Sviluppare il magazzino lessicale

Una proposta per un approccio graduale e stimolante allo sviluppo del magazzino lessicale, con un’attenzione particolare a tempi e modalità, per sostenere l’apprendimento di parole e concetti nuovi.

Magazzino lessicale

Possedere un ricco magazzino lessicale (“magazzino delle parole”) è sicuramente un notevole vantaggio per chiunque, per i più piccoli in modo particolare.

Conoscere il significato delle parole è la chiave di accesso alla comprensione, sia nelle relazioni interpersonali, sia nelle attività di svago o che richiedono la lettura.

La rapidità con cui riusciamo a recuperare dal nostro magazzino lessicale un significato, una parola o un concetto dipende spesso dalla frequenza con cui richiamiamo dalla memoria e utilizziamo tali informazioni.

Il magazzino lessicale di ciascuno di noi è in perenne aggiornamento: continuiamo ad apprendere parole nuove per tutta la vita e nei bambini questa facoltà è particolarmente sviluppata.

Il bilinguismo tra bambine e bambini è sempre più frequente e l’inglese per molti di loro è addirittura la terza lingua. Non stupiamoci quindi se, talvolta, hanno prestazioni in Italiano inferiori alle nostre aspettative. Magari è solo perché sono iper-stimolati e non riescono a filtrare le richieste, spesso contraddittorie, che provengono dagli adulti che li circondano.

Per arricchire il nostro patrimonio di parole-note abbiamo due possibilità:

  • l’esposizione alla lingua orale;
  • la lettura, ovvero possiamo ascoltare o leggere parole nuove.

Tutto questo però non basta, dobbiamo anche:

  • chiedere il significato di una parola se non riusciamo a dedurlo dal contesto;
  • fissare l’apprendimento attraverso il rinforzo, ovvero incontrando più volte quella parola e imparando ad usarla, motivo per cui è più facile ricordare ciò che appartiene ad un settore che ci interessa in modo particolare.

Poiché gli animali, le piante o i cibi sono solitamente argomenti che catturano l’attenzione dei bambini, possiamo partire proprio da quelli e dedicare periodicamente qualche ora a questa semplice attività che ci consente di operare a diversi livelli:

  • incuriosisce, quindi cattura l’attenzione;
  • fornisce lessico nuovo e informazioni di cultura generale;
  • permette ai bambini di interagire e utilizzare le parole apprese;
  • obbliga ad esercitare la memoria visiva e uditiva;
  • consente di familiarizzare con la logica legata alla relazione causa-effetto;
  • invita al corretto utilizzo delle coordinate temporali: prima, poi, dopo, infine.

Poiché la presentazione è importante e la suspense ha un notevole potere, noi abbiamo chiamato questa attività: “Chissà chi lo sa” .

Partiamo mostrando un’immagine-gancio, chiedendo agli alunni che cosa conoscono (brainstorming). Passiamo quindi alla visione di un breve video (YouTube è una fonte inesauribile). Proponiamo infine alcune schede:

  • labelling (incolla le etichette), per iniziare;
  • crucipuzzle, per rinforzare;
  • schede in sequenza, da riordinare e raccontare.

Le api (esempio)

  1. Che cosa si delle api.
  2. Come si chiamano le parti del corpo: capo, addome, zampe, antenne, pungiglione… (taglia, incolla, ricopia…).
  3. «Conosci il ciclo della vita delle api? Osserva le immagini e prova a raccontare».
  4. Guardiamo un video per conferma e scopriamo alcune parole nuove: uovo, larva, pupa, alveare…
  5. Fissiamo il lessico con un cruci-puzzle che racchiude tutte le parole nuove che abbiamo scoperto.
  6. Giochiamo agli indovinelli o agli anagrammi per velocizzare l’accesso al magazzino lessicale, ad esempio «Le usa per volare», «Sono due e spuntano dalla testa», «Se lo usa muore»… «Completa la parola è? ALV _ _ _ _».
  7. Possiamo utilizzare Internet per consentire ai bambini di esercitarsi in autonomia anche a casa. questo risulta utile soprattutto per gli stranieri non italofoni (per esempio cerchiamo in WordWall)
  8. Ricostruiamo il ciclo della vita e proviamo a raccontarlo con parole nostre (ogni giorno due alunni racconteranno alla classe come è fatta l’ape, il giorno dopo in due racconteranno il ciclo della vita). Non tutti parleranno tutte le volte, gli alunni più timidi lo faranno se e quando si sentiranno pronti. Questa attività non deve annoiare e nemmeno creare ansia: alcuni parleranno delle api, altri della rana, altri dell’orso…

Altri argomenti possibili

Di seguito forniamo alcuni esempi di argomenti che abbiamo proposto o che intendiamo affrontare in classe:

  • la vita delle rane, delle farfalle, della gallina…;
  • la vita della rosa, del melo, del mais…;
  • la produzione del miele, del latte, della lana, dei pop-corn…;
  • la ricetta per fare la pizza, la macedonia, la frittata… .

Materiale necessario

 Per ogni argomento servono:

  • un’immagine gancio che deve essere semplice e su sfondo bianco  (es: un’ape, un fiore, una pizza…);
  • schede per consolidare il lessico (es: cruci-puzzle, parole da copiare/incollare al posto giusto, bingo…);
  • sequenze di quattro immagini per sostenere la narrazione e la giusta successione logico-temporale.
  • digital board con collegamento a Internet per brevi video e/o attività interattive per migliorare il lessico

Sperimentiamo il potere del ripasso 

Chiaramente le varie attività non vanno svolte tutte lo stesso giorno, è vantaggioso invece riprendere il discorso dopo un paio di giorni. Anche se espone al rischio che qualcosa vada perduto, è dimostrato che riprendere un argomento a distanza di alcuni giorni, per almeno due settimane, fissa il ricordo e le informazioni diventano apprendimenti più stabili.

Aspetto, questo, da tenere presente soprattutto per favorire l’acquisizione di un personale metodo di lavoro, da sperimentare, in un primo tempo, nella memorizzazione di una  poesia o delle tabelline e, successivamente, nell’approccio alle cosiddette “materie di studio”.

Condividi

Scopri di più da Missione Insegnante

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere