Dopo una fase di scoperta spontanea da parte di bambine e bambini, diventa fondamentale formalizzare l’apprendimento dei digrammi attraverso attività strutturate. Proposte mirate e diversificate, dal riconoscimento visivo alla produzione scritta, consentono di consolidare le competenze rispettando tempi, bisogni e livelli di ciascun alunno e alunna, all’interno di un contesto rassicurante e motivante.

L’introduzione dei digrammi GN e GL rappresenta un passaggio importante nel percorso di letto-scrittura.
Dopo aver presentato le lettere dell’alfabeto, molti bambini hanno già intuito che nella nostra lingua esistono alcuni suoni che, per essere scritti, necessitano di un gruppo di lettere.
Nella lettura si incontrano frequentemente questi suoni e ormai tutti i bambini leggono l’articolo GLI o le parole coniglio e ragno quando le incontrano.
A noi non resta quindi che formalizzare quella che è stata per molti di loro un’inconsapevole scoperta
“spontanea”.
Per ottimizzare i tempi e rispettare i diversi livelli e bisogni dei nostri alunni, lavoriamo in modo trasversale, utilizzando contemporaneamente corsivo e stampato.
Proponiamo allora questi suoni in modo tradizional (uno per volta), con un’immagine stimolo (o immagine “àncora”). Esercitiamoci nella scrittura, con una scheda di riconoscimento: bambine e bambini devono cerchiare il digramma in oggetto.
Le seguenti attività di routine rassicurano e danno loro la percezione di “essere capaci”, collocandosi nella zona di sviluppo prossimale di ciascuno.
Immagine “àncora”
Come d’abitudine scegliamo un’immagine che rappresenti un oggetto o un animale il cui nome contenga quel suono.
Elenco di parole – Giochiamo assieme cercando di trovarne
Questo semplice gioco stimola l’accesso rapido al magazzino lessicale, obbliga a inibire la risposta e ad attendere il proprio turno di parola, ad accettare la frustrazione se qualcuno dice la parola che avevamo pensato noi. Anche ad accettare l’errore quando diciamo una parola che non rispetta la consegna (scriviamo comunque alla lavagna quella parola mostrando che la scrittura è diversa e ringraziamo comunque per il contributo).

Aguzza la vista e trova il digramma
Ecco un buon esercizio per stimolare la percezione visiva e la lettura globale: proporre ai bambini testi scritti con caratteri diversi, con la consegna di individuare la sillaba che stiamo studiando. Con il gioco contribuiamo così a fissare un automatismo.
Trasformo le parole
Sappiamo che è più facile ricordare la corretta scrittura della parole ad alta frequenza d’uso. Quindi è utile ripetere, ma senza annoiare.
Possiamo ricorrere a semplici attività di trasformazione: compiti che mantengono viva l’attenzione mentre costringono a scrivere le stesse parole per l’ennesima volta.
Si può anche richiedere agli alunni di copiare un elenco di parole, di completare con l’articolo corretto e di trasformarle da singolare al plurale. Infine, usarle per comporre semplici frasi che scriviamo alla lavagna e che loro dovranno poi riscrivere al passato e al futuro.
La correzione collettiva metterà inevitabilmente in evidenza alcuni “strafalcioni” che ci danno la possibilità di insegnare l’autoironia. Chiaramente non permetteremo a nessuno di ridere degli errori altrui, ma ci divertiremo assieme dei nostri errori. Eh sì, perché anche la maestra tante volte sbaglia. Loro non sapranno mai che noi lo facciamo di proposito, per vedere se sono attenti e per mostrare loro che noi non siamo i nostri errori e che possiamo pure riderci su.





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