Una maestra senza astuccio? Non sia mai! Tra matite, forbici, penne colorate e foglie secche, la borsa di una maestra è un mondo in miniatura. Parla di storie, di esperimenti e di mille altre idee. Come ci racconta in questo articolo Maria Concetta Messina.

L’ultimo giorno di scuola, che per la scuola primaria coincide con la data dell’ultimo collegio dei docenti di fine giugno, tra i saluti e i giubili di sollievo, mi è capitato quest’anno di captare l’esclamazione di una maestra rivolta ad un’altra: «E da domani finalmente borse piccole!»
Mi è venuto da sorridere perché in realtà ciò che distingue una “maestra al lavoro” da una “maestra in vacanza” è proprio la borsa, che la prima indossa per sua natura inevitabilmente capiente e robusta.
Un pesante corredo
Iniziamo dall’agenda che ne occupa il posto d’onore. Le “vere maestre” ne hanno sempre una nuova smagliante pronta per settembre. Vi annotano quanto per ovvie ragioni non può trovare spazio nella formalità di un mezzo un po’ asettico quale il registro elettronico. Le cose da fare, quelle su cui soffermarsi, quelle da ricordare, le osservazioni dei bambini, alcune loro espressioni estemporanee, domande da fare e risposte ricevute. Tra le pagine dell’agenda non mancano poi i foglietti con le dediche d’amore, e i cuoricini di stima incondizionata che si ricevono in dono dagli alunni e che si accumulano durante l’anno.
Accanto all’agenda trova spazio il libro della giornata (quello delle discipline, quello di matematica o delle letture). Fa la spola tra casa e scuola perché la “vera maestra” ripassa la lezione o si anticipa con quella che seguirà: attacca post-it, sottolinea a matita, risolve problemi, cerchia parole su cui fare il focus.
Astuccio e altro ancora…
Nella borsa capiente inoltre campeggia l’astuccio. Esso va da un genere più minimalista, il cui sobrio contenuto è limitato a due matite e una penna, a quelli esagerati dal formato extra large dove si trova di tutto. Forbici, colla, gomma, temperino, penne colorate, pastelli da prestare agli alunni sul momento e perfino scotch. A proposito, un‘insegnante qualche giorno fa volendo esprimere la sua più grande critica nei confronti di una collega, non si è riferita alle sue scarse competenze comunicative e professionali, non ha fatto un quadro delle carenze a livello psico-pedagogico o didattico, ha semplicemente sentenziato: «Quella non ha neppure l’astuccio!»
La borsa della maestra al lavoro potrebbe anche essere sufficientemente piena con quanto elencato ma spessissimo viene ancora stipata del materiale più svariato: foglie appiattite, figure geometriche, forchette, filo, carta di tutti i generi, tappi, rotelle, bottoni, foto, riviste…perché con tutto si impara, e alla “vera maestra” non sembra di lavorare davvero se non si porta addosso lo scibile umano.
Borsetta per poco
Così finalmente, quando arriva l’estate, è un vero sollievo poter andare a spasso con una mini borsetta e sentirsi una donna come tutte le altre. Ma la pausa è finita, settembre è arrivato e le nostre sacche sono in attesa di essere riempite come ogni volta, come ogni giorno. Buon anno scolastico.




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