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Linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche

L’intelligenza artificiale sta entrando anche nella scuola e il Ministero ha pubblicato Linee guida per accompagnarne l’uso anche in classe. Il ruolo del docente resta centrale: l’IA è un supporto, non un sostituto.

Linee guida per l’introduzione dell’intelligenza artificiale nelle istituzioni scolastiche

Il 29 agosto 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha pubblicato le Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche (qui l’annuncio).

Tali Linee guida, nella versione 1.0, hanno ricevuto il parere favorevole del Garante della Privacy e sono scaricabili da qui.

Il documento, composto da una trentina di pagine, si divide in sei sezioni, di seguito riassunte.

SezioneContenuto
1. Il ruolo dell’IA nella Scuola
Valore dell’IA nel contesto educativo, con esempi di applicazioni didattiche, amministrative e di supporto agli studenti.
2. Principi di riferimentoDefinisce i principi etici e normativi: centralità della persona, tutela dei minori, inclusione, non discriminazione, trasparenza, responsabilità.
3. Requisiti di base per l’introduzione dell’IARequisiti tecnici, giuridici e organizzativi (es. IA Act, GDPR, DPIA/FRIA, basi giuridiche, interoperabilità, sicurezza dei dati).
4. Come introdurre l’IA nelle scuoleFasi operative per l’adozione: valutazione preliminare, sperimentazione, formazione del personale, monitoraggio e revisione continua.
5. Comunicazione e governanceStrutturare processi di comunicazione verso studenti, famiglie e personale, definire modelli di governance e responsabilità interne.
6. ConclusioniRaccomandazioni pratiche.

Il taglio del documento è molto

Il Ministero, con successivi decreti previo parere del Garante Privacy:

  • definirà regole operative per le scuole sull’uso dell’IA (come progettare e realizzare le iniziative, quali programmi di formazione attivare per docenti e personale ecc.);
  • aggiornerà le Linee guida tramite la Piattaforma Unica prevista dalla normativa scolastica, così da mantenerle interattive e coerenti con i successivi decreti attuativi.

Perché e come usare l’intelligenza artificiale a scuola?

In merito al possibile uso dell’IA nella nelle istituzioni scolastiche, le Linee guida individuano alcuni punti (l’elenco non è esaustivo):

  • migliorare l’apprendimento;
  • promuovere l’inclusione;
  • semplificare e ottimizzare i processi;
  • potenziare la qualità e l’efficienza dei servizi rivolti a studenti e famiglie;
  • Garantire una preparazione continua e specifica per l’adozione di nuove tecnologie.

È quindi evidente che quando si parla di intelligenza artificiale a scuola, non si intende solo la sua introduzione nella didattica ma anche nei processi “aziendali” interni e nella comunicazione verso i portatori di interessi(stakeholder).

Mentre, per facilitare e soprattutto per rendere uniforme l’introduzione di sistemi di IA nelle scuole, viene proposto un approccio metodologico in cinque fasi:

  1. Definizione (stesura progetto con identificazione del bisogno/problema da risolvere e possibili casi d’uso, e prima approvazione).
  2. Pianificazione (elaborazione dettagliata del progetto, compreso piano di gestione dei rischi legati ai diritti e delle libertà fondamentali dei soggetti coinvolti).
  3. Adozione (implementazione del progetto, con approccio graduale).
  4. Monitoraggio (che avviene in parallelo alla fase di adozione e prevede la predisposizione di meccanismi di segnalazione interni).
  5. Conclusione (valutazione dei risultati).

L’intelligenza artificiale a servizio del docente

L’IA, se integrata in modo etico e consapevole, può diventare un alleato prezioso per i docenti. Il ruolo del docente resta centrale nella guida del processo educativo e nel garantire pratiche sicure e responsabili. L’intelligenza artificiale consente di personalizzare la didattica, diversificare i contenuti e creare materiali innovativi (testi, video, esercizi, simulazioni). Questo approccio rende l’apprendimento più coinvolgente e mirato ai bisogni individuali.

Le competenze necessarie non solo solamente quelle “digitali”, sono necessari anche un approccio critico e una formazione specifica, in linea con le Linee guida STEM e con quelle di cittadinanza digitale.

Alcuni esempi pratici di applicazione dell’IA per i docenti riguardano:

  • tutoraggio e cooperazione;
  • personalizzazione (si vedano anche PEI e PDP);
  • strumenti interattivi e simulatori;
  • attività extracurricolari;
  • valutazione.

Conclusioni

Se usata con consapevolezza, l’IA può diventare un alleato prezioso: stimola la curiosità di bambine e bambini, arricchisce la didattica e facilita il lavoro quotidiano degli insegnanti.

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