La Giornata dei calzini spaiati… con Rodari!

Venerdì 7 febbraio è la Giornata internazionale dei calzini spaiati. I calzini spaiati rappresentano la diversità in tutte le sue forme e la giornata ha proprio lo scopo di sensibilizzare bambine e bambini, ma anche gli adulti, a comprendere, accettare e rispettare l’altro per come è. Perché ciascuno è unico e speciale e le differenze sono fonte di ricchezza.

Giornata dei calzini spaiati con Gianni Rodari

Cosa proporre in una classe di scuola primaria per ricordare la Giornata dei calzini spaiati 2025?

Nell’articolo della Giornata dei calzini spaiati del 2024 potete già trovare alcune stimolanti attività. Oggi, però, abbiamo pensato di fornire altri spunti facendoci aiutare ancora una volta dal grande scrittore Gianni Rodari.

Continuiamo così i nostri appuntamenti con questo autore che, con i suoi semplici e simpatici componimenti, ci dona un sorriso e, al tempo stesso, ci spinge a riflettere su temi importanti come questo. 

Laboratorio di lettura espressiva            

Recuperiamo in biblioteca il testo della filastroccaIl dromedario e il cammello” di Gianni Rodari. I due animali, pur essendo simili, hanno una caratteristica diversa: il cammello ha due gobbe, il dromedario una sola.

I due si incontrano e si confrontano. Ciascuno ritiene di essere migliore dell’altro. Un beduino, che ascolta “la bizzarra querela” che nasce tra loro, riflettendo sulla situazione arriva a concludere: “Poveretti tutti e due, ognuno trova belle soltanto le gobbe sue”.

Questa bella favola in versi presenta in modo semplice ma chiaro il tema della diversità e del valore di ciascuno. Ci fa capire che ognuno ha le proprie “gobbe” e che è bene guardare le proprie prima di denigrare quelle degli altri al solo scopo di sentirsi superiore.

Perché? Un confronto positivo porta a un arricchimento personale e a un vantaggio collettivo; i pregiudizi, invece, impediscono l’accettazione, il rispetto e la collaborazione con l’altro. 

Svolgimento del laboratorio

Dopo aver fatto sedere in semicerchio le alunne e gli alunni, invitiamoli al silenzio e all’attenzione e, stando in piedi di fronte a loro, eseguiamo la lettura della filastrocca dando una diversa intonazione della voce in base ai personaggi. 

Al termine chiediamo se c’è qualcuno che desidera proporsi come “attore” per interpretare la storia narrata nella filastrocca. Lasciamo la massima libertà. 

Spieghiamo che sono necessari quattro bambine e/o bambini per i ruoli di dromedario, cammello, beduino, narratore. Se si propongono in molti, tranquillizziamoli dicendo che l’attività sarà ripetuta finché tutti avranno sperimentato la funzione di attore/lettore.  

Affidiamo quindi il ruolo e la relativa parte del testo ai candidati attori, invitandoli a utilizzare la giusta intonazione vocale per esprimere l’emozione che vogliono trasferire, anche avvalendosi, eventualmente, di piccoli gesti.

Per non trascurare nessuno, assegniamo a coloro che non sono attori il compito di spettatore, sottolineando che è un ruolo molto importante in uno spettacolo.

Creiamo uno spazio per gli “attori” e uno per gli “spettatori”. 

Quando tutto sarà pronto, diamo inizio alla rappresentazione: sarà un momento divertente in cui tutti saranno coinvolti e in cui ognuno potrà “gustare” le parole dell’autore e la storia narrata. 

Al termine scambiamo i ruoli.

Ognuno ha le sue “gobbe”

Con la precedente attività, sicuramente le bambine e i bambini si sono molto divertiti e, per mezzo della lettura espressiva e della interpretazione, hanno compreso meglio i pensieri dei diversi personaggi. Come portarli ora a riflettere sul messaggio della filastrocca di Gianni Rodari? 

  1. Chiediamo di incollare sul quaderno (o dettiamo) il testo, quindi invitiamoli a disegnare i personaggi con le vignette dei relativi dialoghi. 
  2. A lavoro ultimato, quando si sarà creato un clima sereno e collaborativo, poniamo loro alcune semplici domande alle quali potranno rispondere in piena libertà e senza il timore di essere giudicati. Se dovessimo notare difficoltà, guidiamoli affinché riescano a esprimere con efficacia il loro pensiero. 

Scriviamo le risposte su un cartellone murale perché rimangano tesoro della classe e li aiutino nella riflessione. Ecco qualche domanda come esempio.

  • Perché il dromedario si vanta della sua gobba?
  • Come risponde il cammello?
  • Ognuno ritiene che la sua caratteristica sia la migliore?
  • Secondo te chi ha ragione? 
  • Cosa dice il beduino? Cosa ha capito? 
  • Sei d’accordo con il beduino? Oppure ritieni che uno dei due animali sia migliore, superiore all’altro? Perché?
  • La discussione si basa su un confronto tra le gobbe dei due animali: secondo te porterà un arricchimento a entrambi? Oppure no? Perché?

Li condurremo pian piano e con delicatezza a capire che, proprio come il cammello e il dromedario, ognuno ha le sue “gobbe”, ossia le sue caratteristiche, di cui deve andare fiero, perché lo rendono unico e speciale. Insomma, abbracciando le proprie “gobbe” ciascuno riuscirà anche ad apprezzare quelle dell’altro e capirà che accettare, rispettare e valorizzare le differenze in tutte le sue forme (fisiche, caratteriali, culturali, sociali) arricchisce e rende tutti più forti. 

E per concludere la Giornata dei calzini spaiati in allegria

Possiamo terminare la giornata con un’attività collettiva in cui ognuno darà il proprio contributo per la realizzazione del prodotto finale: l’invenzione di una breve filastrocca che sottolinei quanto imparato. Ecco un esempio. 

Ciascuno ha qualcosa di unico e bello
come le due gobbe per il cammello.
Ognuno è unico e straordinario
come la gobba per il dromedario.
Due gobbe o una poco importa,
è il rispetto che conforta.
Siamo tutti diversi ma insieme migliori
uniti dai nostri mille colori.

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