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Algoritmi e diagrammi di flusso

Cos’è un algoritmo? E un diagramma di flusso? In questo articolo cominciamo ad esplorare l’Informatica alla scuola primaria, così come viene descritta nelle Nuove Indicazioni Nazionali 2025.

Algoritmi e diagrammi di flusso

Perché parlare di algoritmi e diagrammi di flusso alla scuola primaria? Come visto in un precedente articolo, le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 sottolineano l’importanza dell’Informatica già nella scuola primaria. Le alunne e gli alunni esplorano concetti come sequenza, ripetizione, condizioni, fino ad arrivare alla progettazione di semplici algoritmi da implementare in un linguaggio di programmazione adatto alla loro età.

Un algoritmo è una sequenza finita di istruzioni non ambigue che descrive la risoluzione di un problema o l’esecuzione di un compito.

A questo punto viene spontaneo chiedersi come descrivere un algoritmo. Ecco alcune possibili definizioni:

  • linguaggio naturale, che non è privo di ambiguità da gestire;
  • pseudocodice, simile a un linguaggio di programmazione ma più semplice;
  • diagramma di flusso, una rappresentazione grafica con simboli;
  • codice vero e proprio in un determinato linguaggio di programmazione, anche se può essere compreso completamente solo da chi sa programmare.

Se dovessimo esprimere in pseudocodice l’applicazione Teorema di Pitagora, il risultato potrebbe essere il seguente.

Algoritmo: Calcolo ipotenusa (Teorema di Pitagora)

Input:
c1 ← cateto minore
c2 ← cateto maggiore

Output:
i ← ipotenusa

Passaggi:
1. Leggi il valore di c1
2. Leggi il valore di c2
3. Calcola i ← radice quadrata di (c1 * c1 + c2 * c2)
4. Stampa il valore di i

Per disegnare un diagramma di flusso possiamo utilizzare Draw.io, uno strumento online gratuito (Figura 1).

Draw.io per i diagrammi di flusso
Figura 1

In Figura 2 vediamo una possibile rappresentazione grafica del calcolo del valore dell’ipotenusa secondo il Teorema di Pitagora.

Diagramma di flusso del Teorema di Pitagora

Figura 2

I diagrammi di flusso non sono stati inventati espressamente per l’informatica. Si ritiene che i primi ad utilizzarli, per documentare un flusso di processo lavorativo, siano stati Frank e Lillian Gilbreth nel 1921.

Verso la fine degli anni ’40, l’IBM cominciò ad adottare questo metodo per descrivere anche i programmi informatici.

I simboli e le convenzioni da utilizzare nei diagrammi di flusso sono stati standardizzati solo nel 1985 (ISO 5807:1985).

I simboli principali sono comunque quelli mostrati in Figura 3:

  • rettangolo per un’azione o un’operazione da compiere;
  • parallelogramma per le operazioni di input e output (inserimento e stampa di dati);
  • rombo per prendere decisioni sì/no;
  • ellisse o rettangolo con i bordi arrotondati per inizio o termine del flusso;
  • freccia per indicare la direzione del flusso.
Diagramma di flusso del Teorema di Pitagora con controllo della lunghezza dei cateti.
Figura 3

Meglio lo pseudocodice o il diagramma di flusso?

Proviamo a sintetizzare i criteri che possono incidere nella scelta:

  • i diagrammi di flusso sono poco pratici per problemi complessi, su carta diventano presto confusi con troppi dettagli;
  • lo pseudo codice è meno immediato, richiede più astrazione e maggiori competenze linguistiche.

La decisione, quindi, spetta a noi docenti sulla base della classe che abbiamo davanti. La scelta sarà guidata dall’obiettivo didattico, dal livello degli studenti e dal contesto d’uso.

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