Il nostro percorso sullo sviluppo delle competenze emotive continua. In questo video, Antonella Meiani ci invita ad analizzare le emozioni legate alla quotidianità scolastica, come curiosità, sorpresa, noia, ansia, distrazione e rabbia. Le cause possono essere molte e di ambiti diversi. Come accompagnare bambine e bambini verso la consapevolezza e la gestione di queste emozioni?

Bentornate e bentornati!
È un piacere riprendere con voi il nostro percorso sullo sviluppo delle competenze emotive.
Nei nostri precedenti incontri abbiamo parlato di come accompagnare il nostro gruppo classe a dare un nome alle emozioni, a scoprire a che cosa servono e a capire che le emozioni sono una reazione molto personale.
Oggi rifletteremo sulle emozioni legate alla quotidianità scolastica.
Ogni giorno noi insegnanti possiamo percepire, nelle bambine e nei bambini, segnali più o meno espliciti di curiosità, sorpresa, noia, ansia, distrazione, rabbia…
All’origine di queste emozioni ci possono essere l’interesse o il disinteresse per un argomento, la stanchezza, i problemi personali che ognuno porta da casa, le relazioni più o meno facili con i pari o con gli adulti della classe, il personale rapporto con l’errore, con il successo e l’insuccesso…
Per i bambini e le bambine è ancora difficile riconoscere questi rapporti di causa effetto ma possiamo ancora una volta accompagnarli verso la consapevolezza, l’accoglienza e la regolazione delle proprie emozioni.
Distinguere le emozioni
Disponiamo su un grande cartellone le frasi e le espressioni che sintetizzano le più comuni situazioni scolastiche.
Mettiamo a disposizione dei foglietti adesivi e gli elenchi delle emozioni primarie e secondarie che abbiamo utilizzato negli incontri precedenti.
Bambine e bambini attaccano sotto ogni situazione il nome dell’emozione che hanno sperimentato o che pensano si possa provare in quella situazione.
Al termine leggiamo i foglietti per cercare similitudini e differenze, per distinguere emozioni amiche ed emozioni difficili. Ora bambine e bambini dovrebbero essere in grado di verbalizzare che nella stessa situazione ognuno di noi ha una reazione personale: i complimenti ricevuti davanti alla classe, per esempio, possono generare felicità o profondo imbarazzo… così come la previsione di una gita può suscitare curiosità o preoccupazione.
Emozioni difficili
Focalizziamo poi l’attenzione sulle emozioni difficili, quelle che ci mettono a disagio.
Chiediamo alle bambine e ai bambini se riescono a ricostruire le frasi che si formano nella loro mente quando affrontano, per esempio, un compito con tanti errori. Perché il gruppo comprenda una richiesta così particolare, cominciamo fornendo esempi che riguardano il nostro personale vissuto:
Sapete, io quando sbaglio, spesso mi dico che “sono un disastro…”, a volte però mi dico “pazienza” e altre volte penso “ora riprovo: ci devo riuscire a tutti i costi!”.
Registriamo le frasi sulla lavagna digitale, in modo da poterle poi stampare come traccia dell’attività; se notate difficoltà nella condivisione, vi lascio in allegato questa scheda con alcune frasi esempio.
Suddividiamo le frasi raccolte in pensieri positivi che aiutano a superare il disagio dell’emozione difficile e i pensieri negativi che ci impediscono di superarlo, quindi ascoltiamo le esperienze personali: quasi sempre per bambine e bambini è una sorpresa soffermarsi su quelli che genericamente definiamo “pensieri” e scoprire che nella nostra mente si svolge un vero e proprio dialogo interiore.
Proponiamo di scegliere una o più frasi positive, quelle che aiutano, di copiarle e illustrarle sul Recanto delle emozioni (Ricordate? È il piccolo libro che ognuno ha costruito durante l’ultimo incontro). Potremo quindi abbinare ogni frase a colori, forme, fotografie… Come ricorderete, ogni nostro incontro si conclude con un suggerimento pratico, è la nostra routine…
Emozioni del gruppo
Quella di oggi parte da alcune domande per il gruppo; chiediamo: Come si sta in classe quando tutte e tutti arrivano allegri? E se un giorno la maggior parte delle bambine e dei bambini entra in aula stanca o triste, magari dopo un litigio o un rimprovero? Secondo voi, c’è un modo per scoprire come sta il nostro gruppo classe?
Ascoltiamo le risposte, poi annunciamo che costruiremo insieme uno strumento che ci aiuterà a capire “come sta il gruppo”. Tutti insieme prepariamo un pannello da appendere alla parete o alla porta (possiamo dargli una forma a piacere) su cui disponiamo dei bolli di velcro come questi, in numero uguale ai bambini e ai docenti della classe (anche i nostri colleghi contribuiscono al clima!).
In un cestino mettiamo un numero doppio di cartellini con il velcro sul retro: metà di un colore scuro metà dello stesso colore ma molto chiaro (vedi esempio nel video).
Costruiamo emozioni positive
Ogni giorno, all’arrivo, ogni bambino e ogni insegnante attacca al pannello un cartellino che rappresenta come si sente, il suo umore: il colore scuro rappresenta le emozioni difficili, il colore chiaro quelle che ci fanno sentire bene.
Come possiamo tenere conto del clima giornaliero che prende forma sul pannello? Condividiamo le nostre intenzioni con la classe: partiremo con brio nell’attività del giorno quando stiamo quasi tutti bene, cercando di trascinare e incoraggiare chi ha bisogno di carica. Oppure, quando il clima si presenta “scuro”, inizieremo la giornata con la lettura di un albo illustrato o con una breve attività di disegno per recuperare calma e serenità e poi passare all’attività prevista, che risulterà sicuramente più efficace dopo aver accordato gli strumenti della nostra orchestra!
Nel prossimo incontro parleremo di un’emozione impegnativa molto frequente, la rabbia, e degli strumenti che possono facilitare il ritorno della calma.
Vi auguro di cuore un ottimo anno scolastico!




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