I nostri appuntamenti mensili con la rubrica “Una storia al mese” proseguono con la lettura di una novella, in versione semplificata, di uno dei più celebri narratori della letteratura italiana: Giovanni Boccaccio. Con una storia vivace e divertente, Boccaccio ci fa sorridere e, allo stesso tempo, ci invita a riflettere sul valore dell’intelligenza, della verità e dell’ironia.

Quest’anno ricorre l’anniversario della morte di Giovanni Boccaccio, uno dei più grandi autori della nostra tradizione letteraria. Le sue celebri novelle, raccolte nel Decameron, offrono un ritratto vivace e realistico della società del Trecento e, al tempo stesso, continuano a sorprenderci per la loro capacità di far riflettere sui comportamenti umani.
Non tutte le novelle di Boccaccio sono adatte alla scuola primaria, ma quella di Chichibìo e la gru può essere proposta in una classe quarta o quinta. Semplice e divertente, contiene un messaggio chiaro: la valenza dell’intelligenza e dell’ironia per affrontare le situazioni difficili.
In questo articolo proponiamo la lettura di una versione semplificata della novella, una storia che unisce comicità e ingegno e che permette alle alunne e agli alunni di scoprire come anche i racconti scritti più di seicentocinquant’anni fa, possano risultare ancora oggi simpatici, spassosi, più che mai attuali.
Laboratorio di lettura: la novella Chichibìo e la gru di Giovanni Boccaccio
Chichibìo e la gru è una delle novelle più note del Decameron di Giovanni Boccaccio. Il protagonista è Chichibìo, un cuoco di origine veneziana al servizio del nobile fiorentino Currado Gianfigliazzi.
Un giorno, mentre Chichibìo sta cucinando una gru per la cena del suo padrone, la giovane Brunetta, di cui è innamorato, gli chiede con insistenza una coscia dell’animale. Per compiacerla, Chichibìo gliela regala. Quando Currado si accorge che alla gru manca una coscia e chiede spiegazioni, il cuoco, per non confessare la verità, inventa una scusa sostenendo che le gru hanno solo una gamba. Il padrone lo avverte: se la sua affermazione non sarà vera, lui verrà punito severamente.
Il giorno seguente, per dimostrargli l’errore, Currado porta Chichibìo a vedere alcune gru vive: gli uccelli, mentre dormono, stanno effettivamente su una zampa sola, ma quando il nobile le spaventa, tutte mostrano anche l’altra.
A quel punto Chichibìo risponde con prontezza che anche la gru della sera prima avrebbe fatto lo stesso, se Currado avesse gridato. La sua risposta è così pronta, arguta e spiritosa che il padrone non può fare a meno di ridere e lo perdona.
Prima della lettura
- Recuperiamo sul web un’immagine di Giovanni Boccaccio e mostriamola sulla digital board. Le alunne e gli alunni noteranno subito che è vestito in un modo diverso. Spieghiamo, allora, che si tratta di uno scrittore italiano vissuto in un’epoca molto lontana, nel 1300. La sua opera più famosa si chiama Decameron. Nell’opera si racconta la vicenda di dieci giovani che, per sfuggire alla peste, scappano da Firenze e si ritirano in una villa di campagna. Qui trascorrono il tempo narrando ciascuno una novella al giorno per dieci giornate. In totale raccontano cento novelle.
- Leggiamo il titolo della novella: Chichibìo e la gru. Spieghiamo che noi leggeremo una versione semplificata della novella per renderne più facile la comprensione (vedi scheda sotto).
- Quindi, dopo averla recuperata sul web, mostriamo sulla digital board l’immagine di una gru.

- Chiediamo alle alunne e agli alunni se non hanno mai visto questo animale e se conoscono alcune sue abitudini. Lasciamo che raccontino e si confrontino; infine, se non dovesse emergere, forniamo un’informazione utile per capire la storia: le gru, quando dormono, restano su una gamba sola.
Animazione della lettura
- Invitiamo tutti a fare silenzio per prepararsi all’ascolto e iniziamo la lettura ad alta voce della versione semplificata della novella fornita, modulando voce e tono per dare vita alla storia e ai personaggi.
- Al termine, lasciamo che bambine e bambini esprimano liberamente le loro impressioni. Sarà l’occasione per scoprire che la novella mostra che, a volte, una risposta pronta e arguta può risolvere una situazione difficile come quella in cui si era trovato Chichibìo.
Altre attività
Accanto al laboratorio di lettura, vi proponiamo alcune semplici attività tra cui scegliere. Potrete individuare quella che meglio si adatta alle esigenze e al livello della classe, al tempo a disposizione e agli obiettivi che desiderate raggiungere.
1. Che cosa ci lascia la novella di Chichibìo?
Dopo la lettura possiamo stimolare le bambine e i bambini a riflettere sul comportamento del protagonista della novella e a raccontare, analizzare, spiegare eventuali comportamenti simili.
Possiamo aprire il dibattito partendo da alcune domande. Ne lasciamo qualcuna a titolo di esempio.
- Quali qualità e difetti ha Chichibio?
- Quali delle sue qualità sono state utili per essere perdonato?
- Condividete il comportamento di Chichibìo? Ha fatto bene Chichibìo a dire la bugia o no? Perché?
- Se voi foste stati al posto di Chichibìo come vi sareste comportati alla richiesta di spiegazione da parte di Currado? Avreste detto una bugia o la verità? Perché?
- Vi è mai capitato di dire una piccola bugia per cercare di evitare un rimprovero? Come è andata a finire? Siete riusciti a farvi perdonare come Chichibìo? In che modo?
Terminato questo momento di condivisione possiamo proporre alle alunne e agli alunni di rispondere individualmente e per iscritto ad alcune delle domande suggerite. Questa attività permetterà a ciascuno di raccogliere e rielaborare le proprie idee, trasformando la riflessione collettiva in un momento di pensiero personale e consapevole.
2. Gioco a squadre: Indovina chi, che cosa, perché
La lettura del brano si presta molto bene anche a un’attività di comprensione orale. Per renderla più coinvolgente, si può proporla sotto forma di gioco a squadre, trasformando l’ascolto in un momento divertente e partecipativo.
- Dopo la lettura della novella, dividiamo la classe in squadre formate da 4/5 elementi e scegliamo un caposquadra che, dopo aver consultato gli altri compagni, avrà il compito di scrivere le risposte.
- Predisponiamo una serie di domande da somministrare (v. scheda sotto).
- Leggiamo una domanda alla volta e lasciamo il tempo necessario per scrivere la risposta su una scheda predisposta per ogni squadra (vedi scheda sotto).
- Al termine del gioco, leggiamo le risposte una alla volta e assegniamo, per ogni quesito corretto, il punteggio previsto dalla tabella. È utile svolgere la correzione in modo collettivo per permettere alle alunne e agli alunni di riflettere sugli errori o sulle risposte differenti e per favorire una revisione del proprio lavoro consapevole. Se necessario, si può anche procedere a una rilettura del brano per chiarire eventuali dubbi.
- Vince la squadra che avrà ottenuto il miglior punteggio.
3. Laboratorio creativo: Chichibìo in fumetto
- Rileggiamo insieme la novella e aiutiamo le alunne e gli alunni a suddividere la storia in scene e battute di dialogo.
- Prima di iniziare a disegnare invitiamoli a fare uno schema per progettare meglio il lavoro.
- Distribuiamo poi dei cartoncini (formato: ¼ di foglio A4), uno per ogni vignetta.
Invitiamo tutti a:
- definire le caratteristiche dei personaggi;
- disegnare in ogni vignetta lo sfondo e i personaggi;
- inserire i baloon per i dialoghi e i pensieri, le didascalie, i cartigli necessari.
Infine, chiediamo alle bambine e ai bambini di
- colorare;
- raccogliere i cartoncini seguendo l’ordine;
- incollarli in sequenza su una lunga striscia di carta da pacco;
- scrivere il titolo.
Ecco fatto. Il nostro Chichibìo in fumetto è pronto!




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