La rabbia può ostacolare la capacità di vivere in armonia all’interno di un gruppo e spingere bambine e bambini a comportamenti dannosi, verso se stessi e verso gli altri. Tuttavia, non è priva di scopo: rappresenta un campanello d’allarme che indica un bisogno insoddisfatto o una situazione problematica, per questo va ascoltata e compresa. Guardiamo insieme, in questo nuovo video, i suggerimenti di Antonella Meiani, per esplorare e imparare a gestire in modo costruttivo questa emozione.

Benvenute e benvenuti, oggi dedichiamo il nostro incontro a un’emozione difficile quanto frequente, la rabbia, che impedisce a chi la prova di avere relazioni serene nel gruppo e di evitare comportamenti dannosi.
Per cominciare vi propongo di dedicare un circle time all’emozione della rabbia ponendo a bambine e bambini alcune domande che li conducano a definirla. Chiediamo chi di loro l’ha provata / in quale occasione / che cosa sentono dentro di sé / che cosa si vede dall’esterno / quando passa e perché passa / se si può comandarle di sparire.
È interessante anche capire che cosa essi provano quando assistono a manifestazioni di rabbia da parte di altre persone (siano bambini come pure adulti) o quando qualcuno si arrabbia con loro.
Esploriamo poi il rapporto tra la rabbia e il comportamento: ci sono situazioni in cui la rabbia fa scegliere un comportamento dannoso per sé, per gli altri o per ciò che si ha intorno: accogliamo i racconti delle esperienze, come sempre sia quelle personali che quelle indirette per chi non vuole parlare di sé.
A questo punto diventa importante condurre il gruppo a una visione probabilmente inedita della rabbia, che come tutte le emozioni ha una funzione precisa.
Proponiamo un confronto tra due situazioni simboliche.
Prima situazione
Lea si trova al parco, vede una ragazzina che lancia dei sassi nella vasca in cui nuotano pesci e tartarughe, cercando di colpirli. La rabbia invade Lea, che si avvicina alla ragazzina e le grida con decisione: «Smettila subito! Altrimenti chiamo i vigili!».
Seconda situazione
Marco e Giorgia giocano a basket, si avvicina Alex, un ragazzino che comincia a prendere in giro e a deridere Marco per il suo modo di giocare. Marco si arrabbia moltissimo, Giorgia cerca di tenerlo fermo ma Marco si arrabbia ancora di più, si libera, insegue Alex e lo aggredisce fisicamente.
Ora poniamo alla classe alcune domande.
- «Secondo voi, Lea e Marco avevano entrambi buoni motivi per arrabbiarsi?».
- «Che differenza c’è tra il comportamento scelto da Lea e quello scelto da Marco, in base alla loro rabbia?».
Analizziamo le due situazioni e accompagniamo il gruppo a elaborare e condividere questi concetti: la rabbia non è inutile, è un campanello d’allarme che ci segnala che qualcosa non va, che abbiamo un bisogno. Quindi dobbiamo imparare ad ascoltarla, capire perché la proviamo e imparare comunque a scegliere un comportamento non dannoso.
Emergerà sicuramente che regolare la rabbia per alcune bambine e alcuni bambini è molto difficile, suggeriamo loro che con un po’ di allenamento è possibile… Come si può fare? Mostriamo loro queste parole-chiave (ve le lascio nell’Allegato 1) e per ognuna stimoliamo la riflessione su una strategia possibile. Mostro dei cartellini con parola chiave e foto e le commento.
PARLO CON GLI ADULTI
«Secondo voi, in un momento di rabbia è utile rivolgersi agli adulti, quando è possibile, per esempio a scuola?».
PROVO A SPIEGARE
«Avete mai provato ad affrontare la persona che vi ha fatto arrabbiare con parole ferme e decise? Secondo voi, può funzionare?».
MI SFOGO
«Possiamo sfogarci con un’amica o un amico, raccontare quello che ci è successo, quello che proviamo e perché siamo arrabbiati. Per molti funziona: avete mai provato?».
RIFLETTO
«Con un po’ di allenamento possiamo utilizzare il dialogo interiore: Che cosa mi ha fatto arrabbiare? Ho forse interpretato male le parole o i gesti degli altri? Che cosa può aver provocato il loro comportamento?».
MI DISTRAGGO
«Possiamo scegliere un’attività, un gioco, una musica capace di distrarci e calmarci?
Chiediamo alla classe se ha altro da suggerire e di realizzare nuovi cartellini con una parola-chiave e un’immagine, e dietro la spiegazione della strategia. Insieme a quelle proposte da noi, riponiamoli in una scatola da tenere sempre a disposizione.
Routine per regolare le emozioni
Veniamo ora alla nostra routine. Oggi vi propongo di allestire uno scaffale o un angolo strutturato, in classe o in un’aula adiacente, dove ogni bambina e bambino abbia la possibilità di scegliere una strategia di regolazione delle emozioni difficili (quindi non solo la rabbia, ma anche la vergogna o l’ansia).
Queste proposte possono non avere la stessa efficacia per tutte e tutti, ma in ogni caso suggeriscono che esiste la possibilità di regolare le emozioni e ogni bambina e bambino può diventare con il tempo protagonista del suo percorso e personalizzare le proprie strategie.
Una premessa importante: la scelta di queste strategie tiene conto dei bisogni sensoriali e fisici di ciascuno, troppo spesso dimenticati nella primaria pensando che sia sufficiente il tempo dedicatogli nella scuola dell’infanzia. Io sono convinta che ci sia ancora bisogno di lasciare a bambine e bambini del tempo, ma sarà tempo ben speso, perché stiamo insegnando loro qualcosa di importante e prezioso: la conoscenza di sé e l’autoregolazione.
In questo scaffale potranno trovare posto dei silent-book distensivi o divertenti con immagini immersive (ne mostro uno, vi indico in Allegato 3 alcuni titoli), alcune bottiglie della calma – vi rimando alla pagina del volumetto IO, TU, NOI allegato a IL LIBROAGENDA – (mostro immagine Allegato 2), dei mandala da colorare con pennarelli o matite, un dispositivo con auricolari per ascoltare i suoni della natura come quelli del bosco o del mare (potete trovarli in rete e comporre una playlist), un contenitore di perline o sabbia in cui immergere e muovere le mani, dei puzzle con pezzi piccoli ma da comporre in breve tempo, raccolte di fotografie di impatto con paesaggi e animali.
Naturalmente, ogni proposta che emerga dalla classe può essere valutata e valorizzata.
L’accesso allo scaffale va regolato con alcune indicazioni precise che ognuno di voi sceglierà in base alla tipologia del gruppo classe. Normalmente se ben gestito, prevale il senso di responsabilità di ciascuno nell’utilizzarlo…
Ora vi saluto e vi do appuntamento al prossimo nostro incontro per parlare delle emozioni dell’amicizia e delle relazioni all’interno del gruppo classe.




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