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Parlando si impara

La scuola tende a mettere le abilità orali in ombra rispetto alla scrittura, ma Il parlato è un potente mezzo di integrazione e di sviluppo linguistico per i parlanti non nativi. È perciò importante una sua rivalutazione nella didattica quotidiana, perché parlando si impara.

Parlando si impara

Rivalutare il parlato

Tutto il linguaggio verbale è un potente mezzo di integrazione, ma il parlato è tuttavia più incisivo in quanto più immediato.

Nel parlato, la compresenza del parlante e dell’interlocutore rende infatti possibile l’uso di mezzi paralinguistici, così come permette all’interlocutore di intervenire direttamente per approvare o disapprovare, chiedere di ripetere o di spiegare, collaborare in vari modi alla costruzione del discorso del parlante.

Ed è proprio la collaborazione nella costruzione del discorso con i nativi che favorisce in modo particolare lo sviluppo linguistico del parlante non nativo.

Nonostante ciò, la scuola, riconoscendo alla scrittura una sorta di superiorità, tende a dare grande spazio al suo insegnamento, a scapito dell’oralità.

Si prende poi la lingua scritta come norma e, così facendo, si trascura di assumere nella didattica (o di considerare tout court negative) tutte quello proprietà tipiche della lingua parlata che non hanno una corrispondenza immediata con la lingua scritta.

Non trascurare i tratti paralinguistici

Un messaggio orale, per essere efficace, non deve solo essere grammaticalmente corretto, ma deve anche comunicare in modo chiaro le intenzioni comunicative.

E gran parte delle intenzioni comunicative in un dialogo si esprimono attraverso tratti paralinguistici, come l’intonazione, il tono e la qualità della voce, la fluenza, le pause di silenzio.

La particolare intonazione (o curva melodica) di una frase permette all’ascoltatore di riconoscere immediatamente la stessa frase come interrogativa, assertiva, dubitativa ecc. e di metterla in relazione con diversi stati d’animo.

E se consideriamo che il diverso andamento intonativo è connesso a funzioni differenti nelle differenti lingue, in una programmazione che debba tener conto della presenza di alunni che hanno una diversa lingua di origine, appare ancora più evidente l’opportunità di un’azione didattica mirata su questo punto e su altri punti di carattere paralinguistico, colmando una lacuna che è ancora più evidente se la consideriamo dal punto di vista dell’apprendimento di una L2.

Promuovere l’interazione

Lavoriamo dunque prima di tutto sulle diverse forme di interazione orale, in particolare sulle forme di tipo simmetrico in cui tutti i partecipanti sono alla pari, hanno un ruolo attivo e condividono l’impegno del raggiungimento di un fine comune.

Proponiamo attività atte a sviluppare la capacità di gestire un’interazione, di esprimere senza troppe difficoltà le proprie idee. Esse aiutano anche a rapportarsi con gli altri, creano e rinforzano la coesione dei gruppi, raggiungendo così un obiettivo di primaria importanza in una classe multiculturale.

Promuovere la narrazione orale

Non trascuriamo poi la narrazione. Per i più piccoli raccontare storie, sentite o inventate sulla base del loro mondo fantastico, è un bisogno fondamentale e una base importante per la crescita e lo sviluppo del linguaggio. Come fra i più grandi lo è il parlare di sé e delle proprie esperienze.

Consideriamo che un testo narrativo non è banale, il solo quadro temporale è variegato e complesso e una costante e graduale esercitazione alla narrazione orale aiuterà gli alunni anche nel momento cui in dovranno realizzare un testo scritto.

Quanto alla narrazione di esperienze, consideriamo che in una classe multiculturale il parlare-ascoltare relativo a temi personali aiuta a comprendere la cultura dell’altro, a scoprire il piacere dell’attenzione reciproca, scambiando emozioni e pensieri.

Diamo allora uno specifico spazio all’interno della programmazione alla narrazione orale, con un percorso che parta dall’accettazione di un parlato spontaneo, scarsamente pianificato, a un discorso organizzato e a un uso consapevole della lingua.

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