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1° maggio: il lavoro da Rodari alla Costituzione

Ci sono testi che sembrano leggeri come una nuvola ma che stimolano riflessioni profonde. È il caso di una celebre filastrocca sui mestieri di Gianni Rodari, che possiamo leggere in classe proprio in occasione del 1° maggio, Festa dei lavoratori. Un’opportunità per parlare a bambine e bambini della nostra Costituzione.

1° maggio: il lavoro da Rodari alla Costituzione

Recuperiamo in biblioteca la filastrocca “I colori dei mestieri” di Gianni Rodari, contenuta nella raccolta Filastrocche in cielo e in terra e leggiamola in classe.

Dopo la lettura invitiamo le bambine e i bambini a riflettere partendo da alcune domande guida. Per esempio:

  • Quali mestieri conosci?
  • Tutti i mestieri sono importanti?
  • Immagina un mondo senza il panettiere o il muratore o il medico. Cosa succederebbe?

Poi, prendendo spunto dalle idee emerse, guidiamo la conversazione su alcuni temi fondamentali :

  • l’importanza della collaborazione nella società;
  • il valore di ogni mansione, senza gerarchie (nessun lavoro è “più importante” in senso assoluto,
    tutti contribuiscono a far funzionare la società);
  • il rispetto per chi svolge mestieri diversi dal nostro (o dei genitori, nel caso di bambini).

Spiegare la Festa dei lavoratori alla classe

Possiamo spiegare, in modo semplice e chiaro, che la Festa dei lavoratori si celebra il 1° maggio per ricordare un passo importante nella storia dei diritti: nel 1867, nello stato dell’Illinois, negli Stati Uniti, entrò in vigore una delle prime leggi che stabiliva un limite di otto ore alla giornata lavorativa.

Il 1° maggio ricorda quindi il valore del lavoro e la dignità di ogni persona e il raggiungimento di diritti importanti, spesso grazie a proteste e sacrifici da parte dei lavoratori.

Il lavoro nella Costituzione: un diritto (e un dovere)

Nel primo dei due PDF allegati troviamo un passaggio chiave, tratto dall’Articolo 4 della Costituzione: “Il lavoro è un diritto di ogni cittadino. Ciascuno ha il dovere di svolgere […] un’attività che contribuisca al miglioramento della società”.

Non tutti i bambini e le bambine del mondo, purtroppo, vivono questa realtà.

Nel secondo PDF si racconta la storia di Mohammed: ha solo otto anni e, anziché frequentare la scuola, deve lavorare tutto il giorno.

Un racconto forte, che apre a domande importanti:

  • È giusto che un bambino lavori?
  • Tutti i bambini hanno gli stessi diritti?
  • Perché andare a scuola è così importante?

Possiamo commentare la storia di Mohammed e stimolare la riflessione di bambine e bambini leggendo insieme l’Articolo 37 della Costituzione. Questa norma della Costituzione italiana protegge il lavoro dei minori proprio perché l’infanzia va difesa: prima di lavorare, esiste il diritto di crescere e di studiare. Nessun bambino dovrebbe essere costretto a lavorare ed è responsabilità degli adulti rendere concrete queste parole.

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