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Le emozioni dell’amicizia

È impossibile essere amici di tutti a scuola, è però importante riuscire a relazionare con tutti. Aiutiamo, allora, bambine e bambini a comprendere le dinamiche dei rapporti che si creano in classe e a riconoscerne gli effetti positivi o negativi! Il benessere scolastico migliorerà e tutto l’ambiente sarà più armonioso. Guardiamo insieme il nuovo video di Antonella Meiani.

Le emozioni dell’amicizia

Benvenute e benvenuti, dedicheremo questo nostro incontro alle emozioni dell’amicizia e alle emozioni che più in generale influenzano le relazioni all’interno di un gruppo.

(Il video è in fondo all’articolo). 

Partiamo con una riflessione su che cos’è l’amicizia, quando una conoscenza diventa amicizia, che cosa significa essere “migliori amiche” e “migliori amici”. Conduciamo come sempre la conversazione con delicatezza, tenendo conto di eventuali situazioni problematiche legate al vissuto personale o alle difficoltà relazionali all’interno del gruppo classe. 

Leggiamo poi al gruppo questa poesia di Bruno Tognolini, eventualmente proiettandola sulla lavagna multimediale: ci servirà per sintonizzare il gruppo sul tema dell’amicizia vista anche nei suoi aspetti emotivamente impegnativi (Allegato 1).

FILASTROCCA DELLA PACE 

Parlami, amico,
ascolta ciò che dico.
Se non mi parli, il cielo
resta tagliato in due
e le parole amare, mie e tue,
poi diventano un mare
che non sappiamo più attraversare.
Ma se prima che tutto si rovini
ci sediamo vicini
e ne parliamo insieme,
allora le parole sono un seme,
che poi diventa un albero,
che poi diventa un bosco
dove mi riconosci, e io ti riconosco
e senti ciò che dico,
ci pensi, e se ti piace
tu ritorni mio amico:
e questa qui è la pace.

Chiediamo di immaginare che cosa può essere successo agli amici protagonisti della poesia e quali emozioni possono aver provato. Accogliamo le esperienze personali di chi vorrà condividerle. 

Poi mettiamo su un grande tavolo i cartellini con i nomi delle emozioni che maggiormente possono essere legate all’amicizia (scheda da ritagliare, Allegato 2), chiediamo alle bambine e ai bambini, a turno, di prenderne uno e di trovare una relazione tra quella emozione e i rapporti d’amicizia: chi estrae delusione, per esempio, cercherà di dire come un amico o un’amica lo potrebbe deludere o se gli è successo di deludere un’amica o in amico. Naturalmente anche il resto della classe può intervenire con pensieri ed esperienze. Facciamo emergere quali emozioni possono far nascere, o interrompere o mettere in difficoltà l’amicizia.

Dopo aver preso in considerazione tutte le emozioni, mettiamo in evidenza che naturalmente all’interno del gruppo classe ci sono molte relazioni che non sono solo di amicizia. 

A scuola siamo in tanti, essere amici di tutti è impossibile, ma è molto importante saper stare con tutti. Se bambine e bambini diventano consapevoli delle dinamiche diverse che si instaurano con le compagne e i compagni, dinamiche che possono avere effetti negativi o positivi sui comportamenti e sulle attività, possono diventare sempre più protagonisti del loro “star bene” a scuola. 

Apriamo la riflessione con queste considerazioni: probabilmente a tutti è capitato di sentirsi bene lavorando con alcuni compagni e invece di non riuscirci con altri, oppure di disegnare volentieri con un compagno o una compagna ma di preferirne un altro per studiare geografia o fare i compiti di matematica… 

In effetti, e capita anche alle persone adulte, non sappiamo spiegare perché ci sentiamo bene con un compagno o una compagna. Raccogliamo le loro esperienze, poi distribuiamo questa scheda (Allegato 3) che può aiutare a visualizzare queste dinamiche; spieghiamo che ognuno di noi ha una personalità, formata da un insieme di elementi: possiamo immaginarli come tessere di un puzzle. Sono le nostre qualità, i nostri limiti, le nostre idee. A volte una nostra tessera combacia con la tessera di un altro. Con questa persona stiamo bene e collaboriamo volentieri in tante attività o forse solo in una… 

Chiediamo a bambine e bambini di disegnarsi al centro e di disegnare negli altri cerchi compagni o compagne con cui amano fare cose diverse o stare in momenti diversi (per esempio, quando si è tristi o allegri). Accanto alle tessere che combaciano disegneranno il simbolo dell’attività che li unisce (leggere, disegnare, giocare a pallone, raccontare barzellette…) 

È anche vero che, a volte, le tessere invece fanno scintille: ecco che si litiga oppure ci si agita a vicenda. Per calmarsi è meglio stare un po’ a distanza, staccare le tessere… anche questo è un passo importante verso la consapevolezza.

Concludiamo le attività raccogliendo le esperienze riguardo allo “stare in banco assieme”: quando le coppie funzionano bene? Quando invece non sono efficaci perché litigano o si divertono troppo? In tutte le classi ci sono coppie che gli insegnanti sono spesso costretti a dividere… è interessante verificare se dopo le attività svolte bambine e bambini siano in grado di proporre delle strategie di convivenza positiva tra i banchi. 

La routine che vi propongo oggi è un gioco, il Gioco delle Scoperte. È un’attività che può favorire la nascita di nuove relazioni nel gruppo classe, non importa se solo temporanee. 

Mettiamo a disposizione dei cartoncini colorati come questo (nell’Allegato 4): vi ricordo che la cura estetica crea ritualità e valorizza gli effetti dell’attività. 

Ogni bambina e bambino dovrà individuare in classe le compagne e i compagni con cui non ha mai lavorato in coppia o giocato, scrivere su uno dei bigliettini una proposta da realizzare in 10-15 minuti (un disegno, una partita a carte, una chiacchierata per conoscersi meglio, fare merenda insieme…), portare la proposta a ogni destinatario indicando un appuntamento per realizzarla insieme.

Lasciamo che la classe, per quanto complicato, trovi un’organizzazione perché tutte le proposte siano soddisfatte (fa parte della sfida…potrebbero, per esempio, decidere di dedicare al Gioco delle Scoperte una breve porzione dell’intervallo o l’inizio della giornata).

La reciprocità dovrebbe garantire il coinvolgimento di tutti nel ricevere oppure portare proposte. Sarà interessante al termine dedicare un circle-time alle “scoperte” e alle “sorprese” che il gioco ha permesso di sperimentare. 

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