Eccoci al secondo appuntamento di Ulisse e le sue avventure, per continuare a scoprire le tante sfaccettature dell’eroe omerico attraverso le avventure narrate in Ulisse racconta di Mino Milani.

Anche in questo secondo (qui la prima parte) incontro proponiamo:
- la lettura di ogni episodio, dando voce ai diversi personaggi, modulando il tono e lasciando spazio all’immaginazione, affinché ogni bambina e ogni bambino possa sentirsi parte della storia. Di tanto in tanto possiamo interrompere la lettura per accendere la curiosità e invitare la classe a formulare delle ipotesi: “Secondo voi, che cosa succederà adesso?”, “Che cosa farà Ulisse?”. Sarà un modo semplice e coinvolgente per trasformare la lettura in un’avventura condivisa, stimolando attenzione, fantasia e partecipazione;
- il completamento del cartellone “Identikit dei personaggi” e de “La mappa del viaggio”, che accompagneranno la classe nella conoscenza dei protagonisti e nella ricostruzione del percorso di Ulisse;
- alcune proposte di approfondimento, pensate non solo per favorire la comprensione del testo, ma anche per stimolare la riflessione, suscitare domande e coinvolgere alunne e alunni in modo attivo e creativo.
Come già spiegato nel primo appuntamento, le attività sono flessibili e possono essere scelte, modificate e adattate in base al tempo a disposizione, al livello di preparazione e alle caratteristiche della classe. In questo modo, il percorso può essere facilmente modulato per rispondere alle esigenze di ogni gruppo e diventare un’esperienza di lettura significativa, partecipata e coinvolgente.
Episodio 4: Il re dei venti (Cap. 20-23)
Dopo la lettura animata dell’episodio, proponiamo le seguenti domande-stimolo:
- Perché alcuni compagni di Ulisse aprono l’otre di Eolo? Che cosa provoca questo gesto?
- Se fossi stato uno di loro, lo avresti aperto? Perché?
Ogni alunna e ogni alunno potrà esprimere liberamente il proprio punto di vista, motivando brevemente la scelta. A partire dall’avventura di Ulisse, l’attività offre così l’opportunità di affrontare il tema della fiducia e di riflettere sulle conseguenze delle proprie decisioni.
Un passo in più
In un secondo momento, possiamo predisporre un cartellone dal titolo “Per me fidarsi significa…”. Tutti saranno invitati a completare la frase con una breve riflessione personale, da scrivere su un foglietto e incollare sul cartellone.
L’attività si concluderà con un momento di condivisione e confronto a partire dalle diverse risposte.
Episodio 5: Il popolo dei Lestrigoni (Cap. 24-25)
Al termine della lettura animata, che saprà certamente mantenere alta l’attenzione e la curiosità, proponiamo alcune domande di comprensione:
- Dove sono giunti Ulisse e i suoi compagni?
- Che tipo di popolo sono i Lestrigoni? Da quali elementi del racconto lo hai capito?
Successivamente, invitiamo le alunne e gli alunni a immaginare e rappresentare graficamente una delle scene descritte nel brano, scegliendo un momento in cui sia presente almeno un membro del popolo dei Lestrigoni.
Il disegno permetterà di rielaborare in modo personale quanto ascoltato, dando spazio alla fantasia e alla creatività.
Episodio 6: Circe (Cap. 26-32)
Di solito Circe conquista subito l’attenzione di bambine e bambini, perché è un personaggio affascinante, misterioso e pieno di contraddizioni. È una donna bella e seducente, una maga potente e apparentemente malefica: con la sua magia trasforma i compagni di Ulisse in maiali e tenta di fare lo stesso con lui. Ma Circe non è soltanto una figura minacciosa. Dietro il suo potere si nasconde anche un volto benevolo: quando Ulisse riesce a resistere ai suoi incantesimi, la maga diventa una preziosa alleata e lo aiuta ad affrontare le nuove prove che lo attendono lungo il viaggio verso Itaca.
Creiamo allora la giusta atmosfera per entrare nel suo mondo magico e misterioso. Al termine del racconto, lasciamo spazio alle voci di tutte e di tutti affinché esprimano liberamente ciò che hanno pensato, provato o immaginato, senza preoccuparsi di trovare una risposta giusta.
6.1 Le qualità di Ulisse
In questo episodio Ulisse mostra di possedere molte qualità che lo aiutano ad affrontare una situazione difficile e pericolosa. Invitiamo le alunne e gli alunni a individuarle e a spiegare, attraverso le azioni del personaggio, come riescono a riconoscerle. Una volta emerse, aggiungiamo le nuove qualità al cartellone “Identikit dei personaggi”, arricchendo così, episodio dopo episodio, il ritratto di Ulisse.
Ulisse, per esempio, mostra:
- coraggio, perché non si lascia intimidire da Circe e decide di affrontare il pericolo;
- intelligenza e astuzia, perché riesce a reagire a una situazione difficile e ad affrontare Circe senza cadere vittima del suo incantesimo;
- determinazione e lealtà, perché non abbandona i suoi compagni e non pensa soltanto a mettere in salvo se stesso;
- prudenza, perché, dopo ciò che è accaduto ai compagni, comprende che deve affrontare l’incontro con Circe con attenzione e senza sottovalutare il pericolo.
6.2 Essere coraggiosi significa non avere paura?
Soffermiamoci su una delle qualità di Ulisse: il coraggio. È una parola che usiamo spesso, ma che nasconde una domanda importante. Chiediamo quindi alla classe: “Abbiamo visto che Ulisse è stato coraggioso. Secondo voi, essere coraggiosi significa non avere paura oppure avere paura e affrontarla lo stesso cercando il modo migliore?”
La domanda offre l’occasione per riflettere su una distinzione fondamentale: essere coraggiosi non significa necessariamente non provare paura. A volte il vero coraggio nasce proprio dalla capacità di riconoscere la paura e, nonostante questa, trovare la forza e il modo per andare avanti.
Dopo aver lasciato spazio alle diverse opinioni e aver favorito il confronto, accompagniamo bambine e bambini dal mondo del mito alla loro esperienza personale.
Proponiamo quindi una breve attività di scrittura:
“Ti è mai capitato di trovarti in una situazione che ti faceva paura? Quali emozioni hai provato? Che cosa hai pensato? Che cosa hai fatto? Ti sei sentito/a coraggioso/a? Racconta la tua esperienza personale in un breve testo.”
Sarà un’occasione per comprendere che il coraggio non appartiene soltanto agli eroi dei miti: può manifestarsi anche nelle piccole e grandi sfide della vita quotidiana.
6.3 Circe: maga malefica o benefica?
“Circe è davvero una maga cattiva? Oppure può essere anche una figura capace di aiutare e proteggere?” Partiamo da questa domanda per accompagnare la classe a scoprire che i personaggi dei miti, proprio come le persone nella vita reale, possono essere complessi e mostrare comportamenti diversi a seconda delle situazioni.
Prepariamo:
- due scatole di colori diversi: su una scriviamo “Circe, maga malefica”, sull’altra “Circe, maga benefica”;
- un bigliettino bianco per ogni alunna e ogni alunno.
Chiediamo a ciascuno di scegliere in quale scatola inserire il proprio bigliettino, motivando la scelta con un riferimento preciso all’episodio letto. Per esempio: “Circe è una maga malefica perché trasforma i compagni di Ulisse in porci.” oppure: “Circe è una maga benefica perché aiuta Ulisse a continuare il suo viaggio.”
Una volta raccolti tutti i bigliettini, leggiamoli insieme e confrontiamo le diverse opinioni. Sulla digital board costruiamo quindi una doppia tabella, distinguendo le azioni di Circe che le bambine e i bambini considerano “cattive” da quelle che ritengono “buone”.
A questo punto, torniamo alla domanda iniziale: “Allora, Circe è una maga cattiva o una maga buona?” Conduciamo le alunne e gli alunni a formulare le conclusioni, facendo emergere l’idea che non sempre è possibile classificare un personaggio semplicemente come “buono” o “cattivo”. Circe, infatti, è un personaggio ambivalente e affascinante: prima usa i suoi poteri per mettere in pericolo Ulisse e i suoi compagni, poi cambia atteggiamento, li libera e offre a Ulisse il proprio aiuto e preziosi consigli per proseguire il viaggio.
Un passo in più…
“Vi è mai capitato di considerare cattiva una persona perché ha commesso un’azione sbagliata e poi scoprire che non lo era proprio?” o anche “Possiamo giudicare una persona da una sola azione commessa?” Le domande sono uno stimolo per le bambine e i bambini a riflettere e a confrontarsi.
L’attività diventa un’occasione per andare oltre la semplice comprensione del testo e iniziare a riflettere sulla complessità delle persone e delle loro azioni: si può compiere un’azione sbagliata e, in un altro momento, fare qualcosa di buono.
Episodio 7: L’oltretomba (Cap. 33)
Ecco alcune domande-stimolo da porre al termine della lettura animata:
- Perché Ulisse compie il sacrificio di animali?
- Chi è Tiresia?
- Che cos’è l’Ade e da chi è popolato?
- Qual è il motivo per cui Ulisse scende nell’Ade?
L’obiettivo è aiutare a comprendere perché Ulisse scende nell’Ade.
Episodio 8: Incontro con Le Sirene, Scilla e Cariddi (Cap. 34-38)
La lettura animata di questo episodio coinvolge particolarmente bambine e bambini grazie alla presenza di elementi capaci di suscitare curiosità, emozione e suspense: il mistero del canto delle Sirene, il pericolo che minaccia la nave e la difficile scelta di Ulisse offrono numerosi spunti per giocare con la voce, creare attesa e accompagnare il racconto con diverse sfumature emotive. Le bambine e i bambini possono così immergersi nell’atmosfera del viaggio, immaginare il mare e il canto delle Sirene e vivere insieme a Ulisse il momento della tentazione. La tensione cresce ulteriormente con l’avventura di Scilla e Cariddi, due pericoli ugualmente terribili: da una parte il mostro dalle molte teste, dall’altra il vortice marino che minaccia di inghiottire la nave. La lettura può valorizzare questo contrasto, accompagnando le bambine e i bambini attraverso emozioni diverse — dalla paura al coraggio — e mettendo in luce il senso di responsabilità di Ulisse di fronte a una scelta inevitabile e drammatica.
8.1 Il canto delle Sirene
Al termine della lettura dell’episodio delle Sirene, possiamo accompagnare bambine e bambini a riflettere sui temi della tentazione, della curiosità e del desiderio di conoscere, dell’autocontrollo, della capacità di resistere a ciò che ci attrae, partendo dalle scelte di Ulisse.
Possiamo proporre alcune domande:
- Perché Ulisse vuole ascoltare il canto delle Sirene, anche se sa che è pericoloso?
- Ulisse sa di essere esposto a un pericolo e, proprio per questo, non si limita a decidere di ascoltare il canto, ma prepara una strategia per riuscire a resistere alla tentazione. Che cosa fa?
A questo punto possiamo ampliare la riflessione: le Sirene non sono soltanto creature fantastiche, ma possono rappresentare tutto ciò che ci attrae così tanto da rischiare di farci dimenticare ciò che è importante o di cui abbiamo bisogno.
Raccogliamo sulla digital board o su un cartellone le situazioni e gli oggetti che, nella vita quotidiana, possono diventare le nostre “Sirene”: videogiochi, telefono, televisione, cibo… .
Partendo da una delle situazioni emerse, possiamo proporre un quesito concreto, ad esempio: “So che, quando comincio a giocare ai videogiochi, faccio fatica a smettere. Che cosa posso fare per non cedere alla tentazione?”
Lasciamo quindi spazio al confronto, invitando ciascuno a raccontare liberamente la propria esperienza: quali strategie utilizza per fermarsi, che cosa lo aiuta a esercitare l’autocontrollo e quali difficoltà, invece, può incontrare.
Il confronto diventa così una piccola esperienza di educazione alla consapevolezza, che aiuta a riconoscere le proprie emozioni e difficoltà, a scoprire strategie e, allo stesso tempo, a comprendere e rispettare i diversi modi di affrontare le situazioni.
8.2 Le Sirene: donne-pesce o donne-uccelli?
Quando si parla di Sirene, è probabile che bambine e bambini abbiano già in mente un’immagine precisa: una creatura con il volto e il corpo di donna e una lunga coda di pesce, come Ariel, la protagonista de La Sirenetta della Disney, che molti di loro conoscono attraverso film, libri e immagini.
Possiamo partire proprio da questa esperienza per accompagnarli alla scoperta di un’immagine molto diversa, quella delle Sirene nel mondo antico. È importante infatti spiegare che la loro rappresentazione è cambiata nel corso del tempo: nella tradizione antica, le Sirene non erano raffigurate come donne-pesce, ma avevano il volto e la parte superiore del corpo di donna e il resto del corpo simile a quello di un uccello.
Per rendere più immediato il confronto, possiamo proporre un breve percorso di osservazione:
- “Come immaginiamo una sirena?” Sicuramente le alunne e gli alunni ricorderanno Ariel, perciò mostriamo la sua immagine;
- “Come erano rappresentate le Sirene ai tempi antichi?” A questo punto mostriamo l’immagine del vaso attico a figure rosse Ulisse e le Sirene, datato circa 480-470 a.C. e conservato al British Museum, nel quale le Sirene sono raffigurate come donne-uccello;

- “Che cosa è cambiato?” Dopo aver posto la domanda, invitiamo bambine e bambini a osservare le due immagini e a individuare somiglianze e differenze.
Il confronto tra le due rappresentazioni diventa l’occasione per comprendere che uno stesso personaggio può assumere forme diverse nel corso del tempo, a seconda dell’epoca, della cultura e dell’immaginario.
8.3 Tra Scilla e Cariddi
Dopo la lettura di Scilla e Cariddi chiediamo alle bambine e ai bambini:
- Ulisse si trova tra Scilla e Cariddi. Può evitare completamente il pericolo?
- Che cosa sceglie Ulisse?
- Quale dei due pericoli vi avrebbe fatto più paura? Perché?
- Anche a voi è capitato qualche volta di dover scegliere tra due situazioni difficili? Che cosa avete fatto?
Un passo in più
“Quella volta mi sono trovato di fronte a una difficoltà e…” Cosa hai fatto? Racconta.
Invitiamo ogni alunna e alunno a costruire un breve testo narrativo di un’esperienza personale. Un modo per andare oltre il semplice racconto dell’avventura e stimolarli a riflettere sulla scelta davanti a un pericolo.
Episodio 9: Elios, il dio del Sole (Cap. 39-42)
La lettura di questo episodio ci permette di presentare la figura di Elios, che nella mitologia greca è la personificazione del Sole. L’argomento viene introdotto attraverso una breve e semplice lettura (v. il file allegato sotto), accompagnata dalla visione di alcune immagini, reperibili e scaricabili dal web, che mostrano il modo in cui Elios veniva rappresentato (ad esempio Helios su carro – cratere a calice – British Museum, Londra).
Episodio 10: Ogigia e Calipso (Cap. 43-49)
In questo episodio, Ulisse approda sull’isola di Ogigia, dove viene accolto da Calipso, che lo trattiene con sé. La lettura animata del brano metterà in evidenza la particolare natura di questo incontro, mentre le domande-stimolo proposte nella scheda (v. file allegato sotto) guideranno le alunne e gli alunni a riflettere sulla scelta che Ulisse è chiamato a compiere: restare sull’isola con Calipso oppure proseguire il viaggio verso Itaca.
A ciascuna alunna e a ciascun alunno verrà consegnata una scheda con le domande e uno spazio dedicato alla formulazione delle risposte, così da favorire una riflessione personale e motivata.
Episodio 11: Nausicaa e la terra dei Feaci (Cap. 50-59)
La lettura animata di questo episodio permette una riflessione sull’accoglienza e sull’aiuto verso chi è in difficoltà.
Chiediamo alle alunne e agli alunni:
- Se fossi stato al posto di Nausicaa e di Alcinoo, come avresti accolto Ulisse, stanco e sconosciuto?
Dopo la condivisione delle idee, ognuno è invitato a leggere le domande-stimolo e raccontare: “Ti è capitato qualche volta di accogliere e aiutare una persona (bambino o adulto) che si trovava in difficoltà? Che cosa hai fatto? C’è qualcosa che non hai fatto e che avresti potuto fare?”
Grazie all’aiuto di Alcinoo, finalmente Ulisse può riprendere il viaggio verso Itaca. Qui si conclude il racconto di Mino Milani, ma le avventure di Ulisse non sono ancora finite! Nel prossimo appuntamento scopriremo che cosa lo attende al suo ritorno in patria.
A presto, per vivere insieme l’ultima tappa!




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