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Oggi lezione all’aperto

La didattica all’aperto, così amata da bambine e bambini per la sua connotazione ludica, riesce a trasformare l’ambiente esterno in uno spazio educativo coinvolgente e inclusivo. In questo articolo il racconto di un’esperienza diretta, fatta di attività che favoriscono collaborazione, arricchimento lessicale e rispetto per l’ambiente.

Oggi lezione all’aperto

Ci sono giorni in cui nessuno di noi vorrebbe tornare in classe: il sole ancora tiepido, il fruscio delle foglie, il cortile della scuola che si svuota a mano a mano che le altre classi tornano nelle loro aule. E mentre si cerca una scusa per restare fuori ancora un po’, rimbalza alla mente un corso seguito qualche tempo fa sulla didattica outdoor.

Ed ecco che, notando la nostra espressione beata, un bambino si avvicina e chiede: «Maestre, possiamo stare fuori ancora un po’?». A questo punto la risposta non può che essere: «Va bene, vorrà dire che faremo lezione qui!».

La didattica outdoor

Secondo il sito web di Indire, con il termine didattica outdoour si intende “una grande varietà di esperienze pedagogiche caratterizzate da didattica attiva che si svolge in ambienti esterni alla scuola e che è impostata sulle caratteristiche del territorio e del contesto sociale e culturale in cui la scuola è collocata”.

In maniera un po’ artigianale e dando libero sfogo alla nostra creatività, abbiamo proposto alla classe due attività: una individuale e una da svolgere in piccolo gruppo.

Preparazione

Per evitare continue interruzioni, con richieste varie per andare al bagno o per bere, abbiamo convenuto con bambine e bambini che fosse opportuno un rapido passaggio all’interno. Espletate le pratiche dei servizi e della borraccia, siamo poi finalmente scesi in gruppo, muniti di zaino (con i ringraziamenti di chi ha potuto così anticipare la pulizia della nostra aula).

Ci siamo procurate un po’ di fogli bianchi, una scatola di pennarelli, un timbro pre-inchiostrato e un timer da cucina (ma va bene anche la sveglia del telefono).

La consegna

Arrivati in giardino, ci siamo seduti comodamente, in ordine sparso, dopo aver informato i bambini che lavorare all’aperto, seduti per terra, non sarebbe stato facile. Ci sono sassolini o rametti che danno fastidio, insetti curiosi che ci girano attorno, rumori improvvisi che possono sempre attirare la nostra attenzione.

Ma il nostro obiettivo era quello di continuare il lavoro senza fare troppo caso a queste cose. Noi maestre restiamo comunque, sempre, fiduciose nelle capacità di alunne e alunni. È ampiamente dimostrato dall’esperienza che anticipare i loro bisogni, sia fisiologici che cognitivi, spiegare chiaramente le regole e gli obiettivi, è importante per tutti ma soprattutto per gli alunni più fragili.

Attività 1. Le parole incatenate

Abbiamo scelto di iniziare con l’attività da svolgere in gruppo, nella speranza che l’obiettivo comune e la competizione fossero funzionali a mantenere la classe centrata sul compito. Quindi, abbiamo proceduto in questo modo.

  1. Abbiamo diviso la classe in gruppi da 3-4 alunni. Poi abbiamo distribuito un foglio ed un pennarello ad ogni squadra.
  2. Per favorire la coesione interna, abbiamo chiesto a ciascuno di identificarsi col colore del proprio pennarello e di scrivere il proprio nome sul foglio. Per esempio: VERDI: Alberto, Chiara, Davide, Silvia.
  3. Abbiamo dato loro una parola stimolo, chiedendone di scriverne altre che iniziassero con la sillaba finale della parola precedente. Come : albeRO – rotoLO – lombriCO – coperTA – tappeTI – timone.
  4. A questo punto abbiamo impostato il timer a 25 minuti e dato il via al tempo.
  5. Allo stop abbiamo fatto la conta delle parole di senso compiuto, dichiarando vincitrice la squadra che ha prodotto la lista più lunga. Il premio? Un timbro sul foglio e il diritto di scegliere la parola per iniziare una nuova sfida!

Attività 2. A caccia di parole

Questa attività può essere svolta individualmente o in piccolo gruppo. Noi abbiamo scelto la modalità individuale per invitare al silenzio e stimolare l’esplorazione autonoma del giardino. Ogni bambina e bambino ha ricevuto un foglio, scritto il suo nome in alto e poi, tutte le lettere dell’alfabeto una sotto l’altra.

Scopo del “gioco” era quello di scrivere una parola per ogni lettera, ma la parola doveva corrispondere a qualcosa che si trovava in giardino, che può essere vista, udita, toccata o odorata.

Quindi potevano essere accettate anche parole come “fruscio”, “ronzio”, “aria” ecc.

Dopo avere stabilito i tempi per portare a termine questa prima fase dell’attività, abbiamo chiesto a bambine e bambini di disporsi in coppie, di scambiarsi i pennarelli e di usare un colore diverso per completare la loro lista di parole con i suggerimenti dei compagni.

Successivamente, le coppie si sono unite in quartetti e hanno aggiunto nuove parole.

In questa seconda fase, il lavoro individuale ha lasciato il posto ad un semplice cooperative learning, in cui la condivisione favorisce l’arricchimento lessicale in modo inclusivo, escludendo quindi ogni forma possibile di competizione.

Il giorno dopo in classe

Al termine delle attività, abbiamo raccolto tutti i fogli e ci siamo messi in fila, giusto in tempo per la campanella che segnava la fine delle lezioni.

Il giorno successivo, abbiamo sentito la necessità di trasferire tutto sul quaderno, un po’ per comodità e un po’ per mantenere quel clima di “trasgressione”, riassegnando i posti a sedere per permettere ai membri di ogni gruppo di stare vicini.

Titolo: La nostra catena delle parole

Gruppo: … (segue il colore e i nomi dei membri del gruppo)

A questo punto ciascuno ritorna al proprio posto e riceve il foglio che aveva compilato individualmente, da copiare sul quaderno

Titolo: Un alfabeto al parco

(seguono le lettere una sotto all’altra, di vari colori e accanto ad esse una o più parole per ogni lettera)

A api, alberi, acacia

B bambini, bruco

C case, calabrone…

Conclusione

La didattica outdoor è sempre molto gradita a bambine e bambini, e anche a maestre e maestri. Queste semplici attività di carattere ludico richiedono poca preparazione, sono coinvolgenti, interdisciplinari e inclusive.

Stimolano lo sviluppo di molte importanti soft-skill: lo spirito di osservazione, la curiosità, l’attenzione continua, la condivisione delle informazioni, l’arricchimento lessicale, la collaborazione e la gestione dell’ansia da competizione.

Infine, ma non per importanza, rappresentano uno strumento efficace di educazione al rispetto per l’ambiente e per tutte le piccole creature che popolano i nostri parchi.

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