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Indovina chi? In fattoria!

Dalla gita in un parco faunistico per svolgere attività laboratoriali possono nascere molti nuovi spunti interessanti: un divertente gioco a squadre, un arricchimento del patrimonio lessicale e, non meno importante, il rispetto delle regole di comunicazione.

Indovina chi? In fattoria!

Immaginiamo sia capitato anche a te di portare la tua classe in gita e di dover gestire i tempi morti in attesa di un laboratorio o di una guida. Oppure, a causa del maltempo, ti sarà successo di improvvisare un’attività improbabile a cui dare un senso didattico «anche se un senso non ce l’ha» (cit.).

Questo articolo nasce, appunto, da una gita in un parco faunistico con una classe quarta.

Una gita “fuori tempo”, poiché una simile esperienza è tipica della scuola dell’infanzia o dei primi due anni della primaria. Ma era stata rimandata per diversi anni a causa della pandemia di COVID-19.

Per noi l’opportunità di vedere e toccare gli animali, sentirne l’odore e il verso, osservare come si muovono e imparare da un adulto esperto come approcciare queste creature è un importante momento di crescita personale.

Forti di questa convinzione, abbiamo organizzato una giornata al parco faunistico prenotando due laboratori: “dare il pasto agli animali” (entrando nei recinti con la possibilità di toccare quelli che si facevano avvicinare) e fare il “battesimo della sella” ovvero un giro a cavallo.

I laboratori erano due, ma le nostre classi erano tre. Pertanto abbiamo dovuto preparare un “riempitivo” per i cosiddetti tempi morti.

Ed ecco che ci è venuta l’idea di adattare un diffuso gioco di società, trasformandolo in una sfida a squadre, per intrattenere i bambini in modo divertente e istruttivo. Con poca fantasia l’abbiamo chiamato “Indovina chi sono della fattoria”.

In gita

Il gioco è stato sperimentato, a rotazione, dai bambini delle tre classi durante la nostra gita e possiamo dire che ha coinvolto e divertito anche le operatrici della struttura, tanto che abbiamo lasciato loro in regalo il nostro mazzo di carte.

Ovviamente, bambini così grandi memorizzano velocemente e al secondo giro tutti hanno indovinato l’animale segreto già alla prima definizione, ma con bambini più piccoli il gioco può essere ripetuto più volte.

In classe

Il giorno successivo alla gita, tornati in classe, abbiamo conversato un po’. Ci interessavano le impressioni dei bambini nel rapportarsi con animali un tempo comuni, ma oggi inusuali nei cortili delle nostre case (es. maialini, caprette…).

Abbiamo poi chiesto di svolgere un semplice compito: scrivere i nomi degli animali che ricordavano di aver visto e, per ciascun animale, trovare due aggettivi (senza ripetere sempre gli stessi).

Abbiamo concesso venti minuti di tempo, al termine dei quali ciascun allievo ha letto ad voce alta quanto scritto.

Soft skill

La conversazione, così come il gioco a squadre, ha esposto i bambini alla necessità di utilizzare il lessico appropriato per descrivere le situazioni e condividere le emozioni vissute coi compagni; ha permesso loro di applicare le basilari regole del conversare: ascoltare gli altri, rispettare il turno senza prevaricare o interrompere, fare interventi pertinenti ed esprimersi con un linguaggio il più possibile chiaro.

L’esercizio scritto li ha costretti a recuperare dal loro magazzino lessicale parole non banali e significative.

Il vincolo del tempo ha giustificato in modo accettabile le “liste” più corte: sicuramente c’erano anche altri animali, ma non sono stati elencati solo perché è mancato il tempo.

Alla fine, abbiamo chiuso l’attività con un disegno.

Schede di esempio per “Indovina chi? In fattoria!”

Conclusioni

Questa semplice attività, ideata per una gita, può essere utilizzata in classe in vari modi:

  • lasciata a disposizione dei bambini per il gioco libero durante la ricreazione;
  • per una pausa rigenerante (brain break) al termine di un’attività particolarmente impegnativa;
  • come attività ludico-didattica a carattere inclusivo da svolgere in piccolo gruppo per rafforzare il lessico, la comprensione e la socializzazione degli alunni più fragili;
  • come riempitempo da usare a coppie, per gli alunni che terminano velocemente il loro lavoro.
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