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STEM e storytelling con Scratch

È possibile usare Scratch per “narrare” le STEM? Addirittura per realizzare video in stop motion interrativi? Scopriamolo insieme in questo articolo.

STEM e storytelling con Scratch

STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è un approccio educativo che mira a sviluppare competenze analitiche e pratiche, incoraggiando la creatività e il problem-solving. Quando combiniamo le STEM con lo storytelling, creiamo un potente mix che stimola l’immaginazione e consente un vero apprendimento creativo.

Scratch, la piattaforma di programmazione visuale a blocchi sviluppata dal MIT (Massachusetts Institute of Technology), è uno strumento ideale per questo tipo di attività.

Ipotizziamo, però, di voler raccontare in maniera multimediale un fenomeno naturale o un esperimento scientifico del quale abbiamo raccolto numerose fotografie. In questo caso Scratch non è la prima opzione che viene in mente. Ci viene più facile pensare a un editor per il montaggio video, ad esempio.

Questo, soprattutto, se vogliamo realizzare qualcosa usando la tecnica dello stop-motion.

Come noto, la tecnica dello stop-motion è una forma di animazione che consiste nel creare un video unendo una sequenza di immagini scattate in successione, dove ogni immagine rappresenta un piccolo spostamento degli oggetti o dei personaggi animati.

Quando le immagini vengono riprodotte in sequenza a una certa frequenza (per esempio, ad almeno 5-6 fotogrammi al secondo), gli oggetti sembrano muoversi da soli.

Nell’esempio di Figura 1 abbiamo le foto di 2 pile che entrano in un portapile, mentre i cavetti si agganciano da soli al motorino.

Figura 1

Messe in sequenza con un software di video editing, il risultato ottenuto è l’animazione mostrata in Figura 2.

Figura 2

Diamo vita alle STEM con Scratch

Con Scratch possiamo ottenere lo stesso effetto… e non solo! Innanzitutto disegniamo un nuovo sprite (Figura 3).

Figura 3

Importiamo un costume (menu a sinistra, Figura 4), caricando una alla volta o tutte insieme le fotografie, che abbiamo opportunamente rinominato con una numerazione crescente (Figura 5).

Figura 4
Figura 5

Eliminiamo il costume bianco che viene creato in automatico quando si genera un nuovo sprite (Figura 6), altrimenti otterremo un fotogramma vuoto nel filmato.

Figura 6

Verifichiamo che le immagini siano state importate nella giusta sequenza e rinominiamo lo sprite, ad esempio in “Filmato” (Figura 7).

Figura 7

Cominciamo ad animare lo sprite con lo script di Figura 8. Il codice è semplice. Lo sprite viene portato al centro dello schermo e “vestito” con il primo costume (il primo fotogramma). Poi, ogni 0,2 secondi viene mostrato il fotogramma successivo.

Figura 8

E il gatto? Possiamo usarlo come “narratore”! Nell’esempio di Figura 9 lo mettiamo in primo piano (in maniera che si veda sopra il filmato), lo posizioniamo in basso a sinistra e gli facciamo dire qualcosa. Ovviamente si tratta solo di un piccolo esempio. Le possibilità sono infinite.

Figura 9

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