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Correggere i compiti formato immagine

Nella didattica a distanza molti compiti vengono restituiti come immagine su Whatsapp, fotografando il quaderno, o anche fotografando il monitor del computer, senza pensare che si potrebbe allegare il file del compito a un’e-mail, ad esempio”.

Maestra corregge compito al computer

Come ci riferisce una docente di scuola primaria, la correzione dei compiti assegnati durante la pratica della didattica a distanza è una problematica emersa con evidenza solamente qualche mese fa.
Anche in queste settimane, nonostante molti istituti scolastici abbiano adottato piattaforme digitali quali Google Classroom, che facilitano l’erogazione e la restituzione dei compiti, molti insegnanti si ritrovano a dover correggere compiti consegnati in formato immagine (screenshot, fotografie ecc.).

Vediamo quindi alcune soluzioni per correggere i compiti che arrivano in formato JPG oppure PNG.

Gli strumenti a disposizione

Se vuoi correggere un’immagine, hai diversi alternative a disposizione. La prima potrebbe essere quella di intervenire direttamente sull’immagine. Diciamo subito che utilizzare software di fotoritocco come Photoshop o The Gimp (open source) solitamente non rappresenta una buona scelta, a meno che non si possieda una tavoletta grafica (o si lavori con un dispositivo touch abbastanza preciso).

In molte situazioni può risultare più semplice usare Jamboard, uno strumento disponibile in G Suite, che rappresenta una lavagna virtuale collaborativa basato sul cloud di Google.

Dopo aver effettuato l’accesso in G Suite, puoi facilmente accedere a Jamboard partendo dal “mosaico” in a destra (Figura 1).

Figura 1

Dal menu di sinistra puoi caricare l’immagine del compito e poi usare gli strumenti di Jamboard (come la penna, l’evidenziatore e le note adesive) per apportare con facilità le correzioni al compito (Figura 2).

Figura 2

Una volta corretto con Jamboard, il compito può essere mostrato all’alunno in due modi:

  • puoi scaricarlo come PDF o come immagine grafica
  • puoi condividerlo con l’alunno (Figura 3), facendo attenzione a non conferirgli ruoli di editor.
Figura 3

Perché non usare gli altri software online

Esistono numerosi software che consentono di annotare online file in formato immagine o documenti in formato PDF, ma spesso non sono consigliabili per l’uso scolastico. I compiti degli alunni possono, infatti, contenere dati personali, il cui trattamento deve sottostare a tutta una serie di regole.

Se la scuola ha adattato G Suite, invece, l’uso di Jamboard è già stato “validato” e non dovrebbe quindi porre problemi. In caso di dubbi è comunque consigliabile rivolgersi al Responsabile della Privacy (RDP) della scuola.

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