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Giornata internazionale della nonviolenza

Il 2 ottobre si celebra la Giornata internazionale della nonviolenza, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con lo scopo di “promuovere una cultura della pace, della tolleranza, della comprensione e della nonviolenza”.

Giornata internazionale della non violenza 2024

Toccare la nonviolenza, argomento tanto attuale, con le nostre bambine e i nostri bambini può sembrare un’impresa ardua perché sembra un concetto astratto, difficile, da adulto. In realtà pensiamo che sia possibile educarli alla nonviolenza fin da piccoli. Proviamo a vedere come. 

Innanzitutto sarà importante che i primi ad assumere un comportamento non aggressivo (non solo nei gesti ma anche nelle parole e nelle richieste) siano proprio gli adulti che circondano le nostre alunne e i nostri alunni, perché essi osservano e “assorbono”.  

La forza vince sempre?

C’è una bella favola di Esopo che ci viene in aiuto e che consigliamo di leggere ai bambini per stimolarli a riflettere in modo semplice su alcuni atteggiamenti: “Il Sole e il Vento”. Il testo è facilmente reperibile in biblioteca o sul web.

Nella storia si narra che il Sole e il Vento, per dimostrare la propria forza, scommettono su chi riuscirà a spogliare un viandante. Il Vento soffia forte, sempre più forte, ma fallisce. Il Sole, invece, comincia a risplendere nel cielo e pian piano riscalda con i suoi raggi la Terra. Il viandante, non resistendo più al caldo, si toglie i vestiti e si butta nelle acque di un fiume. 

Cosa ci insegna la favola? La gentilezza, la persuasione e la pazienza possono essere più efficaci della forza e della violenza.  

Tutti in cerchio!

Dopo la lettura animata della favola, disponiamo i bambini in cerchio e prepariamo un cartellone diviso in due parti, una per il Sole e una per il Vento. Quindi sollecitiamo i bambini a:

  • definire, con un aggettivo o con un nome, il comportamento tenuto dal Vento per cercare di spogliare il viandante: per esempio diranno aggressivo, violento, forte, prepotente, impetuoso, prevaricatore oppure violenza, forza, aggressività, prepotenza, prevaricazione;
  • definire, con un aggettivo o con un nome, il comportamento tenuto dal Sole per cercare di spogliare il viandante: per esempio diranno calmo, pacifico, gentile, persuasivo, paziente oppure calma, pazienza, gentilezza, persuasione.

Registriamo di volta in volta le risposte sul cartellone. Infine chiediamo ai bambini:

  • «Chi ha vinto la scommessa?» 
  • «Quale comportamento ha adottato per raggiungere l’obiettivo?»

Facilmente tutti sapranno rispondere in modo adeguato e apprezzeranno l’insegnamento di questa favola: non sempre con la forza si ottiene quello che si vuole. 

Sei Vento o sei Sole?

Infine, potremmo invitare i bambini a pensare alle esperienze personali quotidiane. Per esempio chiediamo: «Se un compagno ti sottrae qualcosa senza chiedertelo oppure ti spinge o ancora non rispetta le regole del gioco, come reagisci? Come il Vento o come il Sole?» Facilitiamo la partecipazione di tutti coinvolgendo, se necessario, anche i più timidi, introversi o timorosi affinché esprimano liberamente le emozioni provate e il comportamento assunto senza che si sentano giudicati.

In un secondo momento, esortandoli anche a mettersi nei panni dell’altro, possiamo farli riflettere sul fatto che per ottenere un risultato è più efficace fare un po’ come il Sole, che ha messo da parte l’atteggiamento aggressivo del Vento e ha creato un desiderio attendendo con pazienza l’esito. Pian piano sperimenteranno che confrontarsi con calma senza farsi del male è meglio che reagire arrabbiandosi e aggredendo fisicamente o verbalmente. 

Una proposta in più… un passo in più

Abbiamo notato che le nostre alunne e i nostri alunni sono sensibili a questo argomento e vogliamo continuare a parlarne in modo semplice ma efficace? 

Dopo una pausa dall’attività precedente, invitiamo di nuovo i bambini a sedersi in cerchio e, reperito il testo in biblioteca o sul web, proponiamo la lettura animata di un’altra famosa favola di Esopo “Il leone e il topo”, perché anch’essa ci parla di nonviolenza, ma ci permette di fare anche un passo in più. Vediamo come.

Analizziamo insieme ai bambini la storia e i personaggi ed estrapoliamo con il loro aiuto i comportamenti degli animali e gli insegnamenti. 

  • Il leone, forte, potente, temuto e rispettato da tutti, è affamato e cattura il piccolo, debole e umile topo.
  • Quest’ultimo lo supplica di non mangiarlo e lui gli sarà riconoscente.
  • Il leone ne ha compassione e decide di non ucciderlo: assume perciò un comportamento non violento, gentile ponendo le basi per una relazione positiva. 
  • Più tardi il leone rimane impigliato in una corda di una trappola e si trova in difficoltà.
  • Il topo, riconoscente, lo salva usando l’ingegno, infatti taglia il legaccio con i suoi denti aguzzi. 

La favola, perciò, non insegna unicamente che la vera forza non è solo quella fisica, ma permette di capire anche che:

  • l’ingegno e la capacità di collaborare sono più efficaci della violenza;
  • con la gentilezza (ma anche con la pazienza) si creano rapporti positivi di alleanza/amicizia;
  • bisogna rispettare e essere gentili con tutti, anche con i più piccoli e i più deboli.   

Registriamo tutto sulla digital board utilizzando uno schema. Ecco una prima parte a titolo di esempio.

Il leone ha fame e cattura il topo.Leone: forte, potente, temuto e rispettato da tutti.
Topo: piccolo, debole e umile.
Il topo supplica il leone di non mangiarlo e gli promette di essere riconoscente.Topo: persuasivo.
Il leone decide di non ucciderlo.Leone: compassionevole.Il leone assume un comportamento non violento, gentile ponendo le basi per una relazione positiva. 
Esempio di schema alla digital board

Infine domandiamo: «Vi è mai capitata una situazione simile a quella del leone e del topo?».

Favoriamo il racconto delle esperienze e le riflessioni a riguardo. 

Costruiamo un silent book

Sia “Il Sole e il Vento” sia “Il leone e il topo” ci permettono anche di lavorare sulle sequenze narrative e sulla rielaborazione verbale. Ecco in quale modo.

  1. Dopo aver diviso la favola scelta in sequenze narrative, consegniamo a ciascun bambino tanti cartoncini quadrati (misura 20X20 cm) quante sono le sequenze: in esse dovranno rappresentare graficamente le parti della narrazione. 
  2. Consegniamo un altro cartoncino delle stesse misure e chiediamo di realizzare la copertina.
  3. Prodotto un buco in un lato di ogni cartoncino, ciascun bambino fa passare un nastro colorato creando così un silent book.  
  4. Al termine del lavoro, ogni alunna e ogni alunno potrà servirsi dei cartoncini per esporre oralmente la favola scelta.

Il silent book potrà essere donato a parenti e amici, sia a ricordo di questa importante Giornata internazionale della nonviolenza, sia per promuovere, anche se con la semplice narrazione di una favola, una cultura del rifiuto di ogni azione violenta. 

E infine un gioco di squadra!

Lasciandoci ispirare dalla favola “Il leone e il topo”, organizziamo un gioco di squadra. Perché un gioco di squadra? I giochi a coppie e di squadra permettono ai bambini di imparare a collaborare, ad avere fiducia e rispetto per gli altri divertendosi. 

  • Numero partecipanti: max 10/12.
  • Obiettivo: il topo deve raggiungere e liberare il leone che è intrappolato in una rete.  
  • Spazio: palestra o giardino (delimitare con un gessetto lo spazio in cui il topo può agire). 
  • Materiale: una fascia per bendare il topo, un gessetto.

Svolgimento del gioco:  

  • un bambino farà il leone intrappolato in una “rete” che sarà realizzata da un gruppo di 5/6 bambini: essi, nella zona delimitata con il gessetto, si posizioneranno seduti intorno al leone per fare da ostacolo al topo; 
  • un bambino farà il topo che deve salvare il leone intrappolato. Egli verrà bendato prima che il leone e la “rete” si posizionino;
  • gli altri compagni, denominati “aiutanti”, restano ai bordi dello spazio delimitato con il gessetto e hanno il compito di fornire informazioni al topo affinché riesca a raggiungere e salvare il leone;
  • il leone viene salvato quando il topo riesce a superare la “rete” e tocca il leone.  

Al termine si scambiano i ruoli. Tutti i partecipanti potranno così sperimentare quanto sia fondamentale il lavoro di squadra, ossia la collaborazione, la cooperazione, la fiducia reciproca e il rispetto dei ruoli in quanto solo se gli aiutanti collaborano con il topo bendato, fornendo indicazioni corrette e efficaci, lui riuscirà a salvare il leone, così come solo se il topo ascolterà e avrà fiducia negli aiutanti potrà raggiungere il suo obiettivo.

La Giornata della nonviolenza è tutto l’anno

Non solo il 2 ottobre (data di nascita del Mahatma Gandhi) è bene parlare di nonviolenza a scuola. Le attività che abbiamo sopra indicato possono essere un punto di partenza, possono indurre a un momento di riflessione ma non bastano. Tutti i giorni i bambini incappano in conflitti che vanno affrontati nel concreto, tutti i giorni può capitare loro di litigare con un amico, di subire un torto e di reagire con rabbia e aggressività, di avere atteggiamenti prevaricatori con qualche compagno, è proprio quello il momento in cui si deve invitarli a riflettere sulle azioni, sulle reazioni e sulle modalità più efficaci per risolvere un conflitto. Impegnativo? Sì. Efficace? Certamente. 

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