverà una scheda che inviterà i lettori a votare con una, due o tre stelle ciascun testo letto. Concederemo due settimane per leggere tutti i racconti e per mettere la scheda nell’apposita urna. Durante lo spoglio potremo chiedere che cosa è piaciuto e che cosa no nei testi letti.
Critica costruttiva
È necessario spiegare alla classe che quest’ultimo passaggio serve a stimolare il pensiero critico di chi “vota”, ma deve anche consentire a chi ha prodotto quel testo di capire quali siano gli aspetti apprezzati, le criticità e i margini di miglioramento.
Le osservazioni sono importanti e rappresentano critiche costruttive per chi ascolta.
Alla fine si farà lo spoglio per scoprire quale sia il racconto che ha raccolto il maggior numero di consensi, ma non riveleremo mai l’autore, questo deve restare un segreto custodito dalle maestre.
Una copertina per la raccolta di racconti
Nessun libro può dirsi tale senza una copertina: chiediamo a ciascun alunno di trovare un titolo e di realizzare una copertina per la nostra raccolta di “fiabe strampalate”.
Recensioni
A conclusione di questa attività, chiediamo ai nostri alunni e alle nostre alunne di passare da scrittori a “critici”, invitandoli a scrivere una recensione all’intera raccolta di racconti.




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