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Ricordando Italo Calvino: attività su “Marcovaldo”. 2a parte

Continua il nostro ricordo di Italo Calvino con altre quattro attività su Marcovaldo adatte a bambine e bambini della scuola primaria.

Calvino, attività su “Marcovaldo”

Nel precedente articolo abbiamo proposto alcune attività per avvicinare le bambine e i bambini al mondo di Italo Calvino attraverso il racconto Funghi in città, tratto dal libro Marcovaldo ovvero le stagioni in città. Dopo un primo percorso di scoperta e comprensione del testo, in questa seconda parte ci concentriamo su ulteriori quattro attività che favoriscono la rielaborazione creativa e la riflessione personale. L’obiettivo è stimolare l’immaginazione e la sensibilità delle alunne e degli alunni, invitandoli non solo a rivivere le avventure del protagonista, ma anche a confrontarle con i propri desideri e con l’ambiente in cui vivono.

Racconto per immagini

  • Rileggiamo insieme il brano e aiutiamo le alunne e gli alunni a suddividerlo in sequenze narrative.
  • Distribuiamo poi dei cartoncini (uno per ogni sequenza, puoi utilizzare il modello sotto, scaricabile in PDF) e chiediamo di illustrare ciascun momento della storia.
  • Infine invitiamoli a ricostruire e narrare il racconto servendosi delle immagini realizzate.
  • Se desideriamo lasciare un ricordo di questo lavoro, possiamo chiedere alle bambine e ai bambini di
    1. raccogliere i cartoncini seguendo l’ordine delle sequenze; 
    2. realizzare su un altro cartoncino una copertina del racconto; 
    3. rilegare con uno spago o una fettuccia, dopo aver pratico due fori sul lato sinistro.

Ecco fatto un piccolo libro per immagini di “Funghi in città”! Sarà un bel ricordo di questa giornata dedicata a Italo Calvino. 

Un finale alternativo

Cosa sarebbe successo se i funghi fossero stati commestibili? E se, invece, ce ne fossero stati davvero pochissimi?

Attraverso domande di questo tipo stimoliamo la fantasia delle bambine e dei bambini, invitandoli a immaginare nuovi percorsi narrativi e a scrivere un finale diverso

Al termine, sarà divertente leggere tutti insieme le diverse versioni della storia.

Il desiderio di Marcovaldo

Invitiamo le alunne e gli alunni a riflettere sui bisogni e sui sogni del protagonista.

Che cosa sperava, Marcovaldo, di trovare nei funghi? Forse cibo buono e gratuito, un’occasione di risparmio, un momento di gioia da condividere con la famiglia, il segno della vita naturale anche in città?

Qual era, in fondo, il suo vero bisogno: nutrirsi, sentirsi più felice, regalare ai suoi cari qualcosa di speciale?

A partire da queste domande, stimoliamo le bambine e i bambini a raccontare quali desideri muovono le azioni di Marcovaldo. Per rendere l’attività più creativa, possiamo suggerire di:

  • scrivere una frase o un breve pensiero in cui immaginano “il desiderio di Marcovaldo”;
  • rappresentare con un disegno il sogno del protagonista;
  • inventare un “dialogo dei desideri” in cui Marcovaldo racconta a qualcuno cosa sperava di ottenere.

Infine invitiamoli a confrontare i bisogni e i desideri di Marcovaldo con i propri.

La natura nella mia città: riflessioni e proposte 

Nel racconto, Marcovaldo riesce a scorgere la nascita inaspettata di alcuni funghi tra cemento e traffico. Come abbiamo già detto, la sua meraviglia rivela una sensibilità particolare, lui è capace di cogliere la natura in un posto dove sembra ormai scomparsa. 

Questa scena può fungere da stimolo per invitare le alunne e gli alunni a riflettere su un tema sempre attuale: la natura che manca nelle città. Invitiamoli a osservare con attenzione i segni della natura che ancora resistono nella loro città e a riflettere su ciò che manca. Infatti negli spazi cittadini, dominati da palazzi, strade, automobili e fabbriche, gli elementi naturali appaiono ridotti e solo marginali: alcuni alberi lungo i viali, giardini pubblici sempre più limitati, animali che si adattano al contesto. 

a. Dopo la lettura del racconto, avviamo un confronto sul tema utilizzando domande-stimolo.

Ecco alcuni esempi.

  • Perché Marcovaldo si accorge subito della presenza dei funghi?
  • Che cosa significa che aveva “un occhio poco adatto alla città”?
  • Quali spazi verdi o naturali mancano nella città descritta da Calvino?
  • Secondo te, quali elementi della natura mancano anche nella tua città?
  • Di quali elementi naturali ti piacerebbe godere di più nella tua città? 

b. In seguito predisponiamo un grande cartellone da appendere in classe dal titolo “La natura nella mia città”.  

Dividiamo lo spazio in due colonne, in una scriviamo Natura presente, nell’altra Natura assente o ridotta. Invitiamo ogni alunna e alunno a intervenire per inserire le proprie osservazioni nella sezione dedicata. Ecco un esempio. 

Esempio cartellone La natura nella mia città

Sollecitiamoli poi a esprimere le proprie sensazioni e idee partendo da domande-stimolo. Eccone alcune come esempio.

  • Quale elemento naturale ti manca di più nella vita di tutti i giorni nella tua città?
  • Secondo te come sarebbe la città ideale, se fosse più vicina alla natura?
  • Prova a immaginare la tua città capace di ospitare non solo edifici e auto ma anche prati, orti, corsi d’acqua, fiori, animali. Sarebbe più vivibile? 
  • Descrivi la tua città ideale.

c. Infine possiamo predisporre un cartellone intitolato “La città che vorrei”, in cui le bambine e i bambini incollano i disegni o le loro descrizioni della città ideale.

Per questa ricorrenza consigliamo anche l’articolo del 2023 Una giornata con Italo Calvino per il suo centenario in cui potrete trovare altri spunti che partono dalla lettura di “Fiabe italiane”

Conclusioni

Queste proposte, che vanno dalla narrazione per immagini fino alla riflessione sulla natura nelle città, permettono di approfondire il rapporto speciale tra Marcovaldo e il suo sguardo incantato sul mondo.

Attraverso il gioco, la scrittura e la creatività, le bambine e i bambini imparano a leggere oltre le parole e a ritrovare, come il protagonista di Calvino, tracce di meraviglia anche negli spazi quotidiani.

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