La comprensione delle consegne rappresenta un punto cardine nell’apprendimento, poiché mette in gioco competenze trasversali fondamentali. In questo articolo raccontiamo come, attraverso attività concrete e dialoghi in classe, bambine e bambini di due classi seconde della primaria si sono confrontati con il compito di decifrare e interpretare esercizi.

Partendo da semplici equivalenze tra monete e passando per il riordino di frasi, è stato possibile esplorare come i piccoli studenti elaborino le istruzioni, affinino il loro linguaggio e imparino a osservare con maggiore attenzione.
Ecco di seguito la scheda data per compito con delle semplici equivalenze tra monete.

Data la scheda, abbiamo chiesto ai bambini di osservare bene cosa avevano davanti agli occhi e poi quale fosse la consegna più appropriata.
Una bambina dice: «Scrivo le monete che mancano per fare la moneta che c’è all’inizio».
Un altro dice: «Non scrivo, ma disegno! Non vedi che ci sono solo figure?».
Disegnare, dunque, e non scrivere. Illuminante… perché questo ci ha fatto capire quanto i bambini usino le parole “per approssimazione”: si avvicinano al concetto che hanno in mente pronunciando una parola ma in questo caso non era “a bersaglio”. Infatti una bambina subito si convince e accetta la proposta del compagno.
La consegna era comunque ancora troppo lunga. Abbiamo fatto altre prove insieme e, dopo un po’, siamo arrivati a definire la consegna che poi abbiamo scritto nei compiti: «Disegno LE monete mancanti».
Interessante notare che la consegna precedente chiedeva: “Disegno LA moneta mancante”. Bambine e bambini si sono dimostrati più attenti anche a tutto il corpo dell’esercizio. Osservando bene, avevano notato che scrivere «LA» non era riferito a tutti gli item proposti, in quanto in alcune parti avrebbero dovuto disegnarne due di monete.
Scrivere la consegna per attività di riordino frasi
Anche qui l’indicazione era quella di pensare alla consegna adatta. Chiedo a bambine e bambini di osservare bene la scheda.

La maestra chiede:
«Cosa vedo?».
Subito, tutti sono partiti a “risolvere” le frasi. Nel dialogo con loro è stato interessante però ripercorrere il testo, e quindi metterli in condizione di soffermarsi sulla procedura necessaria da mettere in atto per svolgere l’esercizio, a partire dall’inizio. Quindi: leggere, capire, provare a mettere in ordine le parole (chi lo ha fatto a mente, chi provando a numerare le parole) e solo alla fine scrivere con ordine le frasi sul quaderno.
Un altro aspetto che ho reputato interessante in questo lavoro, è stato quello di attribuire il nome giusto a ciò che ho di fronte; infatti un bambino ha detto:
«Leggo delle parole che sono in disordine, così non si capisce, devo ricostruire la frase» quindi spontaneamente e inconsciamente ha dato la definizione di frase.
Ho quindi potuto ribadire: «La frase è un insieme di parole messe in un certo ordine».
Le prime conclusioni
Questo lavoro sulla comprensione delle consegne era partito dal desiderio di scoprire insieme ai bambini che tutti possiamo comprendere quello che leggiamo prima di svolgere un esercizio. Ha richiesto tempo, ma al termine dell’attività abbiamo potuto trarre alcune semplici ma secondo noi importanti osservazioni.
Abbiamo notato una maggior attenzione da parte dei bambini nell’approcciare le consegne. Dalle parole che usano per spiegare una consegna, i bambini hanno capito che in quella stringa c’è tutto, che devono stare attenti e che devono provare a spiegarla passo passo, usando parole precise, non generiche. Alcuni di loro hanno mostrato maggior autonomia nella comprensione.
Anche l’approssimazione è indice di apprendimento: a volte i bambini sanno spiegare cosa fare, ma non sempre come farlo.
Abbiamo osservato che ciò che fa immediatamente dire ai bambini: «Non ho capito!» non è necessariamente la pigrizia o la difficoltà di comprensione, ma, molto spesso, è la difficoltà di immaginare la procedura che sta dietro all’azione di decifrare le parole.
Infine, non abbiamo indagato una singola disciplina o un argomento ma abbiamo cominciato a guardare ad una competenza, una competenza trasversale a tutte le discipline, che come tale, dunque, è difficile da misurare.
Dopo questo lavoro insieme, noi insegnanti possiamo sicuramente dirci più consapevoli dei processi che bambine e bambini devono mettere in campo ogni volta che affrontano una consegna: questo ha certamente influito sull’approccio che noi insegnanti abbiamo con la classe e sulla modalità di svolgimento delle nostre lezioni.




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