All’inizio dell’anno scolastico è particolarmente utile avere a disposizione dei giochi linguistici: potremo così aiutare le nostre alunne e i nostri alunni a ritrovare motivazione, concentrazione e piacere nello studio.

Perché proporre giochi linguistici? Nelle prime settimane dell’anno scolastico (e non solo) può accadere che alunne e alunni facciano fatica a ritrovare il desiderio e il giusto ritmo per affrontare le attività di studio. Per accompagnarli in questo passaggio, è utile avere a disposizione alcuni giochi capaci di incuriosirli, divertirli e, al tempo stesso, stimolare la creatività, le capacità espressive e il ripasso delle conoscenze grammaticali.
I giochi linguistici non devono essere considerati soltanto momenti di svago: rappresentano infatti vere e proprie occasioni per arricchire il vocabolario, rafforzare la comunicazione e far scoprire la bellezza del linguaggio. Grazie alla dimensione ludica, infatti, i bambini sono più motivati, imparano a collaborare con i pari e vivono l’apprendimento come un’esperienza positiva, in cui l’errore diventa un’opportunità di crescita e non un ostacolo.
Non servono materiali particolari: bastano lavagna, carta, matite e… parole. Potremo proporre attività rapide, flessibili e adattabili ai diversi momenti della giornata scolastica, per esempio all’avvio della lezione, in una pausa attiva o in un momento di rinforzo. In questo modo, il linguaggio si trasforma in spazio di esplorazione, gioco e scoperta condivisa.
Di seguito proponiamo una prima selezione di giochi linguistici per la scuola primaria: semplici da realizzare, capaci di stimolare le abilità espressive e l’inventiva, ma anche in grado di rendere il ripasso un momento piacevole e coinvolgente per tutta la classe.
Catena di parole
Invitiamo le bambine e i bambini a disporsi in cerchio e scriviamo sulla digital board una parola di partenza (ad esempio sole). Il primo partecipante dovrà dire e scrivere una parola che inizi con l’ultima sillaba di quella precedente (ad esempio leone). Il bambino o la bambina successiva farà lo stesso, trovando una nuova parola che inizi con l’ultima sillaba di leone (quindi ad esempio neve), e così via fino a completare il giro del cerchio.
Ricordiamo a tutti che:
- si possono usare solo nomi comuni (singolari o plurali);
- non sono ammessi nomi propri né altre parti del discorso.
Alla fine leggeremo insieme, sulla digital board, la “catena di parole” costruita. Ecco un esempio:
sole – leone – neve – vela – lamento – topo – posate – tela – lana – nano.
Per rendere il gioco più dinamico e per favorire la collaborazione, possiamo proporlo anche a gruppi o a coppie. In questo caso, a ciascun gruppo o coppia consegneremo un foglietto con la parola iniziale: toccherà a loro scrivere le parole concatenate, cercando di trovarne il maggior numero possibile in un tempo stabilito. Al termine confronteremo i risultati e vedremo chi ha creato la catena più lunga.
Alfabeto degli animali
Dopo aver disposto le alunne e gli alunni in cerchio, scegliamo il primo partecipante e chiediamogli di dire il nome di un animale che inizi con la lettera A (per esempio: anatra).
Il bambino o la bambina successiva dovrà trovare il nome di un altro animale che inizi con la lettera B (per esempio: balena).
Si prosegue così, seguendo l’ordine alfabetico, fino a completare il giro.
Varianti del gioco: possiamo usare nomi di città oppure nomi di cibi.
La parola intrusa
Scriviamo sulla digital board un elenco di quattro parole ( come mela, banana, tavolo, pera oppure cane, scarpa, gatto, cavallo) e chiediamo alle bambine e ai bambini di individuare l’intrusa e di spiegare il motivo della loro scelta.
Per rendere il gioco più stimolante, possiamo proporre elenchi di parole con legami meno evidenti. Ecco alcuni esempi:
- mare, lago, fiume, deserto;
- penna, matita, pentola, quaderno;
- rosa, tulipano, spinaci, margherita;
- riso, pasta, pizza, maglia;
- Parigi, Roma, Vesuvio, Londra.
In questi casi, l’intrusa non è immediata e le bambine e i bambini dovranno ragionare per scoprire la logica nascosta.
L’aggettivo intruso
Dividiamo la classe in piccoli gruppi e consegniamo a ciascuno un cartoncino con un elenco di quattro aggettivi (per esempio: luminoso, giallo, questo, burrascoso oppure alcuni, tanti, qualche, quello). Ogni gruppo dovrà individuare l’aggettivo “intruso” e motivare per iscritto la propria scelta entro un tempo stabilito. Al termine di ogni turno, affidiamo un nuovo elenco e il gioco prosegue. Al termine assegniamo un punto per ogni risposta corretta.
Concludiamo con un momento di confronto collettivo: discutere insieme i risultati permette non solo di chiarire i dubbi e le motivazioni delle scelte, ma anche di ripassare insieme le diverse tipologie di aggettivi.
Variante per i più grandi: scegliamo una coppia di alunne e alunni. Chiediamo di ideare un elenco di quattro aggettivi e di proporlo alle compagne e ai compagni, che individueranno l’aggettivo intruso o, nel caso, valuteranno la coerenza della scelta. Al termine del turno, prevediamo un momento di confronto, poi cambiamo coppia e ripetiamo l’attività.
Gara degli aggettivi
Dividiamo la classe in squadre e consegniamo a ciascuna un cartoncino su cui è scritto un nome (per esempio: mare). Ogni squadra dovrà scrivere il maggior numero possibile di aggettivi che descrivono quella parola (come calmo, azzurro, profondo, burrascoso…). Assegniamo un punto per ogni aggettivo valido. Vince la squadra che ha totalizzato più punti.
È importante prevedere un momento finale di confronto: insieme alla classe si possono discutere gli aggettivi che non risultano appropriati, chiarendone il motivo, e costruire un grande elenco collettivo di aggettivi, utile come “vocabolario condiviso”, da arricchire e utilizzare in altre attività.
E non finisce qui!
Altre attività e schede scaricabili in Giochi linguistici. Seconda parte.




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