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Lo zainetto della gita

Lo zainetto per la gita scolastica, un tempo, profumava di sapori di casa, magari anche un po’ trasgressivi rispetto alla quotidianità. La colazione al sacco era per tutti un piccolo simbolo di libertà. Così una gita alla cascata delle Marmore con le classi quarte diventa spunto di riflessione sul cambiamento delle abitudini alimentari di bambine e bambini.

Lo zainetto della gita scolastica

Suscita sempre una reazione di simpatica ilarità la visione di una scolaresca in gita. La si scorge da lontano e prende vita come un corpo mobile, fluido ma compatto.

I visi degli accompagnatori, soprattutto per strada, sono la maggior parte delle volte contratti e in apprensione, ignari del vivace cicaleccio che si svolge all’altezza circa dei loro bacini. Nell’intero percorso scolastico, saranno le giornate che meglio si ricorderanno quelle delle gite scolastiche, promosse oggi al rango di visite didattiche o, ancor più nobile, al termine di viaggi di istruzione.

Lo zainetto della gita scolastica

Raccomandazioni

Per questo i maestri e le maestre si impegnano tantissimo nell’organizzarle: individuano mete naturalistiche, storiche o di interesse scientifico, prendono accordi con agenzie, contattano prezzi e tariffe e predispongono planning articolati che comprendano tappe e soste; raccolgono inoltre le autorizzazioni delle famiglie e si preoccupano che tutti gli alunni possano partecipare. Sciorinano quindi una serie di raccomandazioni preventive, tipo munirsi di un berrettino per il sole e di adeguate scorte di acqua. Non mi era mai successo però, che tanta attenzione venisse riservata al contenuto dello zainetto, che proprio per la sua natura di esenzione dalle raccomandazioni, costituisce da sempre l’oggetto più affascinante e seducente delle gite.

Patatine fritte “vs” succo biologico

Circa una settimana fa siamo andati alla cascata delle Marmore con tre classi quarte della mia scuola. Verso l’una abbiamo scorto due belle e invitanti collinette d’erba e abbiamo fatto accomodare i bambini per far fare loro la sosta del pranzo. Ad un certo punto, Liam si è avvicinato alla maestra con uno sguardo contrito e le ha confessato che la mamma gli aveva preparato le patatine fritte. È stato allora che ho scoperto che, tra le raccomandazioni preventive del viaggio, la loro maestra aveva incluso un esclusivo menù a base di panini con affettati o formaggi e qualcosa di sano come la frutta. Senza parlare del fatto che già il servizio di mensa scolastica, per la giornata, aveva allestito lo stesso snack e lo stesso succo biologico uguale per tutti.

Forziere di prelibatezze

Racconto spesso ai miei bambini di Roma che quando si organizzavano le gite in Sardegna, queste duravano un’intera giornata e si tornava dopo il tramonto. Allora non vi era la mensa perché i bambini non facevano il tempo pieno e tutti i pasti della giornata venivano forniti con libertà totale dalle famiglie. Ed era questo il bello della gita. Era questa la magia. Quello svolgersi di carta stagnola che poteva racchiudere frittate e uova, quei contenitori di plastica ricchi di riso, polpette, pasta e carne, quei sacchetti variopinti di patatine o biscotti normalmente banditi dalla dieta quotidiana delle merende scolastiche. Io stessa ricordo ancora il sapore e il profumo della cotoletta che mia mamma inframezzava per me all’interno di una spianatina, tutte le volte che da piccola ero io ad andare in gita, con la mia borsa blu con stampato un pierrot rigorosamente con lacrima.

Ed era questo il bello. Il poter trasgredire, l’esser liberi di mangiare per un giorno, con gli amici, il cibo più disparato. E noi maestri non mettevamo il naso nello zainetto dei bambini, se non il giorno fatidico, per curiosare bonariamente in quei forzieri di prelibatezze.

Con la possibilità, inoltre, di organizzare il proprio zaino senza regole per un giorno, la gita inizia prima, la sera prima, con l’atmosfera della fase di preparazione e di scelta dei cibi. Quindi raccomandazioni sì, ma anche meno.

Promessa

Ho promesso ai miei attuali alunni una gita senza regole nello zaino, il prossimo anno, e ho già chiesto loro di conservare qualche spicciolo, perché, per l’occasione, potranno acquistare in piena autonomia qualche gadget da portare a casa. Anche questa è una cosa che fa impazzire di gioia i bambini. Anzi, a proposito, alla cascata delle Marmore ho visto che incidevano i nomi su delle bellissime penne di legno, ma questa è un’altra storia…

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