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Diciamo no al bullismo

Educare bambine e bambini al rispetto e alla tolleranza con mirate attività in classe può essere un efficace strumento per combattere il fenomeno del bullismo.

No al bullismo

Come dire no al bullismo? Le relazioni interpersonali non sono mai state facili, come dimostrano le guerre e il terrorismo, espressioni estreme e violente di intolleranza. È convinzione condivisa che promuovere l’educazione al rispetto reciproco in ambito scolastico possa creare i presupposti per una convivenza civile, riducendo significativamente il campo d’azione dei bulli.

Pubblicità per il no al bullismo

L’attività che presentiamo questa volta prende spunto da una proposta CLIL presente nel nostro libro di inglese che mette a confronto alcuni cartelli pubblicitari di protesta contro il bullismo e il cyber-bullismo.

Si tratta di parole che anche i bambini molto piccoli utilizzano, anche se non sempre ne conoscono il significato.

Dopo aver analizzato e tradotto il lessico proposto dal testo, con la nostra classe quinta abbiamo continuato la lezione nell’ora di italiano, conversando sull’argomento.

Abbiamo usato un approccio empatico e in breve tempo è parso chiaro come molti di loro si siano identificati facilmente con le potenziali vittime, mentre nessuno di loro abbia percepito sé stesso come potenziale bullo. Proprio come nella realtà di ogni giorno: chi subisce vive una situazione emotivamente drammatica. ma per chi agisce molto spesso è solo uno scherzo innocente.

Ci è sembrato necessario fermarci a riflettere sui nostri comportamenti e a osservare le reazioni dell’altro. Perché, anche se a noi sembra solo di scherzare, i nostri comportamenti o le nostre parole possono essere molto “offensivi” per chi li riceve.

Abbiamo poi parlato dell’importanza di saper chiedere scusa e del coraggio di schierarsi a difesa delle vittime anche se può sembrare più divertente fare comunella coi più “forti”.

Ultimo aspetto di cui abbiamo scelto di occuparci è stata la capacità di accettare le scuse e perdonare: è sempre necessario saper distinguere tra un “bullo bugiardo”, che si diverte abusando delle debolezze altrui, e un amico sinceramente pentito per averci involontariamente feriti.

Un manifesto in coppia

Al termine di tutto ciò, abbiamo ripreso alcune pagine del libro di lettura che trattavano del linguaggio pubblicitario e abbiamo chiesto ai bambini di lavorare a coppie per creare un manifesto e uno slogan contro il bullismo. Questa parte più “creativa” è stata svolta da loro liberamente in una sorta di mini compito di realtà: hanno avuto un foglio A4 e una settimana di tempo per confrontarsi, documentarsi e completare il loro progetto.

Esattamente una settimana dopo, ogni coppia ha appeso il proprio manifesto e lo ha illustrato alla classe.

Manifesti diciamo no al bullismo

La fantasia a questa età non manca e il tema, purtroppo di grande attualità, ha mantenuto molto alta la motivazione.

Come sempre, abbiamo osservato maggiormente (anche se con molta discrezione) i nostri alunni più fragili.

Conclusioni

A conclusione dell’attività, possiamo dire di aver constatato, con grande soddisfazione, che l’abitudine a lavorare assieme ha reso quasi tutti gli allievi abbastanza autonomi, anche nel dividersi i compiti in base alle rispettive abilità e competenze. Chi aveva più talento grafico ha disegnato, chi aveva idee creative le ha espresse, in un clima di collaborazione reciproca.

Le discipline coinvolte in questa attività:

  • Italiano;
  • Inglese;
  • Educazione civica;
  • Arte.
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