La comprensione delle consegne da parte di bambine e bambini è una competenza essenziale e trasversale, che richiede tempo, pratica e un lavoro condiviso tra tutti gli insegnanti della classe. In questo articolo, primo dei tre previsti, viene presentato un lavoro sulla comprensione delle consegne condotto in due classi seconde di una scuola primaria.

Capire le consegne è una competenza che si costruisce nel tempo, è trasversale a tutte le discipline e riguarda il lavoro di tutti gli insegnanti.
Da cosa parte la decisione di affrontare questo aspetto della comprensione, dedicandovi tempo e molta riflessione?
Spesso nel lavoro in classe notiamo che bambine e bambini sembrano, sempre più, in difficoltà nel comprendere a fondo le consegne – siano esse orali o scritte. Capita allora di sentirli pronuciare la famosa frase: «Non ho capito niente!».
La comprensione piena, tuttavia, non dipende solo dal fattore noto/non noto, perché basta che la consegna dell’esercizio noto sia scritta in un altro modo, magari in un ordine diverso o con parole non frequenti, che subito tutti rischiano di ricadere nell’incertezza.
In una classe seconda, oltre a una decodifica non ancora pienamente automatizzata, sono tanti i fattori che possono inficiare la comprensione piena delle consegne: esercizio non noto, parole difficili oppure anche parole più di uso comune che i bambini pensano di conoscere (in realtà non pienamente), la capacità di ascolto, la capacità di osservazione ecc.
Trattare questo tema è importante, perché noi insegnanti desideriamo che bambine e bambini si accostino ad esse con il desiderio di scoperta e non con la paura di non capire, reputando che tutti possiedano gli strumenti per affrontare anche quelle più complesse.
C’è sempre qualcosa, infatti, che ognuno di loro ha già incontrato prima, o di già conosciuto da cui partire.
La consegna, questa sconosciuta!
Ma cos’è la consegna? Definiamola precisamente:
La consegna è una stringa sintetica di istruzioni, date in un certo ordine, che serve per svolgere una procedura più o meno lunga.
Fin dalla classe prima, il lavoro con la classe è stato ed è:
- leggere la consegna e comprendere le parole;
- capire quante azioni mi chiede la consegna (leggere, sottolineare, cerchiare);
- comprendere in modo più approfondito alcuni “comandi” particolari (trasformare, svolgere…);
- valutare inoltre quanto tempo mi chiede ogni passaggio o l’esercizio intero.
Leggere e comprendere le consegne è dunque un aspetto importante del lavoro scolastico: bambine e bambini devono avere capito chiaramente ciò che, poi, in autonomia, è chiesto loro di fare, rispettando i passaggi impliciti nella stringa della consegna.
Primo passo: che grado di ascolto c’è in classe?
È stato necessario iniziare con l’indagare l’ascolto della classe, per capire quale percentuale di ascolto ci fosse e quale grado di efficacia avesse questo ascolto.
Questo passaggio è stato importantissimo per capire da quale punto partire, per poi raccogliere la risposta della classe.
Ci sono moltissimi modi per verificare questa abilità, in qualsiasi momento della giornata.
A noi interessava un tipo di ascolto focalizzato su una serie di comandi precisi: perciò abbiamo proposto come attività l’impostazione di una pagina di italiano per il successivo lavoro di dettatura.

Abbiamo scelto questa attività perché è un tipo di impostazione della pagina già svolta altre volte con gli alunni delle due classi, alla lavagna e fornendo istruzioni, quindi con componente visiva e uditiva insieme.
Questa volta abbiamo fornito istruzioni solo orali per l’impostazione della pagina:
- piego la pagina;
- scrivo nel mezzo del primo prato/riga «Sul tavolo»;
- traccio una riga rossa sulla metà della pagina a partire dalla seconda riga;
- nella colonna di sinistra – nel mezzo della prima riga – scrivo in verde «C’è»;
- nella colonna di destra – nel mezzo della prima riga – scrivo in verde «Ci sono».
Questo primo step di avvicinamento ci è servito per constatare che, effettivamente, la maggior parte degli alunni è riuscita a impostare la pagina senza problemi o, al massimo, chiedendo conferma sul concetto di destra/sinistra.
Osservazioni
Prima del lavoro abbiamo attivato l’attenzione della classe chiedendo a bambine e bambini il massimo della concentrazione, per eseguire bene il lavoro e fissare nella memoria le parole che avrebbe detto la maestra.
Gli alunni di questa età infatti, non hanno ancora automatizzato il convergere dell’attenzione e dell’attenzione finalizzata al comprendere, quindi occorre sempre ricordarlo loro.
L’attività descritta in questa serie di articoli è stata svolto principalmente da Lucia Freguja ed Emanuela Natale alla Scuola primaria “Gianna Beretta” del Polo educativo “Scuole Romano Bruni” di Padova.
Continua a leggere Capire le consegne di esercizi non noti.




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