Il blog di didattica per la scuola primaria

La nostra aula dentro l’aula

Accompagniamo i bambini alla scoperta dei nuovi ambienti

Bambino che costruisce plastico aula.

L’inizio della scuola primaria comporta per i bambini la scoperta di nuovi ambienti, relazioni, tempi, vissuti. L’edificio scolastico, e in particolare l’aula, dovrebbero diventare in breve tempo per gli allievi luoghi conosciuti, amichevoli, nei quali vivere ricche esperienze. È quindi importante organizzare fin dai primi giorni di scuola, pur con le precauzioni che l’emergenza sanitaria prevede, percorsi motori di vario tipo, dentro e fuori la scuola e la propria aula, così da conoscere gli ambienti che circondano il bambino. Forse in questo periodo non sarà possibile realizzare tutte le attività suggerite o forse non tutti i docenti si troveranno nelle condizioni ideali per proporle ai bambini, ma da queste idee potranno comunque scaturire suggerimenti utili a favorire la fase di ambientamento all’interno della nuova dimensione scolastica.

Percorsi e plastici

Sempre agendo in sicurezza, è possibile realizzare percorsi liberi, obbligati, di tappa in tappa, gincane, da realizzare in giardino, in palestra, tra le aule, per favorire e accompagnare l’analisi dei diversi ambienti. I percorsi consentiranno di sviluppare competenze legate all’orientamento spaziale, alla localizzazione, all’uso sempre più consapevole del linguaggio necessario per situarsi e descrivere gli ambienti, consolidando così le diverse relazioni spaziali (dentro-fuori, sopra-sotto, destra-sinistra…) già incontrate nella scuola dell’infanzia e nella vita quotidiana. Dopo aver esplorato gli spazi della scuola, è possibile concentrarsi sempre di più sull’osservazione della propria aula, vivendo così un’esperienza che, oltre a favorire il raggiungimento di diversi traguardi disciplinari in ambito matematico, investe la sfera affettiva degli allievi. La propria aula può poi venir riprodotta in piccole dimensioni tramite la costruzione di un plastico, così da modellizzare l’ambiente circostante: il plastico rappresenta un anello fondamentale di congiunzione tra lo spazio reale e una mappa sul piano.

Descrizione delle attività

Condivisione di senso

La condivisione del percorso didattico legato alla realizzazione del plastico della propria aula può essere incentrata su diversi aspetti:

  • Condividere un po’ dell’ambiente scolastico a casa. Questa motivazione può essere sufficiente per spingere il bambino a sentirsi coinvolto, motivandolo a lavorare sul plastico che, una volta terminato, potrà essere mostrato ai genitori, ai nonni e a tutti quegli affetti che non possono recarsi concretamente a scuola per vedere l’aula in prima persona.
  • Riprodurre nel plastico attività che vengono agite e vissute nel reale (percorsi, una nuova riorganizzazione degli spazi e conseguente disposizione dei mobili ecc).
  • Soddisfare le esigenze di uno sfondo narrativo. Un personaggio fantastico, ad esempio, potrebbe inviare ai bambini un messaggio in cui afferma che, non potendo recarsi di persona nell’aula, gradirebbe poterne vedere o ricevere una riproduzione in miniatura per comprendere meglio dove vivono la loro giornata scolastica.

Qualsiasi sia la motivazione di partenza, è importante che la costruzione del plastico dell’aula risulti per gli allievi un’attività ricca di senso.

Esploriamo con occhi attenti la nostra aula.

Prima di mettersi all’opera è bene osservare l’ambiente-aula, soprattutto quelle zone che normalmente sembrano meno interessanti o accessibili ai bambini (per esempio la cattedra, o eventuali armadi o zone con materiale a disposizione unicamente degli adulti).

Per facilitare l’esplorazione è possibile proporre semplici giochi non necessariamente di movimento, come la caccia fotografica: il docente potrebbe stampare fotografie di alcuni particolari dell’aula e gli allievi saranno chiamati a ritrovare, indicare o descrivere dal banco il luogo ritratto. È anche possibile chiedere di realizzare dei disegni di alcune parti dell’aula e, dopo averli ritirati, si potranno mostrare ai bambini chiedendo loro di individuare nel reale il soggetto riprodotto.

Bambina a scuola

La scelta della scatola

Una volta terminata l’osservazione, è il momento della scelta della scatola per realizzare la nostra aula dentro l’aula. Questa importante fase può essere introdotta attraverso una discussione mediata dal docente, in cui gli allievi si interrogano sulla forma della propria aula e sulla scelta di una scatola dalla forma simile.

Per facilitare il compito, si possono mostrare scatole di diverse forme e dimensioni: in questo modo gli allievi potranno procedere per esclusione, motivando le proprie scelte, scartando le scatole che per una ragione o per l’altra non permetterebbero la realizzazione di un plastico verosimile. Se dovessero sorgere dei dubbi, ci si può concentrare sulla forma del pavimento, ricercandone le caratteristiche e mettendola a confronto con le facce delle scatole. Stabilita la forma del pavimento nel reale, di solito rettangolare, è possibile ricercarla nella scatola, mobilitando sempre intuizioni di tipo metrico. Una volta scelta la forma della scatola, ogni allievo potrà realizzare la sua.

Bambine a scuola

Realizziamo il plastico

Lavorando in una modalità laboratoriale in cui l’esplorazione e il procedere per tentativi sono caldamente incoraggiati, gli allievi cominciano a riprodurre la propria aula in miniatura dentro la scatola fornita dal docente. Di solito si inizia dagli elementi fissi, come la porta e le finestre, poi si passa agli elementi mobili come i banchi e la cattedra. Tutti insieme potranno realizzare il primo elemento da localizzare, ad esempio la porta; in questo modo li si aiuterà a visualizzare la posizione nella parete del plastico, e in seguito ciascuno potrà rappresentarla come preferisce. Chi la disegnerà, chi la realizzerà tramite dei tagli che consentono di aprirla e chiuderla, chi deciderà di attaccarci sopra un cartoncino ecc. Ognuno sceglierà lo stile che preferisce. I successivi elementi possono essere individuati e realizzati in modo più o meno libero: si potrebbe chiedere di riprodurre tutte le finestre, oppure lasciare libertà di rappresentare ciò che si preferisce.

È importante che ogni bambino abbia a disposizione un’ampia varietà di materiale di scarto e da bricolage che può portare da casa in piena sicurezza (oppure il docente individuerà un'altra soluzione compatibile con le attuali norme anti-covid), in modo che ognuno possa sperimentare e provare diverse tecniche e soluzioni, per affrontare una richiesta che è decisamente molto ampia e complessa. Il docente funge da supporto e da mediatore, cercando però di rivestire principalmente un ruolo di osservatore, senza imporre o suggerire modalità di lavoro da riprodurre acriticamente. È da notare che l’allievo, non avendo ancora conoscenze e competenze solide nel campo della metrica, deve procedere per tentativi trovando soluzioni creative e basate su un approccio qualitativo.

Bambino disegna

In questa fase di lavoro è quindi naturale che gli allievi commettano degli errori, utilizzino strumenti in maniera non del tutto esatta o convenzionale, non rispettino la localizzazione o le proporzioni, o dimentichino di inserire all’interno del plastico degli elementi importanti. Si tratta di preziose occasioni per far passare il messaggio che sbagliare è parte del gioco, e che l’importante è rendersi conto che ci sono degli aspetti su cui è possibile lavorare al fine di rendere il progetto sempre più verosimile e corretto. In questo senso, si suggerisce di lasciare una traccia delle diverse fasi del lavoro: ad esempio, le pareti dell’aula possono essere riprodotte su fogli di carta che vengono man mano sovrapposti, in modo da avere alla fine ben visibile la versione ultimata, ma di poter anche andare a rivedere il primo e i successivi tentativi. Alle attività in cui si lavora sul plastico è auspicabile alternare momenti di discussione e di riflessione. Si tratta di occasioni per condividere le proprie difficoltà e le proprie scoperte con i compagni. In questo modo si favorisce l’emergere di strategie e di competenze del singolo, che possono successivamente essere messe a disposizione del gruppo.

Aula in miniatura

Un allievo particolarmente abile nel bricolage e nella motricità fine potrebbe, per esempio, diventare un riferimento importante per la costruzione dei mobili più complessi, mentre qualcuno che si trova in difficoltà nello stabilire le dimensioni dei banchi potrebbe scoprire di poter fare affidamento su chi ha già affrontato e risolto lo stesso problema in precedenza.

Giochiamo con il plastico

Una volta terminato il plastico, è importante che ogni alunno lo condivida per lo scopo concordato a inizio percorso: potrà portarlo a casa per mostrarlo in famiglia, o potrà inviarlo al personaggio fantastico ecc. Grazie alla fantasia di allievi e docenti, è poi possibile sfruttare il prezioso progetto per svolgere attività di passaggio tra reale e plastico e viceversa, ovviamente in piena sicurezza. Ad esempio:“posiziona o sposta un oggetto all’interno dell’aula” mentre i compagni fanno lo stesso nel plastico.

Aula in miniatura vista dall'alto

La mappa dell’aula

Una possibile continuazione del progetto, una volta ultimato il plastico, potrebbe essere quella di realizzare una mappa dell’aula. Si passa quindi da una modellizzazione in tre dimensioni in formato ridotto a una riproduzione della realtà tramite un disegno in due dimensioni. Pur restando un compito complesso, l’allievo è facilitato dalla possibilità di osservare il plastico dall’alto, visualizzando così un ambiente-microspazio circondato da quattro pareti, e dal lavoro svolto in precedenza nelle diverse fasi che hanno portato alla realizzazione del plastico. È possibile ora giocare tra reale, plastico e mappa, passando da un ambiente all’altro.

Tabella traguardi di competenza

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Traguardi di competenza

  • Percepire la propria posizione nello spazio e stimare distanze e volumi a partire dal proprio corpo.
  • Comunicare la posizione di oggetti nello spazio fisico, sia rispetto al soggetto, sia rispetto ad altre persone o oggetti, usando termini adeguati (sopra/sotto, davanti/dietro, destra/sinistra, dentro/fuori).
  • Eseguire un semplice percorso partendo dalla descrizione verbale o dal disegno, descrivere un percorso che si sta facendo e dare le istruzioni a qualcuno perché compia un percorso desiderato.
  • Misurare grandezze (lunghezze, tempo, ecc.) utilizzando sia unità arbitrarie sia unità e strumenti convenzionali (metro, orologio, ecc.).

Durata del percorso

Il percorso nella sua interezza è pensato per essere svolto in un arco di tempo prolungato, che va da un minimo di due mesi fino a un semestre, a dipendenza delle metodologie di lavoro attuate dai docenti.

Materiali

  • Scatole di varie forme e dimensioni.
  • Fogli di carta che possano ricoprire interamente l’interno delle scatole.
  • Forbici, matita, gomma, colla, pastelli.
  • Materiale vario da bricolage (cartoncino, stoffa, lana, pongo, sughero, legno ecc.).

Variante per didattica a distanza

Al posto di riprodurre l’aula, è possibile chiedere agli allievi di realizzare un plastico della propria stanza, o di una stanza della casa che è loro particolarmente cara, o della propria abitazione per intero. Le modalità di lavoro descritte precedentemente possono restare le medesime, ma è da considerare il fatto che in questo caso sono i genitori o altre figure di riferimento a dover fungere da supporto ai bambini quando questi si trovano in difficoltà o hanno bisogno di materiale particolare. Il progetto, una volta ultimato, può essere mostrato agli altri allievi tramite delle fotografie, oppure riportato quando possibile a scuola, per realizzare una piccola mostra in cui ognuno possa esibire a compagni e docenti i luoghi in cui si è dovuto, per forza di cose, trascorrere una buona parte delle proprie giornate.

Per saperne di più

Cottino, L., Gualandi. C., Nobis. C., Ponti. A., Ricci, M., Sbaragli, S., & Zola, L. (2011). Geometria. Progetto: Matematica nella scuola primaria, percorsi per apprendere. Bologna: Pitagora.

Sbaragli, S. (2003). Un percorso in verticale: lo spazio e le figure. In Autori Vari (2003). Il curricolo di Matematica dalla scuola dell’infanzia alla secondaria superiore. Un’esperienza di ricerca-azione promossa dal CSA di Bologna, in collaborazione con il Nucleo di Ricerca in Didattica della Matematica, del Dipartimento di Matematica dell’Università di Bologna, realizzata da insegnanti di scuola dell’infanzia, elementare, media e superiore. Bologna: Pitagora. 73-120.

Disponibile in: http://www.dm.unibo.it/rsddm/it/articoli/sbaragli/Geometria%20per%20tutti.pdf

Sbaragli, S. (2005). Dallo spazio al piano. Infanzia, 4, 35-37.


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