Ci accade spesso di dover rimodulare in corsa le attività programmate. Talvolta perché gli assenti sono troppi, talvolta perché decidiamo di approfittare delle suggestioni che arrivano dalla classe. E così, alcuni giorni fa, in una classe seconda, abbiamo proposto un esercizio di lettura per consolidare comprensione e lessico.

Questa attività per imparare parole nuove con “I musicanti di Brema” nasce dalla considerazione che fare esercizio di lettura non è mai tempo perso, in classe seconda in modo particolare. C’è bisogno di migliorare fluidità e precisione, affinare il lessico, consolidare la comprensione avviando alle inferenze. Abbiamo quindi deciso di scegliere la lettura del testo finale della classica fiaba dei fratelli Grimm.
Precisione, fluidità, anticipazione e intonazione
Diamo un po’ di tempo a bambine e bambini per lavorare in autonomia: suggeriamo di leggere il titolo della fiaba e di osservare le immagini per avere un’idea del contenuto stimolando l’anticipazione; chiediamo poi di leggere tutto il testo alcune volte per migliorare la precisione e di completare in autonomia gli esercizi di comprensione e lessico proposti dal testo per la comprensione.
Trascorso un quarto d’ora, chiediamo di leggere a voce alta e, prendendo spunto dalla presenza di molti dialoghi, proponiamo una “lettura a copione”. Assegniamo le parti e chiediamo a ciascuno di sottolineare la parte di dialogo.
Questo esercizio stimola la disciplina e garantisce una discreta fluidità di lettura a voce alta. Inoltre, l’interpretazione induce ad utilizzare la giusta intonazione, il cambio di voce rende l’ascolto più piacevole e meno noiosa la ripetizione.
Chi é? Com’è? Che cosa fa?
Iniziamo ad analizzare le frasi, ponendoci queste domande: «Chi è? Com’è? Che cosa fa?» per individuare rapidamente soggetto e predicato. Utilizziamo le stesse domande per accedere al magazzino lessicale e ripassare gli aggettivi.
Dividiamo quindi la pagina in tre colonne (i quaderni a righe di classe seconda sono perfetti) e in alto mettiamo le tre domande del titolo.
Scriviamo poi, uno sotto l’altro, i nomi degli animali citati nel testo e aggiungiamone altri, opportunamente selezionati.
Per completare la seconda colonna invitiamo bambini e bambine a trovare un aggettivo adeguato all’animale indicato: raccogliamo le idee e poniamo come regola che sono vietati i colori e che ogni aggettivo può essere usato solo una volta.
Terminato questo lavoro, passiamo a completare la terza colonna del “Che cosa fa”: riguarderà il verso di quell’animale.
Questa parte è più specificamente di arricchimento lessicale, dato che i nomi dei versi non sono così comuni, anche se alcuni alunni riescono talvolta a stupirci per le loro competenze in materia.
Scrivi una frase aggiungendo “dove”
Per dare qualche possibilità a queste parole “nuove” di fissarsi nella memoria, chiediamo a bambine e bambini di unirle per comporre una frase, arricchendola con l’indicazione del luogo – “Dove” – in cui vive quell’animale. Anche in questo caso, i “dove” non si possono ripetere.
Questi vincoli costringono i bambini ad uscire dalla loro zona di comfort per andare a recuperare vocaboli conosciuti ma usati raramente; lavorare a coppie, inoltre, consente ai bambini fragili e agli stranieri di sperimentare il successo e arricchire il lessico.
Le caratteristiche di un animale
Quest’ultima attività è proposta come riempitivo. Anche questa volta non si può ripetere due volte la stessa caratteristica. Se è facile dire «L’elefante ha la proboscide», non è altrettanto facile trovare qualcosa che caratterizzi il grillo. Ma, come già sperimentato in passato, alunne e alunni si aiuteranno tra loro per portare a termine il compito.
La nostra esperienza
Le attività che abbiamo presentato sono state svolte in classe e hanno stimolato bambine e bambini a mettere in campo tantissime abilità e competenze.
Per arrivare a scrivere frasi del tipo: «La pecora è innocua, bela e vive nell’ovile», «La pecora ha il pelo lanoso», alunne e alunni hanno usato in autonomia e-è, h del verbo avere, una parola “capricciosa”, l’uso della punteggiatura e della maiuscola, le doppie, l’apostrofo.
Alcuni hanno proposto buffi neologismi, ma hanno dovuto accettare un nostro “rifiuto”. Per gli alunni di origine straniera è un’occasione in più per consolidare i nomi degli animali e il lessico collegato ad alcune azioni e aggettivi.
Alunne e alunni sono stati stimolati a pensare, ascoltare, ricordare, aiutare; a leggere e scrivere parole a volte difficili; a controllare la digital board; ad auto-correggersi; a rispettare il turno di parola.
In conclusione, per tutti è stata una bellissima esperienza: di collaborazione, di dialogo e confronto con l’insegnante e soprattutto con i compagni.




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