“Piccole cose in poesia” è una nuova rubrica di attività creative per stimolare i bambini della scuola primaria a guardare il mondo con occhi nuovi e a trasformare oggetti quotidiani in versi originali e divertenti. Perché la poesia, a volte, si nasconde proprio lì, dentro le piccole cose che accompagnano la nostra quotidianità.

Ci sono oggetti che ogni giorno ci passano tra le mani senza che li guardiamo davvero: una matita, un cucchiaino, una tazza. Ma basta fermarsi un momento, ascoltare il loro silenzio, e scopriamo che ognuno di loro ha qualcosa da raccontare e può diventare protagonista di una poesia.
In questo primo appuntamento di “Piccole cose in poesia” abbiamo scelto di proporre le filastrocche, una forma poetica che di solito le bambine e i bambini amano perché semplice, musicale e giocosa.
L’attività suggerita è pensata per quelle alunne e quegli alunni che hanno già familiarità con questa forma poetica, riconoscendone ritmo, rime e struttura. Se invece non fosse così, è possibile introdurla utilizzando attività e materiali inseriti nel volumetto Prima poesia di Paola Rampoldi – Gaia Edizioni).

Due filastrocche d’autore
Le filastrocche d’autore dedicate agli oggetti possono diventare validi spunti per l’immaginazione e l’espressione poetica. Esse insegnano che la poesia può abitare anche nelle cose più semplici e vicine a noi.
Un esempio ci viene dalla filastrocca “L’ombrello” di Gianni Rodari.
- Dopo aver recuperato in biblioteca il testo della filastrocca, forniamola alla classe e leggiamola con il giusto tono e le pause, per valorizzare il ritmo e la musicalità.
- Al termine, lasciamo che le bambine e i bambini esprimano liberamente le emozioni suscitate dalla lettura e raccontino ciò che hanno compreso del testo.
- Facciamo sottolineare le parole e le espressioni che descrivono l’oggetto:
- “il tetto mi porto dietro”;
- “un piccolo tetto di stoffa”;
- “con tante stecche messe a raggera”;
- “tetto con il manico”.
- Gradualmente guidiamo i bambini a cogliere che l’ombrello, da oggetto comune, diventa uno strumento di fantasia, un “tetto portatile” che permette di passeggiare sotto la pioggia, liberi e protetti.
Un altro esempio è la “Filastrocca degli occhiali” di Bruno Tognolini.
- Seguendo le stesse modalità indicate per la filastrocca “L’ombrello”, leggiamo ad alta voce il testo, con il giusto tono e le pause, per far emergere ritmo, musicalità e immagini poetiche. Invitiamo i bambini a chiudere gli occhi e a immaginare l’oggetto mentre viene descritto.
- Al termine, lasciamo che le bambine e i bambini esprimano liberamente le emozioni suscitate dalla lettura.
- Quindi facciamo trovare e evidenziare le parole e le espressioni che descrivono l’oggetto, come:
- “ho veduto il mondo e il cielo”;
- “lustri, nitidi e lavati come se cadesse un velo”;
- “son laghetti rispecchianti”;
- “son oblò lucenti e tondi”;
- “son finestre scintillanti per vedere meglio i mondi”;
- “occhi con le ali”.
- Attraverso l’analisi delle espressioni evidenziate, guidiamo i bambini a cogliere come l’autore abbia trasformato un oggetto comune in un simbolo poetico. Mostriamo anche come utilizzi metafore calzanti e immagini evocative per rendere vivi gli occhiali: non più semplici strumenti per vedere, ma finestre sul mondo, occhi che volano, laghetti che riflettono il cielo.
Un piccolo oggetto protagonista
A partire da questi esempi, è possibile invitare i bambini a divertirsi a creare un breve componimento in versi in cui un oggetto si trasforma in protagonista della filastrocca.
Primo passo
- È bene che le nostre alunne e i nostri alunni possano effettuare questa prima esperienza con la nostra guida.
- Scegliamo un piccolo oggetto presente in aula (per esempio una matita).
- Stimoliamoli a osservarlo, a coglierne le caratteristiche e scriviamole sulla digital board affinché siano patrimonio di tutti. Ecco alcuni esempi: matita scrive idee, pensieri, storie…; disegna personaggi, animali, fiori, alberi, racconti…; colora luoghi, animali, …; può avere la punta o essere spuntata, può essere colorata … .
- Invitiamoli a trovare immagini poetiche o possibili abbinamenti dell’oggetto con altre immagini. Scriviamoli anch’essi sulla digital board. Alcuni esempi (v. sotto per file già pronto):
- matita parla di storie;
- matita = trenino che corre sui binari;
- trenino che corre tra le righe e porta pensieri in viaggio;
- matita = bacchetta magica che trasforma i pensieri in parole;
- ruscello che scorre tra prati bianchi (= le pagine bianche);
- colora idee, storie;
- ballerina sulle punte che danzando disegna passi di storie infinite;
- pennello che lascia tracce di colori e sogni.
- Utilizzando il materiale raccolto, lasciamoli divertire a giocare con parole e ritmo guidandoli a costruire due versi in rima. Di seguito alcuni esempi.
- Atterra sulla pagina bianca la punta della matita, disegnando un gatto in gita!
- Danzano sulle punte le matite, raccontando storie infinite.
- La matita corre tra le righe, scrivendo la storia delle formiche.
- Il trenino corre veloce, portando in viaggio la sua voce.
- Tra i bianchi prati un ruscello scorre felice, dove la parola fiorisce.
- Infine scegliamo insieme alle bambine e ai bambini i versi più riusciti e uniamoli per creare una breve, simpatica filastrocca sull’oggetto scelto.
Secondo passo
In una seconda fase, possiamo dividere la classe in gruppi (3/4 elementi per gruppo) e proponiamo la stessa attività lasciandoli liberi di esprimersi.
Al termine leggiamo in classe i prodotti finiti.
Un passo in più
Raccogliamo tutte le filastrocche che le bambine e i bambini hanno inventato e costruiamo un libretto dal titolo Filastrocche delle piccole cose. Sarà un bel ricordo per tutti e un possibile dono per i genitori!
Arrivederci al prossimo appuntamento con “Piccole cose in poesia”!




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