Un recente studio dell’ISTAT sulla lingua pone in evidenza come, in Italia, stia cambiando il modo di comunicare.

Consultando il report L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere – Anno 2024, pubblicato il 27 gennaio 2026, si osservano tendenze importanti nella vita linguistica della popolazione italiana.
In quasi 40 anni l’uso esclusivo o prevalente del dialetto è diminuito drasticamente: nel 1988 il 32% della popolazione parlava principalmente o esclusivamente dialetto in famiglia, mentre nel 2024 questa quota è scesa al 9,6%.
In particolare, mentre nel 2015 la percentuale di persone che usavano prevalentemente la lingua italiana in tutti i contesti (in famiglia, al lavoro, con estranei…) era del 40,6%, nel 2024 si arriva al 48,4%.
È interessante anche notare come, sempre con riferimento al 2024, la quota di persone di età uguale o maggiore a 6 anni la cui lingua madre è diversa dall’italiano è del 10,7%, un dato che però sale al 18,4% nella fascia 25-44 anni.
Quindi i dialetti stanno scomparendo? Si può affermare che secondo il report ISTAT i dialetti sono in netto declino, soprattutto come lingua usata in modo esclusivo o prevalente.
L’utilizzo quasi esclusivo del dialetto è molto basso soprattutto tra i giovani dai 6 ai 24 anni, circa un 2,7%, e comunque l’adozione dell’italiano o del dialetto riflette in gran parte le abitudini linguistiche familiari.




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