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Homeschooling la scuola a casa

Il fenomeno dell’homeschooling, la scuola a casa, ha goduto di una certa attenzione mediatica a seguito della pandemia di Covid-19. Pur rimanendo una realtà marginale, la percentuale di famiglie che scelgono l’homeschooling è in crescita.

Home schooling scuola parentale

In Italia si chiama “educazione parentale” o “istruzione domiciliare”, a livello internazionale è conosciuta come homeschooling, oppure come home education.

Il Ministero dell’Istruzione la definisce come «un’alternativa alla frequenza delle aule scolastiche», attuata a seguito della «scelta della famiglia di provvedere direttamente all’educazione dei figli».

In breve, si tratta della possibilità, per i genitori, di far studiare a casa i propri figli seguendoli in prima persona (o facendoli seguire).

Come attivare l’homeschooling

Dal punto di vista normativo, il riferimento principale è costituito dall’articolo 31 e dall’articolo 34 della nostra Costituzione. Il punto chiave è il concetto di obbligatorietà dell’istruzione, non quello della frequenza scolastica.

Altre leggi ordinarie e decreti legislativi entrano più del dettaglio, ad esempio, il Decreto legislativo 25 aprile 2005, n. 76, all’art. 1, comma 4, recita: «I genitori, o chi ne fa le veci, che intendano provvedere privatamente o direttamente all’istruzione dei propri figli (…)».

L’istruzione è un diritto-dovere. I genitori «devono dimostrare di averne la capacità tecnica o economica e darne comunicazione anno per anno alla competente autorità, che provvede agli opportuni controlli».

In pratica, i genitori che decidono di avvalersi dell’istruzione parentale devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola più vicina un’apposita dichiarazione annuale (si veda quanto dice il Ministero).

I numeri dell’homeschooling in Italia

Le motivazioni che spingono le famiglie a optare per questa scelta possono essere diverse – religiose, culturali, linguistiche, di salute – ma in molti casi sono dovute al rifiuto della standardizzazione.

Nel 2018, stando a dati ufficiali, erano quasi duemila le famiglie italiane che avevano deciso di educare e istruire i propri figli a casa, soprattutto nella fascia della scuola primaria.

Secondo questo recente articolo online di Adnkronos, nell’anno scolastico 2020-21 l’istruzione parentale ha riguardato lo 0,2% degli iscritti a scuola e per il 65% si è trattato di bambini in età di scuola primaria.

La situazione italiana non è quindi paragonabile a quella di altri Paesi, soprattutto a quella degli Stati Uniti d’America.

Negli Stati Uniti d’America l’homeschooling, tra il 2012 e il 2020, ha interessato ogni anno circa il 3,3% degli studenti. Dal 2020 questa percentuale sembra essere cresciuta notevolmente, anche se i vari lockdown rendono difficoltoso ottenere un dato attendibile.

Esami di idoneità

Per quanto riguarda il primo ciclo scolastico, secondo il Decreto il Ministeriale n. 5 dell’8 febbraio 2021 del Ministero dell’Istruzione: «gli alunni in istruzione parentale sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva, presso una istituzione scolastica statale o paritaria».

La finalità di tale esame è la «verifica dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione».

L’esame di idoneità è «inteso ad accertare l’idoneità dell’alunno alla frequenza della classe per la quale sostiene l’esame».

Questo significa che la scelta dell’homeschooling non è definitiva: ogni anno si può scegliere se abbandonare la scuola a casa per rientrare nel sistema scolastico tradizionale.

Per quanto riguarda la scuola primaria, tale esame «si articola in una prova scritta relativa alle competenze linguistiche, in una prova scritta relativa alle competenze logico matematiche e in un colloquio».

Homeschooling e metodogie didattiche

Posto che l’autorità scolastica può eseguire controlli per verificare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, non esistono particolari regole da seguire.

Sicuramente il ruolo dei genitori nell’accompagnare i figli nella crescita diventa ancora più centrale.

La scuola a casa dovrebbe consentire una maggiore personalizzazione dell’istruzione, con una scelta più libera dei tempi e dei luoghi di apprendimento.

Attualmente non esiste uno studio dettagliato sulla didattica dell’ homeschooling. Alcune informazioni si possono comunque ricavare da siti web o gruppi Facebook che trattano l’argomento.

I materiali didattici vanno dai libri di testo ai contenuti presenti in rete, opportunamente filtrati.

La flipped classroom potrebbe essere una metodologia ben adattabile all’homeschooling.

Esiste sicuramente un problema legato alla valutazione, specie se non si seguono i percorsi proposti dai testi tradizionali. Sarebbe quindi compito del genitore predisporre forme di verifica degli apprendimenti (ogni docente sa bene quanto tempo comporti predisporre verifiche e griglie di valutazione).

Ad ogni modo la valutazione di tipo “scolastico” non sembra essere molto adottata da chi ha scelto l’homeschooling per i propri figli.

Conclusioni

Negli Stati uniti esistono diversi servizi online di homeschooling che forniscono programmi e curricoli adatti alla scuola a casa, con lezioni già predisposte e possibilità di definire percorsi personalizzati.

Difficilmente verrano sviluppati servizi del genere anche in Italia, visti i numeri molto ridotti.

È comunque possibile che, grazie allo sviluppo delle piattaforme digitali, si arrivi anche nella scuola “ufficiale” a una maggiore personalizzazione dell’apprendimento.

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