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Un’attività in classe per piccoli gruppi con “Il camaleonte”

Lavorare nella scuola a tempo pieno consente ancora di godere di qualche ora di compresenza. Un’opportunità unica per svolgere laboratori interdisciplinari organizzando la classe in piccoli gruppi.

Un’attività in classe per piccoli gruppi con “Il camaleonte”

I gruppi del lunedì

Gestire attività in modalità “piccoli gruppi” è una grande risorsa. Richiede però spazi adeguati, una progettazione precisa e un po’ di collaborazione tra colleghi. Noi, solitamente, svolgiamo questa attività il lunedì, consapevoli che stabilire una routine abitua ad acquisire e consolidare una modalità di lavoro

Il setting resta molto importante: per esempio, uno spazio diverso dall’aula consente di attivare immediatamente negli alunni una diversa modalità di lavoro. Purtroppo ciò non è sempre possibile, ma nel nostro caso abbiamo opzionato un’aula-laboratorio solitamente usata per il recupero.

Gruppi omogenei ed eterogenei

All’interno dei piccoli gruppi si dedica più tempo a parlare che ad ascoltare, imparando ad argomentare le proprie convinzioni. Ci si supporta e si collabora, trovando strategie comuni.

I piccoli gruppi, solitamente composti da 4 o 5 tra alunne e alunni, sono opportunamente creati da noi, e possono essere eterogenei oppure omogenei. La scelta dipende dal tipo di attività, ma anche dalla volontà di permettere a tutti di lavorare in una situazione di equità.

Nei gruppi eterogenei c’è ovviamente chi svolge la leadership per competenza, mentre nei gruppi omogenei è più facile che si instauri una leadership condivisa, dove ciascuno si sente valorizzato e dove il confronto è stimolante anche per chi, solitamente, ne sa più degli altri.

Un colore tutto mio (di Leo Lionni)

Recentemente, per svolgere una delle attività organizzate in piccoli gruppi, abbiamo preso in considerazione il simpatico libro di Leo Lionni, ricordando di averne letto un estratto in La GuidAgenda classe 1ª di Gaia edizioni.

Abbiamo arricchito il materiale esistente con altro di nostra produzione, personalizzandolo con un piccolo camaleonte qui e là.

Si tratta di un racconto dalla trama molto semplice, che consente di affrontare varie tematiche legate all’educazione emotiva e interpersonale. Ne abbiamo identificate alcune e ve le esponiamo qui.

  1. Il falso problema. Il protagonista soffre per il fatto di non avere un suo colore identificativo; si sente diverso e vorrebbe essere come gli altri. Ma agli altri animali davvero importa del suo colore? 
  2. Cause ed effetti. Il racconto si sviluppa con una successione di eventi concatenati tra loro attraverso questa semplice relazione che diventa chiave di lettura.
  3. Il vero amico. Alla fine del racconto, il protagonista incontra un essere simile a lui e impara ad apprezzare il suo corpo; in altri termini, non risolve il problema ma vede la sua situazione con occhi diversi dopo avere ascoltato il consiglio di un amico. Ci chiediamo allora: “Come deve essere un vero amico?”
  4. Mi piaccio così come sono. Come passaggio finale, focalizziamo la nostra attenzione su quello che siamo e su ciò che ciascuno di noi ama di sé.

I tavoli e le attività

Questo tipo di attività può impegnare la classe per circa 90 minuti, durante i quali bambine e bambini svolgono in autonomia alcune schede da noi predisposte, secondo un ordine stabilito in precedenza.

Ecco i vari momenti e passaggi che abbiamo seguito in questo laboratorio :

  • lettura individuale e compilazione collettiva di uno schema: abbiamo chiesto a bambine e bambini di indicare protagonista, luogo, problema del protagonista e soluzione;
  • analisi di una scheda con un paio di problemi aritmetici che avevano come protagonisti dei camaleonti;
  • risoluzione di un cruciverba basato sui colori che assume di volta in volta il camaleonte, una via di mezzo tra inferenze e indovinelli;
  • compilazione di una scheda con operazioni un po’ diverse dal solito;
  • compilazione di una scheda di percezione visiva (“trova gli oggetti nascosti”).

Tornati in classe

Dopo aver riordinato e incollato sul quaderno le attività svolte in gruppo, possiamo riprendere l’argomento per approfondire temi strettamente legati all’educazione affettiva oppure per svolgere attività più individuali, legate a Geografia, Scienze, Storia, Arte e Inglese.

Noi abbiamo anche ripreso i concetti di causa-effetto preparando una scheda che presentava frasi da ricomporre e da riformulare sostituendo la parola “perché” con “perciò”. Avevamo già trattato questo argomento in Storia ma volevamo verificare che la competenza fosse stata acquisita.

E per le altre discipline?

In Geografia si è affrontato il legame tra ambiente, flora e fauna, con particolare riferimento a questo inusuale rettile che è il camaleonte.

In Scienze è stato affrontato il tema del mimetismo, ma anche il ciclo della vita di questa classe di animali.

Per Inglese abbiamo invece cercato in rete lo storytelling della versione inglese del libro; successivamente abbiamo completato insieme una scheda da incollare sul quaderno, in cui chiedevamo di ricordare e numerare l’ordine di apparizione degli animali citati. 

Per Arte e immagine abbiamo trovato un camaleonte in versione mandala da colorare con i pennarelli: una semplice attività per riempire i “tempi morti” tra un’attività e l’altra.

Conclusioni

Scegliendo attività non troppo complesse, bambine e bambini riescono a sperimentare con successo una modalità di fare scuola attiva e partecipata, senza bisogno di disporre di strumentazioni o spazi particolarmente sofisticati.

La routine è rassicurante per alunne e alunni e a noi docenti consente di non dover sempre ridefinire le regole; inoltre, per quanto riguarda la nostra esperienza, possiamo dire che anche i più piccoli diventano rapidamente più autonomi e più responsabili.

Infine, la modalità interdisciplinare rende evidente come le differenti materie di insegnamento si completino e si interfaccino. Inoltre fornisce agli allievi l’esperienza concreta di condivisione e utilizzo di quanto appreso in altri contesti e con altri insegnanti.

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