Per questo mese di maggio, la nostra rubrica “Una storia al mese” vi propone L’elefantino curioso di Rudyard Kipling, un racconto divertente e coinvolgente per le bambine e i bambini di scuola primaria. Attraverso attività creative, giochi e lettura animata, la storia diventa un’occasione per stimolare curiosità, immaginazione e comprensione del testo.

“Perché?” è un’espressione breve ma potente, capace di aprire mondi, accendere la curiosità e spingersi a guardare oltre ciò che già conosciamo. Proprio come fa un elefantino che, instancabilmente curioso, vuole scoprire tutto ciò che lo circonda.
“L’elefantino curioso” di Rudyard Kipling (autore famoso soprattutto per Il libro della giungla) è la lettura che vi proponiamo in questo mese di maggio per la rubrica “Una storia al mese”. Il racconto fa parte della raccolta Storie proprio così, in cui Kipling spiega in modo immaginativo e divertente l’origine di alcune caratteristiche degli animali: come il leopardo ha ottenuto le sue macchie, perché il rinoceronte ha la pelle pieghettata, come il cammello ha la gobba e come l’elefante ha sviluppato la sua lunga proboscide. Sono storie che favoriscono il piacere di ascoltare e immergersi in una storia, adatti alle bambine e ai bambini della scuola primaria.
Dalla scatola degli indizi alla lettura animata
Per catturare l’attenzione di bambine e bambini, stimolare la loro curiosità e rendere l’esperienza ancora più coinvolgente, possiamo preparare una scatola degli indizi.
- Recuperiamo in biblioteca il testo della storia “L’elefantino curioso” di Rudyard Kipling.
- Prepariamo immagini o disegni di alcuni elementi presenti nella storia:
- Coccodrillo.
- Struzzo.
- Giraffa.
- Fiume.
- Banane.
- Serpente pitone a due colori.
- Elefante con proboscide.
- Elefante con un naso normale (senza proboscide).
- Inseriamo tutto in una scatola dal colore vivace.
- Invitiamo le bambine e i bambini a sedersi in cerchio, creiamo un’atmosfera di attesa, quindi mostriamo la misteriosa scatola. Estraiamo lentamente gli elementi, uno alla volta, spiegando che rappresentano alcuni indizi del racconto che stiamo per leggere. Poi poniamo alcune domande, per esempio:
- «Mi sapete dire cosa c’è rappresentato in questa immagine? Sapete come si chiama?»
- «Avete notato qualcosa di strano in una di queste immagini?»
- «Secondo voi, dove sarà ambientata la storia?»
- «Di cosa parlerà la storia?»
Lasciamo che i bambini si esprimano liberamente, per far emergere ipotesi e osservazioni.
- Infine, dopo aver chiesto silenzio e attenzione, iniziamo la lettura. Come sempre, cerchiamo di modulare voce e tono per rendere più vivi i dialoghi e più intense le emozioni, accompagnando le parole con gesti e espressioni del volto e del corpo.
La lettura in classe
Questo racconto affascina perché conduce le bambine e i bambini in un viaggio divertente e sorprendente, tra animali parlanti, luoghi misteriosi e incontri inaspettati.
Il protagonista è un piccolo elefante curioso che non smette mai di fare domande: vuole sapere tutto su ciò che vede, sente e fiuta, persino cosa mangia il coccodrillo a colazione. Ma nessuno degli animali della savana riesce a soddisfare la sua curiosità. Così l’elefantino parte da solo. Durante il viaggio incontra pericoli, imprevisti e nuove conoscenze vivendo un’avventura che lo cambierà per sempre.
Lacrime di coccodrillo
Dopo la lettura del racconto faremo notare che Kipling usa l’espressione“lacrime di coccodrillo”. Questo modo di dire può diventare lo spunto per invitare le alunne e gli alunni a:
- comprenderne il significato;
- scoprirne l’origine;
- conoscere la spiegazione scientifica delle “lacrime”.
Pesca la domanda dell’elefantino curioso!
Il gioco che proponiamo è una classica attività di comprensione del testo che si trasforma in un’esperienza coinvolgente e collaborativa, in cui le bambine e i bambini, divisi in squadre, si mettono alla prova in modo divertente e stimolante.
Materiale necessario
- Cartoncini numerati.
- Sacchetto colorato con l’immagine dell’elefantino.
- Elenco delle domande numerate (vedere file allegato sotto).
- Tabellone punti, suddiviso per squadra.
L’attività di animazione alla lettura de “L’elefantino curioso”
- Prepariamo i 22 cartoncini numerati, inseriamoli nel sacchetto e associamo a ogni numero una domanda dell’elenco.
- Posizioniamo il sacchetto e il tabellone dei punti in modo visibile a tutti.
- Dividiamo la classe in gruppi di 3-4 bambini. Ogni squadra sceglie un nome ispirato alla storia (es, Limpopo, Struzzo, ecc…) e nomina un capogruppo.
- Spieghiamo le regole:
- dopo la lettura della domanda, i componenti della squadra si confrontano brevemente per condividere la risposta da dare; sarà poi il capogruppo a comunicarla;
- prima di rispondere, il capogruppo deve alzare la mano e deve attendere che l’insegnante dia la parola;
- l’insegnante concede la possibilità di rispondere al primo capogruppo che alza la mano. Se questi interviene senza autorizzazione oppure fornisce una risposta errata, la squadra non ottiene alcun punto.
- I punti vengono assegnati nel seguente modo:
- risposta pienamente corretta: 2 punti;
- risposta corretta ma incompleta: 1 punto;
- risposta sbagliata: 0 punti.
Per rendere il gioco ancora più coinvolgente alcune domande avranno “un effetto speciale”:
Domanda “bonus elefantino”: rispondendo correttamente si ottiene 1 punto extra.
Esempio: risposta pienamente corretta = 2 punti → con bonus = 3 punti
Domanda “rispondi e raddoppi”: rispondendo correttamente, il punteggio della domanda viene raddoppiato.
Esempio: risposta pienamente corretta = 2 punti → con effetto speciale = 4 punti Inizio modulo
- A questo punto chiediamo a ogni squadra di pescare, a turno, un numero dal sacchetto, leggiamo la domanda corrispondente e diamo la parola al primo capogruppo che alza la mano.
- Al termine di ogni turno, assegniamo e registriamo sul tabellone i punti ottenuti, poi proseguiamo fino all’esaurimento delle domande.
La curiosità come motore della scoperta
La curiosità del protagonista non è solo un elemento narrativo coinvolgente: può diventare anche un prezioso spunto per aiutare le bambine e i bambini a riflettere sull’importanza delle domande, della ricerca personale e del desiderio di conoscere. Sarà un’occasione per comprendere che ogni domanda può trasformare una scoperta in una vera e propria avventura, e per incoraggiarli a esplorare con entusiasmo il mondo che li circonda.




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