Funzioni esecutive: ascolta ed esegui

Spesso consideriamo la capacità di ascoltare come una competenza scontata. Salvo poi renderci conto, troppo tardi e con grande frustrazione, che molto di quello che abbiamo detto è “scivolato” senza lasciare traccia di ricordo nelle menti dei nostri giovani alunni.

Funzioni esecutive: ascolta ed esegui

Dopo anni di esperienza, abbiamo maturato la convinzione che, almeno in classe prima, sia necessario verificare il livello di sviluppo delle funzioni esecutive dei nostri alunni e rinforzarle periodicamente inserendo apposite attività nelle normali attività didattiche.

In realtà, non solo le bambine e i bambini devono padroneggiare funzioni esecutive, noi stessi le utilizziamo nella nostra vita quotidiana.

Riguardo alle funzioni esecutive, in letteratura esistono varie nomenclature, in generale se ne indicano otto:

  1. controllo degli impulsi;
  2. gestione delle emozioni;
  3. pensiero flessibile (capacità di gestire gli imprevisti);
  4. memoria di lavoro (mantenere le informazioni in memoria fino al termine
    del compito);
  5. pianificazione e priorità;
  6. organizzazione e reperimento delle risorse necessarie;
  7. decidere da dove partire;
  8. auto-monitoraggio (del tempo e del processo).

Un’attività sulle funzioni esecutive

L’attività che proponiamo è semplice, accattivante e facilmente riproducibile modificando le immagini o l’ordine delle consegne.

Si tratta di un esercizio di ascolto e comprensione, che potremmo utilizzare nell’ora di Geografia per potenziare l’orientamento spaziale e il lessico specifico. Con un occhio attento, possiamo vedere che sono coinvolte diverse funzioni esecutive.

Consegniamo la scheda coi gattini (vedi allegato) e chiediamo di tenere a portata di mano i colori a matita.

Avvertiamo la classe che leggeremo le consegne una alla volta, lasciando così il tempo di eseguire il compito. Ma ripeteremo ciascuna consegna solo due volte, quindi gli alunni dovranno prestare attenzione e ricordare le informazioni importanti.

È importante esplicitare ogni elemento che possa aiutarli a svolgere il compito con successo: il nostro obiettivo è potenziare le abilità di ascolto e ridurre le fragilità. Questa non è una verifica e non ha fini valutativi.

Quando tutto è pronto, iniziamo a leggere le consegne, una alla volta, con calma. Chiediamo se serve una seconda lettura e, prima di passare alla consegna successiva, accertiamoci che tutti abbiano finito.

Forse qualche allievo si troverà molto in difficoltà, per questo è essenziale rassicurare la classe che è fondamentale completare tutto: ciascuno fa quello che riesce.

Le consegne da leggere

  1. Il gatto a macchie ha in mano un cuore azzurro.
  2. Il gatto tigrato è arancione a righe marroni.
  3. Il gatto bianco ha la pancia grigia come la coda.
  4. Il topolino è verde.
  5. Il pesciolino è giallo e arancione.
  6. Il gomitolo di lana è rosa.
  7. Il gatto innamorato ha gli occhi verdi.
  8. Il gatto stanco ha gli occhi azzurri.
  9. Il gatto felice ha gli occhi marroni.
  10. Le ciotole sono tutte bianche e i croccantini tutti marroni.
  11. Una ciotola ha una stellina rossa, una ha un cuore blu e una ha tre palline gialle.
  12. Disegna una linea ROSSA che parte dal gatto tigrato, passa sotto al gomitolo di lana e arriva alla ciotola con la stellina.
  13. Disegna una linea BLU che parte dal gatto a macchie, gira attorno al topolino e arriva alla ciotola con le palline.
  14. Disegna una linea NERA che parte dal gatto bianco che passa in mezzo, tra il pesce e il gomitolo, e arriva alla ciotola con il cuore.

Terminata la lettura, gratifichiamo tutti con un bel timbro sorridente e consegniamo ad ognuno una copia delle consegne da incollare sul quaderno.

In questo contesto, non è necessario far notare a bambine e bambini loro errori od omissioni. Sarà invece più utile utilizzare questa attività per rafforzare l’idea che la scuola non è una gara, che noi apprezziamo il loro impegno e che nella nostra classe ciascuno è apprezzato per la sua unicità.

Conclusioni

Come docenti, abbiamo l’opportunità di lavorare su più livelli, monitorare le eventuali fragilità e indagare l’origine; per fare questo, chiediamo agli alunni se hanno trovato più difficile comprendere il linguaggio, ricordare la consegna, scegliere la matita da utilizzare, rispettare i limiti di tempo o altro ancora.

La condivisione rende le difficoltà “normali” e le legittima: il naturale bisogno di essere ascoltati indurrà i più estroversi a rompere il ghiaccio e i più fragili o introversi a liberarsi dall’imbarazzo.

Se il gruppo lo consente, possiamo chiudere l’attività chiedendo quali strategie sono state utilizzate per superare le difficoltà, favorendo la condivisione di strategie e stimolando i processi metacognitivi.

Infine, permettere ai genitori di leggere il testo che abbiamo utilizzato, incollando la scheda con tutte le consegne, ci consente di comunicare alla famiglia, in modo discreto, il livello delle competenze raggiunte dall’alunna/o.

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