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Perché un patto digitale di comunità

Cosa può accedere quando genitori, insegnanti, educatori ed esperti di pedagogia decidono di riflettere insieme sugli effetti dell’utilizzo del digitale nei bambini? In un Comune della città metropolitana di Firenze, grazie all’attivismo di un affiatato gruppo di lavoro, è nato un patto digitale di comunità, con l’obiettivo di definire forme di comportamento corretto e consapevole degli strumenti digitali. In questo articolo, Sabrina Bombassei Vittor, bibliotecaria e mamma, e Silvia Innocenti Becchi, insegnante e animatrice digitale, ci raccontano le tappe del percorso che hanno portato alla stesura del “Patto di comunità per un uso consapevole della tecnologia”.

Patto digitale di comunità

«Mamma ma i miei amici fanno i videogiochi al pomeriggio!»

«A 5 anni?! E quali?! Ma perché?!»

Un patto digitale di comunità comincia così. Con la presa di coscienza che molti bimbi vengono esposti a contenuti spesso inadatti e troppo presto agli schermi.

Questo articolo narra l’avventura di un gruppo di genitori che ha deciso di coinvolgere gli Istituti scolastici e i nidi del territorio in una riflessione collettiva per capire meglio quali utilizzi del digitale siano positivi per i piccoli e quali no.

Le agenzie educative e l’amministrazione di Bagno a Ripoli – ci troviamo in un Comune nell’ambito della città metropolitana di Firenze – non si sono tirate indietro, anzi!

Complice la profonda eredità pedagogica della “Scuola di Comunità” del direttore didattico storico di Bagno a Ripoli, Marcello Trentanove, e dei suoi successori, nonché la naturale tendenza ad accogliere sperimentazioni dal forte valore etico e sociale, i docenti e le loro dirigenti scolastiche hanno accolto la proposta dei genitori e si sono coinvolti nel percorso.

A maggio 2023, presso la biblioteca comunale, sono stati organizzati un ciclo di tre incontri con esperti di educazione digitale, neuroscienze e pedagogia dal titolo “Custodi Digitali Toscana. Il benessere digitale dei bambini è cura di tutti!”. La numerosità del pubblico (famiglie, educatori, insegnanti…) è stato sicuramente un forte segnale della necessità ed urgenza di affrontare il tema dell’educazione al digitale.

Il gruppo di lavoro poi, grazie alla attiva collaborazione col progetto nazionale “Custodi digitali”, ha immediatamente organizzato alcune pagine web che potessero essere di riferimento per tutti i materiali prodotti.

Connessioni in gioco

Attualmente sono disponibili le registrazioni video e i dépliant con i consigli per i genitori che sono stati distribuiti in quell’occasione.

Il passo successivo è stato cercare di arrivare a coinvolgere anche le famiglie che, per vari motivi, non percepiscono i pericoli di un uso intensivo dei device. Si è dunque pensato di organizzare un evento attrattivo, una festa, proponendo un intero pomeriggio di giochi e laboratori creativi di qualità (la selezione è stata curata da Cemea Toscana) in un’area “offline” in cui i cellulari dovessero rimanere spenti, per dar modo a tutti di godersi il “qui e ora” senza nessuna distrazione, notifica o webcam di troppo.

L’enorme successo della proposta – intitolata Connessioni in Gioco – è senz’altro dovuto anche al grandissimo supporto da parte delle scuole: la settimana precedente ogni bambino – dal nido alla primaria – ha ricevuto in classe una busta su cui era stampato l’invito alla festa, mentre sull’altro lato era stata tracciata solamente una cornice di modo che i bambini potessero personalizzare l’invito.

Connessioni in gioco
Fotografia di Francesco Prestia

All’arrivo all’arena dei giochi, ad uno dei due accessi, i volontari (tra cui anche molti insegnanti!) spiegavano il senso di prendersi del tempo di qualità in famiglia e invitavano i genitori a riporre i cellulari spenti all’interno della busta, ricevendo in cambio un adesivo con la scritta “disconnesso felice” (utile anche per riconoscere le persone a cui si era già spiegato il progetto, agli ingressi successivi). 

Nel nome del Dio web

A questo pomeriggio ludico-creativo si è voluto affiancare un momento di riflessione a teatro, stavolta dedicato ai ragazzi più grandi ed agli adulti. L’attore Davide Dolores ha portato in scena il testo di Matthias Martelli “Nel nome del Dio web” che, con acuta ironia, facendo ridere ma anche riflettere e arrabbiare, suggerisce come rischiamo di trasformarci tutti in “webeti”. L’auspicio ora è di poterlo replicare per le ultime classi della secondaria inferiore, stimolando una riflessione coi ragazzi.

La maturazione del patto digitale di comunità

Forti di questo inizio simbolico molto coinvolgente, l’anno scolastico 2023-24 ha visto procedere in parallelo un percorso di formazione per insegnanti ed educatori e un percorso di sensibilizzazione e confronto per genitori.

Quest’ultimo ci ha portato ad approdare alla stesura di un vero e proprio Patto di comunità per un uso consapevole della tecnologia, in famiglia e ovunque ci siano bimbi e ragazzi. Il Patto è frutto del lavoro di un nutrito gruppo di genitori e professionisti dell’infanzia e dell’educazione, affiancati da esperti di pedagogia e media 8education, che si sono incontrati e confrontati in questi mesi per definire forme di comportamento consapevole e corretto nei confronti dell’uso del digitale con i nostri figli e che hanno sentito l’urgenza di sensibilizzare l’intera nostra comunità verso una corresponsabilità educativa.

«Per educare un bambino serve un intero villaggio», narra giustamente un proverbio africano. 

Il Patto è rivolto non solo a tutte le famiglie di Bagno a Ripoli che abbiano un figlio tra gli 0 e i 14 anni (la versione cartacea viene distribuita classe per classe, dal nido alla secondaria di primo grado) ma anche a tutti coloro – educatori e docenti, nonni, zii, allenatori sportivi, animatori culturali, medici, operatori di scuolabus e centri estivi etc – che interagiscono col mondo dell’infanzia e pertanto fanno parte a pieno titolo della nostra “comunità educante”, anche solo col proprio esempio.

I contenuti del patto digitale

L’invito a tutta la cittadinanza – ma anche a chiunque ne condivida lo spirito – è dunque a leggere con cura questo Patto e firmarlo. In questa pagina web sono disponibili anche tanti materiali per approfondire, ad esempio:

  • un video realizzato da tante voci della nostra comunità per raccontare perché questi Patti sono importanti;
  • delle bibliografie destinate a lettori di 6-10 anni, lettori di 10-14 anni e lettori adulti, per riflettere sulla vita onlife che sempre più ci circonda (realizzate in collaborazione con la biblioteca comunale e la libreria per ragazzi Nani Pittori);
  • un repository dove trovare inchieste giornalistiche, documentazione scientifica, materiali di divulgazione per varie età, a supporto delle indicazioni del Patto, con le evidenze scientifiche che ormai conosciamo.

Tutti gli educatori e gli insegnanti che lavorano sul territorio condividono l’impegno nel suggerire alle famiglie l’importanza di questa attuale sfida educativa, vale a dire del riconoscere le insidie legate all’uso precoce o eccessivo della tecnologia per i piccoli. Non per negare l’importanza dell’uso del digitale ma per fare della tecnologia una risorsa preziosa e per stare meglio insieme, tutti noi.

Dai bambini ai preadolescenti

Quest’anno il nostro gruppo di lavoro ha anche realizzato, sempre in collaborazione con Cemea Toscana, un’azione mirata verso i ragazzi più grandi, quelli che frequentano la scuola secondaria di primo grado e che spesso hanno già avuto accesso all’uso del cellulare proprio. Nei nostri incontri con le famiglie, infatti, è emersa con forza la fragilità di questa fascia di età nei confronti del mondo digitale, in particolar modo quello dei social e dei videogame. Abbiamo dunque pensato che fosse importante offrire a questi ragazzi un’opportunità di gioco alternativo, basato su relazione e creatività, capacità di inventarsi modi di giocare e strumenti di gioco.

Nasce così l’iniziativa “Sabati da Inventare”, che speriamo possa diventare un proposta permanente rivolta anche alla primaria, individuando spazi offline che i giovani possano autogestire e altri spazi ludico-creativi all’interno delle realtà che i ragazzi frequentano (biblioteca, circoli ARCI ecc.).

Sabati da inventare

A breve metteremo a punto il programma di lavoro per il prossimo anno scolastico sia per quanto riguarda gli approfondimenti con le famiglie – con l’esplorazione di temi come l’utilizzo ragionato dei videogame adatti alle diverse fasce d’età e il parental control – sia per quanto riguarda il lavoro con i docenti affinché sia possibile che la scuola riesca a dotarsi di linee guida per l’uso della tecnologia (es. uso – e limiti di tempo ed età – dei visori, delle digital board e del registro ecc.) e possa programmare percorsi esperienziali di formazione trasversali, con l’acquisizione di un patentino digitale che stimoli nei ragazzi  nuove competenze e consapevolezze per quanto riguarda l’utilizzo degli schermi.

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