La lettura a scuola può diventare un momento di condivisione molto importante. Vediamo in questo articolo come creare una piccola biblioteca di classe, raccogliendo libri usati e coinvolgendo gli alunni nel portare libri da casa. Leggiamo insieme l’esperienza di due nostre autrici.
Creare una biblioteca in classe può contibuire al piacere della lettura. Una scoperta e al tempo stesso una conquista che richiede tempo, pazienza e un’adeguata esposizione a stimoli accattivanti.
La biblioteca sarebbe il luogo ideale da frequentare per incuriosire i nostri alunni di classe prima. Tuttavia non sempre è possibile raggiungere regolarmente la biblioteca comunale in orario scolastico per effettuare il prestito individuale e non tutte le classi possono disporre di una biblioteca di classe.
Poiché anche noi ci troviamo in questa situazione, abbiamo pensato di creare una nostra piccola biblioteca di classe. Come? Recuperando libri usati e chiedendo ai nostri alunni di portare a scuola un libro che avevano a casa e che a loro era piaciuto.
Il piacere della condivisione ma anche la responsabilità di non danneggiare quello che è stato generosamente prestato sono, a nostro avviso, due aspetti collaterali ma molto educativi.
Biblioteca in classe: l’organizzazione
I libri sono stati divisi in tre categorie: libri cartonati e/o in CAA, in gran parte forniti dalla scuola e da noi tradotti. Libri in stampato maiuscolo, con poche scritte e molte immagini; libri in stampato maiuscolo e/o minuscolo un po’ più corposi.
Mentre una di noi si è occupata dell’allestimento, l’altra ha consegnato ai bambini un fascicoletto individuale, predisposto per registrare il libro scelto.
Si tratta di un modello molto semplice:
una copertina con uno spazio per scrivere il proprio nome e l’immagine di uno scaffale pieno di libri e alcune “faccine” da colorare per attribuire un aggettivo ad ogni libro letto. Per esempio: divertente-giallo; troppo lungo-rosso.
tante pagine con la scritta TITOLO e uno spazio bianco per disegnare
L’obiettivo è quello di abituarli a riconoscere il titolo, di attribuire un aggettivo al libro letto e di individuare un’immagine che aiuti a ricordare il contenuto.
I libri vengono conservati sotto al banco e utilizzati per riempire “tempi morti” (es. mentre facciamo l’appello) oppure nei momenti dedicati.
Ogni due settimane è previsto per tutti il cambio.
Le schede del libro della biblioteca di classe
Il giorno precedente abbiamo chiesto ai bambini di completare la scheda del libro colorando la faccina e realizzando un bel disegno. Molti amano copiare una delle illustrazioni presenti e noi lasciamo loro assoluta libertà.
Il giorno seguente, mentre terminavano di colorare i loro disegni, noi abbiamo raccolto tutti i libri, li abbiamo riordinati, per procedere poi alla ridistribuzione.
Per comodità, abbiamo suggerito ai bambini di colorare lo spazio del loro nome con un colore specifico scelto da noi.
In questo modo, li abbiamo suddivisi in tre livelli che ci hanno consentito di gestire la proposta di libri per il prestito in modo più agevole e rispettoso del loro livello di competenza.
Nella nostra classe i rossi sono i bambini a cui proponiamo i libri più semplici, ai gialli destiniamo lo stampato maiuscolo, i verdi, invece, sono quelli già avviati allo script.
Periodicamente è necessario riassortire la biblioteca e per questo invitiamo alunne e alunni a riportare a casa il libro prestato e a portarne un altro.
Questa attività è sempre molto gradita ai bambini e all’insegnante richiede pochi minuti, nessuna spesa, poco spazio. Inoltre, garantisce una selezione di libri aggiornata e rispondente agli interessi della classe.
Alessandra Baraldi è docente di scuola primaria. Laureata in psicologia e con master in psicologia scolastica, da oltre vent’anni si occupa di disturbi dell’apprendimento. Francesca Grenzi è insegnante di sostegno e formatrice CAA in corsi di formazione rivolti a docenti a tutti gli ordini di scuola.
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