Cosa succederebbe se la notte dell’Epifania i giocattoli scoprissero che i bambini meno fortunati non ricevono neppure un dono e decidessero di ribellarsi a questa ingiustizia? Per scoprirlo lasciamoci trasportare dalla narrazione di Gianni Rodari.

Leggere o rileggere La Freccia Azzurra di Gianni Rodari è una buona idea, ora che ci stiamo avvicinando al magico periodo natalizio. Le bambine e i bambini attendono sempre questo momento con gioia perché sperano di ricevere i regali che tanto desiderano.
Ma nel mondo non tutti sono fortunati e molti non hanno e non potranno ricevere nulla. Invitiamo, allora, le nostre alunne e i nostri alunni a riflettere sui temi della condivisione, dell’uguaglianza, della solidarietà, del dono.
Per farlo, ci viene in aiuto Gianni Rodari con un suo racconto. Un inno alla generosità, perfetto per il clima natalizio. Il nostro quarto appuntamento con l’autore sarà quindi dedicato a conoscere questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1954.

1. Laboratorio di lettura animata
Come abbiamo già affermato molte volte, è bene dedicare alla lettura un momento della giornata scolastica, perché alle bambine e ai bambini piace sempre molto che un adulto legga per e con loro.
Per il mese di dicembre abbiamo deciso, quindi, di suggerire la lettura animata de La Freccia Azzurra, perché quella che incontreremo è una storia dolce, piena di magia e di speranza, ambientata nel periodo dell’Epifania. Che cosa narra?
Francesco desidera tanto ricevere un trenino, appunto la Freccia Azzurra, esposto insieme ad altri giocattoli nella vetrina del negozio della Befana. Purtroppo è povero e non può permetterselo. La vecchia, infatti, accontenta solo i bambini i cui genitori sono passati in negozio ad acquistare i doni. I giocattoli decidono allora di ribellarsi a questa ingiustizia: prendono vita e fuggono per cercare Francesco e per raggiungere tutti quei bambini che desiderano dei regali che non potranno mai ottenere. Durante il viaggio, ogni giocattolo trova un bambino, rendendolo così felice. Anche Francesco riceverà un giocattolo, anzi, troverà un amico.
Per una buona organizzazione di questa attività (creare l’attesa e la sorpresa, scegliere i tempi e gli spazi) vi consiglio di leggere l’articolo “La torta in cielo di Gianni Rodari”.
Accanto al laboratorio di lettura vi propongo anche altre attività, potrete sceglierne una o più di una, a seconda del livello della classe.
Un corpo e un’anima ai personaggi
Al termine di un capitolo o di alcuni capitoli, guidiamo le bambine e i bambini a cogliere i diversi aspetti dei personaggi chiedendo:
- Come puoi descrivere questo personaggio?
- Quali caratteristiche (colore, forma, materiale, carattere …) ha?
- Quali qualità, valori, simboli rappresenta?
- Che cosa ci trasmette con il suo comportamento?« »
Lasciamoli liberi di rispondere e, di volta in volta, trascriviamo le loro osservazioni su un cartellone affinché diventino patrimonio di tutti. Sarà un modo semplice per riflettere anche sui temi trattati e sul messaggio trasmesso.
A titolo di esempio, riportiamo alcune osservazioni con i riferimenti ai capitoli.
Befana
È un personaggio diverso dalla tradizionale vecchina che accontenta tutti i bambini. La Befana di Rodari è “una vecchia signora molto distinta e nobile: era quasi baronessa”, severa, calcolatrice, una commerciante che bada più al guadagno che al gesto del donare. La troviamo, in particolare, nei primi tre capitoli e nella parte finale del romanzo.
Solo nella parte finale mostra anche il suo lato buono: infatti, quando Francesco viene accusato di furto, lei interviene per difenderlo e lo assume come suo aiutante in negozio.
Francesco
È un bambino povero, gentile, sognatore. Ha grande immaginazione e tanta speranza. Egli, pur essendo povero e sfortunato, ha un animo puro, buono, generoso. Per questo i giocattoli lo considerano meritevole. Leggiamo in particolare i capitoli “Francesco”, “Storia di Francesco”, “Spicciola impara ad abbaiare”, “Che cos’è un amico”.
Giocattoli
Sono i veri protagonisti della storia e li troviamo nei capitoli centrali. Sono animati da un senso di giustizia e solidarietà, ecco perché decidono di portare gioia ai bambini poveri. Essi dimostrano che donare è un atto d’amore, infatti essi agiscono per amore non per obbligo. Si muovono in “squadra” e mostrano che anche i più piccoli possono fare grandi cose. Tra questi:
- Spicciola, il Cane di pezza (in particolare i capitoli “Lasciate fare a Spicciola”, “Spicciola vuole morire”, “Spicciola impara ad abbaiare”, “Che cos’è un amico”). Rappresenta la lealtà e l’affetto sincero, dimostrando che il dono più grande è la capacità di dare amore agli altri. Diventa un cane in carne e ossa, amico di Francesco.
- Freccia Azzurra (in particolare il capitolo “Freccia Azzurra”). È il trenino giocattolo elettrico, colorato; trasmette un senso di libertà e di avventura. È il simbolo del desiderio e della speranza di poter realizzare i propri sogni. Rappresenta il coraggio e l’altruismo perché sfida la Befana e si unisce agli altri nella fuga dal negozio per raggiungere Francesco.
- Orso Giallo (capitolo “Orso Giallo scende alla prima fermata”). È un orsetto di peluche dal morbido manto giallo; è buono («Voleva far credere di essere pigro, gli dispiaceva di mostrare il suo buon cuore. Chissà perché quelli che hanno un cuore buono davvero si sforzano sempre di non farlo sapere agli altri»), simpatico, tenero, allegro, affettuoso, rassicurante. Rappresenta l’amico fedele e il compagno di giochi ideale per qualunque bambino.
Quando il cartellone sarà completo, chiediamo a bambine e bambini di disegnare il personaggio in base alla loro descrizione e immaginazione (l’attività può essere svolta a coppie o individualmente).
2. Un film d’animazione
Proponiamo alle nostre alunne e ai nostri alunni la visione del famoso film d’animazione La Freccia Azzurra, con la regia di Enzo D’Alò, ispirato all’omonimo romanzo di Rodari. Il film, disponibile gratuitamente su Rayplay, tiene le bambine e i bambini incollati allo schermo, certamente per la peculiarità dei disegni, per l’ottima scelta delle voci (per esempio quella di Dario Fo per Scarafoni e di Lella Costa per la Befana), per la splendida musica di Paolo Conte, ma anche per il modo semplice in cui vengono presentati concetti importanti che giungono subito al cuore degli spettatori. Essi saranno completamente coinvolti nella divertente e straordinaria avventura e si schiereranno a favore dei protagonisti che, dopo mille peripezie, riusciranno a raggiungere il loro obiettivo.
Dopo la visione, sicuramente le alunne e gli alunni ci faranno notare che nel film ci sono alcune differenze rispetto al romanzo. Per esempio:
- nel film, la Befana è una signora anziana ma generosa, in particolare con i bambini. Purtroppo rimane vittima di un imbroglio di Scarafoni, suo assistente; quando però scopre l’inganno, decide di agire per distribuire i giocattoli ai bambini;
- nel film è introdotta la figura di Scarafoni, l’assistente della Befana, che nel romanzo non c’è. È cattivo, avido e disonesto, verrà smascherato e punito.
Lasciamo che esprimano liberamente le loro osservazioni e le riflessioni che la visione del film ha suscitato. Di solito le bambine e i bambini riescono a cogliere sfumature che agli adulti, a volte, sfuggono.
3. I giocattoli scrivono alla Befana
Questa attività può essere proposta dopo la lettura del romanzo e/o dopo la visione del film di animazione.
Occorrente: scatola di cartone, carta colorata, fogli, penne.
- Con la scatola di cartone rivestita di carta colorata realizziamo la cassetta della Posta per la Befana.
- Invitiamo ogni alunna e ogni alunno a immaginare di essere uno dei giocattoli che hanno preso vita nella storia e di dover scrivere una lettera alla Befana.
- I bambini dovranno (1) scegliere uno dei giocattoli presente nel racconto; (2) raccontare brevemente l’avventura dal punto di vista del giocattolo e spiegare perché si è ribellato alla Befana.
- Al termine del lavoro, prevediamo un momento di condivisione dei prodotti.
- Possiamo, in un secondo momento, raccogliere tutte le lettere in un fascicolo a ricordo del Natale 2024.
4. Un treno per un sorriso
Cosa insegna questa storia?
Dopo aver chiesto ai bambini di sedersi in cerchio, lasciamo che esprimano le loro riflessioni e i loro commenti. Pian piano emergerà che il racconto di Rodari mostra l’importanza della generosità, dell’altruismo, della solidarietà.
1° step: costruiamo il treno Freccia Azzurra
Occorrente: materiale di recupero (scatole di cartone – per esempio quelle delle scarpe -, tappi delle bottiglie di plastica), colla, carta azzurra, pennarelli, fogli, penne.
- Dividiamo i bambini in piccoli gruppi.
- Alcuni gruppi ricoprono le scatole di cartone con la carta azzurra per creare i vagoni e la locomotiva (poiché i vagoni dovranno contenere oggetti, è bene che non utilizzino i coperchi delle scatole).
- Altri gruppi colorano di nero i tappi delle bottiglie per realizzare le ruote del treno.
- Al termine assemblano i pezzi e il treno Freccia Azzurra è pronto.
2° step: giocattoli e solidarietà
- Individuiamo sul territorio un’associazione che si occupa di raccogliere giochi per i meno fortunati.
- Stimoliamo le bambine e i bambini a portare a scuola un loro giocattolo o libro in buone condizioni.
- In classe invitiamo ogni alunna e ogni alunno a scrivere un messaggio che accompagni il dono: potranno scrivere chi sono, perché hanno deciso di donare quel gioco… .
- Facciamo depositare il giocattolo/libro e il messaggio nei vagoni di “Un treno per un sorriso”.
5. Laboratorio di poesia: inventiamo un acrostico
Possiamo infine proporre alle bambine e ai bambini di inventare un acrostico con il nome di un personaggio del racconto, ad esempio Befana, oppure con una parola legata ai temi trattati o al periodo, come dono, generosità, Epifania, Natale. Potranno lasciarsi ispirare dalla storia e dalle riflessioni effettuate in classe.
Per approfondire questo tipo di testo poetico potete consultare il volumetto Parole in forma di poesia di Paola Rampoldi – Gaia Edizioni.
A titolo di esempio riportiamo un acrostico di un alunno di classe quarta:
Donare ai più sfortunati
Offrire con il cuore
Nell’aria si respira felicità
Ogni volta.
6. Laboratorio: “La vetrina del negozio della Befana”
Occorrente: cartoncini colorati, scatola di cartone, carta colorata, fogli, pennarelli, penne.
- Con il cartoncino realizziamo una grande vetrina della Befana.
- Di fianco appendiamo una scatola di cartone rivestita di carta colorata con la scritta Posta.
- Invitiamo i bambini a (1) cercare sulle riviste l’immagine di un gioco che desiderano regalare a un amico; (2) ritagliarlo; (3) incollare il ritaglio sul cartellone che rappresenta la vetrina del negozio della Befana; (4) scrivere una breve lettera alla Befana per descrivere il gioco e il motivo per cui desiderano tanto regalarlo.
Tutte le attività suggerite aiutano i bambini a comprendere meglio il racconto e incoraggiano lo sviluppo di creatività, empatia, senso di condivisione, di uguaglianza e di solidarietà.




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