Il lupo di Gubbio: un percorso didattico tra fiabe, natura e inclusione

Feste e ricorrenze sono occasioni preziose per conoscere le tradizioni, condividere esperienze e scoprire la ricchezza delle diverse culture presenti nelle nostre classi.

Il lupo di Gubbio

A volte, nel timore di non rispettare la sensibilità di chi proviene da Paesi diversi dal nostro o appartiene a un’altra religione, si rischia di rinunciare a raccontare alcune tradizioni. Noi crediamo, invece, che conoscerle e confrontarle sia un modo per favorire il dialogo, l’inclusione e il rispetto reciproco.

Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, una delle figure più conosciute della storia italiana, il cui messaggio di pace, fraternità e rispetto per la natura continua a parlare anche alle nuove generazioni.

Questo importante anniversario rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire, anche a scuola, le storie e le tradizioni legate alla sua figura.

In una classe prima della scuola primaria abbiamo quindi scelto di raccontare la celebre storia di “San Francesco e il lupo di Gubbio”, tramandata nei Fioretti di san Francesco.

Il nostro obiettivo non era affrontare il tema dei miracoli, ma far conoscere ai bambini una figura storica e un racconto della tradizione italiana, utilizzandoli come punto di partenza per riflettere sul rispetto degli animali, sulla convivenza e sull’importanza di superare i pregiudizi.

Da questa prima esperienza è nato un percorso interdisciplinare che ha coinvolto Italiano, Scienze, Arte ed Educazione civica, attraverso racconti, fiabe, conversazioni e attività pratiche.

Il lupo di Gubbio

Il racconto in questione ci ha permesso anche di riflettere sul fatto che gli animali provano dolore e sofferenza e meritano rispetto. Abbiamo spiegato ai bambini che, attraverso comportamenti pazienti e rispettosi, è possibile instaurare un rapporto di fiducia con alcuni animali, senza dimenticare che quelli selvatici devono poter conservare la propria natura e vivere nel loro ambiente.

Esistono numerosi esempi di animali selvatici soccorsi e curati da persone esperte che, durante il periodo di assistenza, possono abituarsi alla presenza umana. Questo, tuttavia, non li trasforma in animali domestici: conservano le caratteristiche e i comportamenti tipici della loro specie.

Conversando insieme siamo giunti alla conclusione che il lupo non è un animale cattivo: è un predatore che caccia per nutrirsi e svolge un ruolo importante nell’equilibrio degli ecosistemi. Generalmente evita il contatto con gli esseri umani, ma può rappresentare un pericolo per gli animali allevati. Per questo è importante conoscere le sue abitudini, rispettare il suo ambiente e imparare a convivere con la fauna selvatica.

Abbiamo poi visto assieme il video “10 cose da sapere sul lupo”.

Per concludere abbiamo incollato sul quaderno un disegno da colorare con una scritta tratteggiata da ripassare “IL LUPO VIVE NEL BOSCO”.

Per compito, poiché il lessico e la motricità fine dei nostri giovani alunni hanno bisogno di essere esercitati, abbiamo assegnato la stessa immagine ma questa volta con alcuni cartellini da ritagliare e incollare al posto giusto, con le seguenti parole: MUSO, CODA, NASO, ZAMPE.

Lavori dei bambini sul Lupo di Gubbio
Questa immagine, ispirata a un lavoro originale dei bambini, è stata resa anonima grazie all’I.A.

Cappuccetto Rosso

L’idea di mettere il lupo al centro del nostro lavoro ci è venuta strada facendo.

Anche le fiabe della tradizione non sono più un argomento così scontato: molti nostri alunni non le conoscono per nulla o solo vagamente.

Per condividere le fiabe della tradizione e favorire il senso di appartenenza alla comunità scolastica, abbiamo proposto la visione di un cartone animato (come “Cappuccetto Rosso”). La presenza delle immagini ha facilitato la comprensione della storia, soprattutto per gli alunni che stanno ancora imparando la lingua italiana.



Anche in questo caso, abbiamo chiesto ai bambini cosa ne pensassero. Conversando insieme abbiamo riflettuto sulle differenze tra il lupo delle fiabe, spesso rappresentato come un personaggio cattivo, e il lupo reale, che caccia per procurarsi il cibo. Abbiamo poi parlato del comportamento di Cappuccetto Rosso che, disobbedendo alla mamma, si era messa in pericolo, e dell’intervento del cacciatore che, nella versione della fiaba proposta, riesce a salvarla.

Dopo la conversazione, abbiamo utilizzato questo racconto per introdurre e utilizzare i connettivi temporali.

Attività su Cappuccetto Rosso

Abbiamo consegnato quattro immagini ai bambini che le hanno ritagliate e riordinate in ordine cronologico. Sul quaderno, accanto ad ogni immagine, abbiamo messo la scritta PRIMA, POI, DOPO, INFINE.

Utilizzando le stesse immagini, abbiamo anche proposto una semplice attività di consapevolezza fonologica (es. colora la lettera con cui inizia il nome) e una di scrittura spontanea (ad esempio: osserva l’immagine e scrivi la parola come sei capace, anche solo una letterina se non ti viene altro).

Per continuare a migliorare la motricità fine, abbiamo proposto loro un disegno da colorare, fare a pezzi e ricomporre come un puzzle incollandolo sul quaderno.

Cappucetto Rosso, lavori dei bambini
Questa immagine, ispirata a un lavoro originale dei bambini, è stata resa anonima grazie all’I.A.

La collega di Scienze ha ripreso il famoso dialogo per arricchire il lessico legato ai cinque sensi: occhi per vedere, orecchie per sentire, naso per annusare, bocca per gustare e mani per toccare.

Maestro Lupo insegna i colori

Abbiamo voluto chiudere il cerchio con un simpatico lupo disegnato magistralmente da Nicoletta Costa in Maestro Lupo insegna i colori. Il libro citato nel titolo parla di un lupo che si appresta a fare una lezione ai suoi alunni sui colori primari e secondari.

E così, leggendo questo libro alla classe, abbiamo anche noi fatto la nostra lezione (anzi due) di Arte.

Maestro Lupo, lavori dei bambini
Questa immagine, ispirata a un lavoro originale dei bambini, è stata resa anonima grazie all’I.A.

Conclusione

A nostro avviso, le feste nazionali e le ricorrenze sono importanti momenti per fare educazione civica, intercultura e integrazione.

Nella nostra classe cerchiamo di ricordare e spiegare le principali ricorrenze, italiane e straniere, religiose e laiche, che appartengono alle tradizioni degli alunni.

Condividere le tradizioni popolari rafforza il senso di appartenenza a una comunità. Conoscere gli avvenimenti ricordati dalle ricorrenze civili nazionali aiuta a comprendere la nostra storia e a riconoscere il valore dell’impegno di quanti hanno contribuito alla costruzione di una società democratica.

Conoscere il significato delle festività religiose, sia quelle della nostra tradizione sia quelle delle diverse culture presenti in classe, contribuisce a promuovere la convivenza civile e il rispetto reciproco.

Talvolta alcune famiglie manifestano perplessità rispetto alla presentazione di tradizioni religiose diverse dalla propria. In questi casi cerchiamo di spiegare che conoscere non significa necessariamente condividere o aderire. Del resto, durante le lezioni di Storia abbiamo sempre raccontato anche le credenze religiose delle antiche civiltà.

Trasmettere cultura e conoscenza significa offrire ai bambini gli strumenti per comprendere il mondo, conoscere gli altri e imparare a rispettare le differenze. Il dialogo con le famiglie ci ha permesso non soltanto di chiarire il senso delle nostre proposte, ma anche di conoscere meglio le tradizioni che ciascun bambino porta con sé.

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