In Italia, la lingua inglese è generalmente meno utilizzata rispetto ad altri paesi europei, soprattutto nella vita quotidiana. Rimane poco diffusa l’abitudine di guardare film o contenuti in lingua originale, anche se questa pratica si sta ampliando.

Il progetto “Pillole di inglese alla primaria” nasce dalla constatazione che i nostri alunni sono poco esposti alla lingua inglese e che le ore dedicate a questa materia a scuola non sono sufficienti.
Sappiamo quanto l’esposizione, non solo come quantità ma soprattutto come frequenza, sia necessaria nella fase di apprendimento di una lingua. L’esperienza, infatti, ci porta a pensare che avrebbe più efficacia un intervento di mezz’ora ogni giorno piuttosto che di tre ore una volta a settimana.
È chiaro che la prima opzione non è facile da adottare, ma noi abbiamo deciso di provarci con la nostra classe seconda e, a fine anno, vi sapremo dire se siamo riusciti a portare a termine il nostro progetto e quali risultati abbiamo ottenuto.
Obiettivi e metodologia
L’ obiettivo è, almeno sulla carta, quello di esporre i nostri alunni alla lingua inglese un po’ tutti i giorni: la finalità è rendere la lingua inglese una parte della loro vita e non solo una materia di studio.
Tuttavia, nessuna di noi è madrelingua e per quanto il nostro inglese possa essere più che buono, servono altri stimoli esterni alla scuola.
Anche il metodo di insegnamento/apprendimento, con queste premesse, dovrebbe essere diverso da quello della lezione classica, diventando in qualche modo un “apprendimento spontaneo”, che si serve degli stessi meccanismi che si attivano quando ci troviamo all’estero.
Vanno create, quindi, le giuste condizioni.
Nella pratica
Per realizzare tutto questo, abbiamo deciso di portare in classe alcune risorse messe a disposizione dalla RAI (in particolare il portale RAI – Bambini). Si tratta di cortometraggi o programmi creati appositamente per avvicinare i bambini all’inglese in ambiente domestico, stimolando in realtà una sorta di auto-apprendimento.
Per garantire il rinforzo e una sufficiente esposizione, abbiamo pensato di di proiettare ogni giorno una puntata, durante la prima parte della ricreazione. In sintesi, guardiamo tutti insieme una puntata del programma tv che abbiamo scelto mentre bambine e bambini sono seduti a mangiare la merenda. Terminata la visione, tutti saranno liberi di dedicarsi al gioco libero, come è giusto che sia (nella nostra scuola ancora a tempo pieno, è concessa una ricreazione di 30 minuti per le classi più basse).
Cercando di frenare “la maestra che è in noi”, ci asteniamo dal voler verificare, rinforzare o spiegare. Abbiamo scelto, piuttosto, di osservare che cosa succede esponendo quotidianamente i bambini ad uno stimolo senza che sentano alcun obbligo, se non quello di ascoltare e commentare, ma senza disturbare i compagni. In fondo, è quello che succede in molte case quando si guarda insieme un programma tv, mangiucchiando qualcosa sul divano.
Facciamo questo ogni giorno, ad eccezione delle giornate in cui svolgiamo la lezione “tradizionale” di Inglese: niente video, si torna al libro di testo e durante la merenda, eventualmente, si guarda altro, ma in italiano.
Le risorse per le pillole di inglese alle primaria
Nel momento in cui stiamo scrivendo, siamo orientate ad utilizzare i seguenti programmi (gli episodi “lunghi” possono essere visti a puntate):
- Hello Yoyo – Impariamo l’inglese con allegria (30 minuti cad.)
- Tracy e Polpetta (15 minuti cad.)
- Make and Do (5 minuti cad.)
- Make and Eat (5 minuti cad.)
- Fumbleland (5 minuti cad.)
- Learning time with Timmy (5 minuti cad.).
Gli argomenti trattati vanno dal puro divertimento a temi che riguardano emozioni, amicizia, rispetto dell’ambiente, la vita degli animali, usi e costumi dei popoli. Male che vada, se non migliorerà l’inglese, l’esposizione probabilmente favorirà, in modo quasi subliminale, lo sviluppo dell’educazione civica e dell’educazione all’affettività.
Conclusione
Non disponendo di un gruppo di controllo, non possiamo parlare di sperimentazione e non sapremo mai quanto questo approccio possa essere efficace. Tuttavia abbiamo deciso di provarci, sperando che, negli anni, questo contribuisca a far sì che l’inglese diventi parte della vita di alunne e alunni, magari associata a bei ricordi. Non solo una materia scolastica fatta di disegni da colorare con tante parole e regole da imparare a memoria, ma uno strumento vivo per comunicare e apprendere, anche divertendosi, tante cose utili e nuove.




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