Con questo articolo di Paola Rampoldi entriamo nel mondo fantastico di Gianni Rodari. Giovannino Perdigiorno, uno dei personaggi più famosi delle sue filastrocche, ci farà divertire, giocare, inventare nuovi testi ma anche riflettere su qualità e difetti umani.
Quando arrivano alla scuola primaria, le bambine e i bambini conoscono già semplici tipi di componimento: per esempio le ninna nanne che i genitori e i nonni intonano per farli addormentare, o le conte, le canzoncine e le filastrocche per i girotondi che tanto li hanno divertiti alla scuola d’infanzia o, ancora, quelle per imparare i giorni della settimana. Il ritmo semplice e ripetitivo, il gioco delle rime, rendono questi componimenti piacevoli e facili da memorizzare.
Ecco perché, già nelle prime classi della primaria, è possibile leggere e far leggere filastrocche. Per divertirsi, per imparare ma anche, con i più grandi, per conoscere e individuarne le rime e il ritmo e, perché no, crearne di nuove. Come?
Di seguito vi suggeriamo alcune attività che prendono le mosse proprio da un personaggio di Gianni Rodari. Se la filastrocca non fosse stata ancora trattata, vi consigliamo di introdurla seguendo anche gli spunti forniti nella sezione dedicata di Prima poesia – Risorse idee e strumenti per il curricolo di Paola Rampoldi – Gaia Edizioni. Troverete giochi e schede operative per conoscere, individuare, rielaborare versi, strofe e rime in questo tipo di testo.
I paesi e gli uomini bizzarri di Gianni Rodari nelle sue filastrocche
Come dicevamo poc’anzi, Giovannino è il protagonista di alcune filastrocche di Rodari: è un “grande viaggiatore”, curioso, avventuroso e sempre pronto a esplorare luoghi fantastici e bizzarri. Nei suoi viaggi incontra il paese degli uomini a motore, degli uomini di carta o di zucchero. Ogni luogo, così come ogni uomo che incrocia, rappresenta caratteristiche umane e sociali affrontate con l’umorismo tipico di Rodari.
1) Gli uomini di zucchero
Recuperato il testo in biblioteca nel volume I viaggi di Giovannino Perdigiorno, proponiamo la letturadella filastrocca che si intitola “Gli uomini di zucchero”.
Il paese che incontra Giovannino è tutto fatto di zucchero, un mondo dolce, come lo sono i nomi degli abitanti Dolcecuore o Zolletta e del re, che si chiama Glucosio il Dolcificatore, e del monte San Dolcino e della città Vanigliosa. Un paese che, però, “stucca”, dà la nausea a Giovannino, che per questo se “la batte”, se ne va.
La lettura del testo susciterà certamente gioia e allegria! Lasciamo che i bambini ridano e si divertano a “parlare” del contenuto e a giocare e scherzare con i nomi degli abitanti, del re, delle città…
Soffermiamoci anche sul significato dei termini non conosciuti affinché diventino bagaglio di tutti, come “stucca”, “Glucosio”, “Dolcificatore”.
Invitiamo poi le bambine e i bambini a scoprire le parole in rima nella prima strofa: certamente noteranno che sono elicottero nel primo verso e zucchero nel quarto. Sulla digital board coloriamo di rosso le due parole evidenziate.
“Giovannino Perdigiorno, viaggiando in elicottero, arrivò nel paese degli uomini di zucchero”.
Continuiamo a far osservare i versi in rima nelle altre strofe: carini che fa rima con cucchiaini e così via.
Faremo loro notare che la ripetizione di parole con stesse lettere finali (o meglio “stesse ultime lettere a partire dalla vocale tonica, cioè quella su cui cade l’accento”) alla fine di un verso e di un altro successivo serve a mantenere il ritmo e il nesso logico del testo.
2) Gli uomini a motore
Dopo averla ricercata in biblioteca, proseguiamo con la lettura di un’altra simpatica filastrocca inserita nello stesso volume dal titolo “Gli uomini a motore”. Qui, Giovannino incontra un paese dove gli uomini sono a motore. Al posto del cuore hanno un pistone, al posto dei piedi delle rotelle, al posto del naso una trombetta, bevono olio e benzina, corrono tutto il giorno senza scambiarsi mai un saluto o una parola, tanto da essere diventati muti. La filastrocca si conclude con il protagonista che afferma di non amare questo paese.
Ancora una volta Rodari gioca sui particolari e, sempre con il sorriso, ci induce a riflettere su alcune caratteristiche umane e sociali. Sembra quasi che voglia metterci in guardia da quel tipo di vita frenetica in cui i rapporti con gli altri si inaridiscono(“non avevano nemmeno/il tempo di salutarsi”, “non scambiando mai/né parole né saluti,/pian piano i poveretti/diventarono muti”, “facevano soltanto/ brum brum e perepè”).
Anche questa filastrocca susciterà grande divertimento nelle bambine e nei bambini: lasciamoli perciò liberi di esprimere la loro gioia!
Come abbiamo fatto con la filastrocca precedente, invitiamoli anche in questo caso a trovare le parole che fanno rima e segnaliamole in rosso.
Poi, poniamo loro alcune domande, lasciandoli liberi di rispondere con sincerità. Per esempio queste:
Cosa hanno gli uomini a motore al posto del cuore?
E al posto dei piedi?
Cosa bevono?
Perché gli uomini a motore non hanno il tempo di salutarsi?
Perché diventarono muti?
È un paese in cui gli uomini si parlano, si confrontano e stanno bene insieme?
A Giovannino piace questo paese? Perché secondo voi?
A voi piace questo paese? Perché?
Registriamo le loro risposte sulla digital board o su un cartellone murale. Ci serviranno per l’attività successiva perché li porteremo a “leggere” i dettagli per cogliere le caratteristiche umane e sociali dell’uomo a motore ed esprimere una considerazione.
Se gli alunni si sono divertiti, possiamo continuare a proporre la lettura di altre filastrocche di Gianni Rodari con protagonista Giovannino Perdigiorno, come “Gli uomini di carta” e “Gli uomini di gomma”. Saranno momenti di distensione e divertimento ma anche spunto di riflessione.
Laboratorio di filastrocche: “Imitando Rodari”
Avrete notato che, in entrambe le filastrocche, la prima strofa ha lo stesso schema. Con un’unica differenza: il verbo arrivare nel secondo verso de “Gli uomini a motore” è capitare, ma il significato è lo stesso. Proponiamolo.
Giovannino Perdigiorno, viaggiando ………. arrivò nel paese degli uomini ………. .
Stimoliamo ora i bambini a cercare due parole in rima tra loro, come elicottero-zucchero, ma pensando anche al paese che Giovannino incontrerà.
Ecco alcuni esempi:
scuola – viola;
metro – vetro;
bicicletta – molletta;
bicicletta – fretta;
Agrigento – argento;
Bressanone – mattone;
Siviglia – vaniglia;
Scilla – camomilla.
Questo gioco, non sempre facile, è un valido esercizio per ampliare il bagaglio lessicale e stimola la ricerca geografica, dei mezzi di trasporto e dei materiali.
In seguito invitiamo le bambine e i bambini a completare lo schema imitando Gianni Rodari. Alcuni esempi.
Giovannino Perdigiorno, viaggiando in metro arrivò nel paese degli uomini di vetro.
Giovannino Perdigiorno, viaggiando per raggiungere la scuola arrivò nel paese degli uomini viola.
Giovannino Perdigiorno, viaggiando in bicicletta arrivò nel paese degli uomini che avevano sempre fretta.
Giovannino Perdigiorno, viaggiando verso Siviglia arrivò nel paese degli uomini alla vaniglia.
Giovannino Perdigiorno, viaggiando intorno ad Agrigento arrivò nel paese degli uomini d’argento.
Alcune considerazioni
Le vostre alunne e i vostri alunni si sono divertiti e sono diventati bravi nella ricerca di parole in rima? Potete allora continuare questa attività proponendo lo schema della seconda strofa in modo che proseguano il “racconto” in modo logico illustrandoci il paese e gli uomini che Giovannino ha incontrato.
Attenzione, però, ai seguenti aspetti:
è un’attività con un grado maggiore di difficoltà, perché non solo dovranno trovare parole che facciano rima secondo lo schema ma che siano anche adeguate alle caratteristiche degli uomini e legate in modo logico (es. uomini di vetro: trasparenti, fragili, …)
le strofe successive hanno schemi diversi, perciò forniamoli entrambi lasciando agli allievi la libertà di scegliere, in base a come vogliono proseguire la filastrocca.
Schema 1
………. paese! E che uomini ……….! Sono ………. , sono ………. , ………. .
Schema 2
Al posto del ………. avevano ………. . Bevavano ………. a pranzo e ………. a colazione.
A titolo di esempio, un componimento con l’utilizzo dello Schema 1.
Giovannino Perdigiorno, viaggiando in metro arrivò nel paese degli uomini di vetro. Fragilissimo paese! E che uomini trasparenti! Sono cristallini, sono sinceri, Mostrano sempre gioie e turbamenti.
Conclusioni
Se lo ritenete opportuno, in base all’interesse e al livello della classe, potete proseguire la proposta, facendo lavorare le bambine e i bambini anche a coppie o a piccoli gruppi, sulla rielaborazione e invenzione delle altre strofe.
Volete lasciare un ricordo di questo laboratorio? Raccogliete le filastrocche inventate dalle vostre alunne e dai vostri alunni, arricchite eventualmente dai loro disegni, e costruite un libro che avrà come titolo “Nuovi viaggi di Giovannino Perdigiorno”.
Inseritelo nella biblioteca di classe oppure fatene tante copie e donatelo ai genitori.
E, per concludere, come non invitarvi a leggere le affascinanti filastrocche di Gianni Rodari? Non solo per finalizzarle ad attività strutturate, come quelle qui sopra presentate, ma anche per iniziare o salutare con gioia una giornata scolastica. Oppure per rilassarsi insieme, dopo un’attività molto impegnativa, con componimenti leggeri e allegri, ma al tempo stesso capaci di far riflettere su temi importanti.
Docente di lettere nella scuola secondaria di primo grado fino al 2022, ha avuto anche una vasta esperienza di insegnamento prima nella scuola dell’infanzia, poi in quella primaria.
Questo percorso professionale l’ha resa particolarmente sensibile alla continuità didattica e al dialogo tra i diversi ordini di scuola.
Ha ricoperto spesso il ruolo di formatore e di coordinatore di docenti in vari ambiti e nei diversi gradi scolastici.
È autrice di articoli e libri di didattica.
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