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Giornata Mondiale della poesia con Rodari

Il 21 marzo è la Giornata Mondiale della poesia, un’occasione per far apprezzare alle nostre alunne e ai nostri alunni il potere delle parole e la magia della rima. Celebriamo insieme questa ricorrenza e divertiamoci con i limerick di Gianni Rodari.

Giornata mondiale della poesia 2025

Nella Giornata Mondiale della poesia continuano i nostri incontri con Rodari. Nelle sue opere, Gianni Rodari, maestro nell’arte del giocare con le parole, ci invita a sperimentare rime, suoni e significati trasformando la lingua in uno strumento di creatività e divertimento.

Poiché tra le molte forme poetiche i limerick si distinguono proprio per il loro ritmo vivace, il tono giocoso e i finali sorprendenti, in questo articolo proporremo, proseguendo i nostri appuntamenti con l’autore di Omegna, attività divertenti su questo genere di componimento. Pronti a giocare con le rime?

Nella sua opera Grammatica della fantasia Gianni Rodari dedica un intero capitolo alla Costruzione di un «limerick» nel quale ricorda che i più famosi sono quelli dell’inglese Edward Lear e che, «ricalcando la struttura» e «rispettando la combinazione delle rime», tutti possiamo costruire questo tipo di componimento poetico «alla maniera di Lear». Dai suoi insegnamenti è nata l’idea di proporre alcune semplici e graduate attività che aiutino i nostri alunni a esplorare il potere creativo delle parole. Potrete sceglierne una, più di una o tutte, dipenderà dalla classe e dal tempo che deciderete di dedicare alla Giornata della poesia. 

Il limerick del poeta di Omegna 

Recuperato in biblioteca il limerick di Gianni Rodari “Una volta un dottore di Ferrara”, proponiamone la lettura. Il protagonista è un dottore di Ferrara, una figura autorevole che, però, viene presentata in una situazione insolita. Si trova, infatti, impegnato nell’operazione di togliere le tonsille a un paziente inusuale, una zanzara. La reazione dell’insetto non si fa attendere: punge il dottore, definito ironicamente “tonsillifico”, termine inventato che sorprende e fa sorridere. 

Lasciamo che le bambine e i bambini siano liberi di esprimere il loro divertimento e le loro riflessioni in merito alla composizione, portandoli in modo naturale a coglierne il contenuto e lo scopo. Ecco, a titolo di esempio, alcune osservazioni effettuate da alunne e alunni di livelli differenti.

  • È un testo che ha fatto ridere.
  • Rodari parla di un dottore strano che fa una cosa strana: toglie le tonsille a una zanzara. 
  • Il dottore è una persona che compie un’azione assurda.
  • Rodari ha fatto accostamenti assurdi: dottore-tonsille-zanzara.
  • L’insetto reagisce a quello che fa il dottore. 
  • Non ho mai sentito la parola ‘puncicò’. Cosa significa?

Successivamente, seguendo i consigli di Rodari, sollecitiamo le bambine e i bambini a scoprirne la struttura con alcune semplici domande guida (e qualche possibile risposta da parte degli alunni, a titolo di esempio): 

Domanda guidaPossibile risposta
È un testo in versi? Da quanti versi è formato questo limerick?Sì. È composto da cinque versi.
Quali parole fanno rima tra loro? In quali versi si trovano?Il primo verso fa rima con il secondo e con l’ultimo: Ferrara-zanzara-Ferrara. Il terzo e il quarto verso fanno rima tra loro: rivoltò-puncicò.
Come si segnalano le rime in poesia?Lo schema delle rime è AABBA.
Che cosa o chi viene presentato nel primo verso?Nel primo verso viene presentato il protagonista, il dottore, e una città, Ferrara.
Quale azione viene compiuta nel secondo e da chi?Nel secondo viene indicata un’azione che compie il dottore.
E nel terzo e quarto verso?Nel terzo e quarto verso viene sviluppata un’azione dell’insetto, la zanzara. 
Nell’ultimo verso il dottore viene definito “tonsillifico”. Lo avete già sentito? Esiste o vi sembra un’invenzione di Rodari?Nell’ultimo verso viene presentato di nuovo il dottore con una caratteristica espressa da un aggettivo che non esiste, secondo me è stato inventato dall’autore. Forse Rodari ha inventato questo aggettivo perché il dottore ha fatto una cosa strana e voleva farci intendere che è una persona un po’ stramba. E anche perché fa ridere. 

A questo punto possiamo precisare che nei limerick cambiano i personaggi e la storia, ma la struttura è fissa.  

E, per concludere, chiediamo di rappresentare il limerick con un disegno.

Gioco: scopri le parole in rima

Ora che conoscono le caratteristiche di questo genere poetico, dividiamo le bambine e i bambini in piccoli gruppetti e proponiamo il seguente gioco. 

  1. Recuperiamo in biblioteca, nel volume di Rodari Grammatica della fantasia, il limerick “Un signore molto piccolo di Como”. 
  2. Eliminiamo dal testo alcune parole. Copiamo lo schema e distribuiamolo a ogni gruppo con le tesserine delle parole mancanti. 
  3. Chiediamo quindi a ogni gruppo di completare il limerick inserendo le parole in modo opportuno e facendo attenzione alle rime, secondo lo schema tipico di questo genere di componimento.
  4. Al termine, raccogliamo i lavori e confrontiamo i limerick ottenuti con l’originale. 

Un signore molto piccolo ……….
una volta salì in ………. al ……….
e quando fu in ……….
era ………. come ……….
quel signor ………. di ……….

Parole mancanti (mettere ogni parola in una tessera):

prima
micropiccolo
Como
Como
Duomo
cima
cima
alto

Continuiamo a giocare: con le stesse modalità possiamo proseguire il gioco proponendo un altro limerick di Gianni Rodari: “Un signore di nome Filiberto”, inserito nella medesima opera sopra citata. 

A gioco ultimato sarà bene far notare che nel primo verso di questo componimento viene identificato il personaggio con il nome proprio e non come proveniente da una città. La struttura è, però, la stessa. 

Laboratorio: inventiamo un limerick

Prendendo spunto dai consigli di Gianni Rodari, stimoliamo i nostri alunni a inventare un limerick tutto loro, inedito. Come? Vi suggeriamo le seguenti proposte pensate in modo graduato. 

Inserire nuove parole

Dato lo schema di uno dei tre limerick già noti (per esempio quello riportato nel gioco precedente), chiediamo di reinventarlo inserendo nuove parole al posto di quelle originali rimosse. 

Attenzione! Dapprima esortiamoli a individuare e inserire l’abbinamento adeguato solo nel primo, secondo e quinto verso, come in questo esempio. 

Un signore molto piccolo di Torino
una volta salì in cima a un pino
e quando fu in cima
era alto come
quel signore minuscolo di Torino.

Poi, quando saranno più abili, invitiamoli a trovare nuove parole in rima anche per il terzo e quarto verso. Così, in modo graduale, tutti riusciranno a creare componimenti nuovi e unici. 

L’attività può essere svolta individualmente o a coppie e, successivamente, potrà essere proposta anche con lo schema degli altri due limerick già noti.   

Trovare nuovi abbinamenti simili

Compreso che nei limerick le parole del primo e secondo verso in rima tra loro (ad esempio Ferrara-zanzara) sono molto lontane in campo semantico, incitiamo i nostri alunni a divertirsi nel trovare altri abbinamenti simili. Sarà una bella gara di ricerca di nuovi vocaboli tra loro molto distanti ma in rima!

Scriviamoli su un cartellone. Ecco alcuni abbinamenti inventati: Pavia-malattia, Caltanissetta-cassetta, Calcutta-pastasciutta, Milano-piano, Vercelli-piselli, Torino-tacchino, Torino-cappellino, Luciano-piano, Marcello-battello

Quindi, dopo averli divisi in piccoli gruppi o a coppie, consigliamo di far “scontrare” le parole abbinate fino a che non nascerà l’idea di una situazione bizzarra e divertente.

Infine, lasciamo libero ogni gruppo di scegliere tra due possibilità:

  1. completare in modo inedito lo schema di uno dei limerick di Rodari, a cui, però, avremo tolto più parole per permettere di giocare con gli accostamenti di vocaboli in rima e con i contesti; 
  2. costruire un nuovo limerick utilizzando uno degli abbinamenti inventati e la situazione assurda che ne è scaturita. 

Ecco un esempio.

Un signore un po’ strano di Torino
viaggiava sempre a cavallo di un tacchino.
Un giorno l’animale impazzì
e in un batter d’occhio inghiottì
quello strampalato signore di Torino.

Ampliamento lessicale

È bene guidare le bambine e i bambini anche nella scelta dell’epiteto finale, facendo prima rintracciare tutti gli aggettivi possibili, anche quelli meno usuali. Ad esempio:  

STRANO bizzarro stravagante strampalato bislacco balzano scombinato strambo eccentrico.

Questo è un bell’esercizio di ampliamento lessicale. 

Possiamo anche lasciarli liberi di inventare un aggettivo, purché sia adeguato alla situazione e al personaggio! Si divertiranno sicuramente. 

Un piccolo ricordo

Con il cartoncino colorato costruiamo segnalibri su cui scriviamo uno dei limerick di Gianni Rodari. 

Al termine delle attività doniamone uno a ogni partecipante in ricordo della Giornata Mondiale della poesia.

Altre idee… Per chi volesse ampliare e approfondire questo genere poetico con le proprie alunne e i propri alunni, suggeriamo di consultare anche le proposte e le schede operative contenute in Parole in forma di poesia di Paola RampoldiGaia Edizioni, nella sezione “Giocare con le parole”. 

Parole in forma di poesia di Paola Rampoldi – Gaia Edizioni

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