Le Nuove Indicazioni Nazionali 2025 si distinguono per l’approccio a Matematica, Scienze e Tecnologia che rappresenta un’evoluzione delle Linee guida per le discipline STEM del 2023.

Oggi vi vogliamo parlare di STEM e Nuove Indicazioni Nazionali. In data 11 giugno 2025 il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha infatti pubblicato le
Indicazioni Nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione nella versione che è stata trasmessa al Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione per ottenere il parere previsto dalla legge.
Tra le caratteristiche principali di queste indicazioni troviamo:
- una trattazione integrata e interdisciplinare delle discipline Matematica, Scienze e Tecnologia;
- un chiaro riferimento alle Linee guida per le discipline STEM emanate nel 2023.
Una della finalità più interessanti è quella relativa allo sviluppo di un pensiero matematico “critico e creativo”, vero e proprio collante tra l’area STEM e quella umanistico/artistica.
Tra gli obiettivi generali del processo formativo da conseguire al termine della scuola primaria, nella competenza STEM abbiamo:
- utilizzare strumenti, tecnologie e dati per risolvere problemi semplici;
- classificare e raggruppare oggetti con criteri definiti;
- produrre diverse soluzioni per un problema: formulare un problema, elaborandone – anche sul piano esecutivo – diverse possibili soluzioni;
- organizzare informazioni con diversi strumenti;
- formulare ipotesi semplici basate sull’osservazione;
- riconoscere regolarità e pattern.
Alcuni di questi obiettivi sono pienamente riconducibili al pensiero computazionale, si pensi soprattutto al punto 6. Il riconoscimento di pattern è ciò che permette di generalizzare soluzioni, riutilizzare strutture e costruire algoritmi.
Nella competenza digitale (sempre per la scuola primaria) abbiamo:
- ricercare informazioni di base in ambienti digitali sicuri;
- comunicare online in modo rispettoso e consapevole;
- accedere e navigare in contenuti digitali semplici;
- riconoscere segnali di possibili notizie false;
- condividere informazioni in modo responsabile in contesti protetti;
- collaborare per produrre semplici contenuti digitali.
In questo caso il riferimento principale sembra essere il Quadro Europeo per le Competenze Digitali dei Cittadini (più noto come DigComp) e parte delle Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica del 2024.
Lo studio dell’Informatica
Nella sezione dedicata all’Istruzione integrata matematico-scientifico-tecnologica (STEM) si segnalano due aspetti:
- l’approccio laboratoriale (potenziato rispetto al passato) con l’alunno come soggetto attivo, che richiama chiaramente a forme di apprendimento attivo;
- la conoscenza dei principi dei fondamenti culturali dell’informatica.
L’introduzione dell’informatica fin dalla scuola primaria trova le sue basi nella Raccomandazione C/2024/1030 del Consiglio dell’Unione Europea del novembre 2023 “sul miglioramento dell’offerta di abilità e competenze digitali nell’istruzione e nella formazione”.
Quando si parla di studio dell’Informatica, si ricorda la differenza tra:
- “digitale” (che consiste nella rappresentazione dei dati mediante due soli simboli);
- “informatica” come elaborazione automatica dei dati mediante computer.
L’Informatica, a sua volta, ha due accezioni: l’aspetto più matematico (codifica dei dati, sviluppo di algoritmi da implementare in linguaggi di programmazione a scopo didattico…) e quello più tecnologico (notazione binaria, architettura dei computer, rapporto tra hardware e software, uso sicuro dei servizi di Internet, creazione di contenuti digitali, protezione dei dati personali…).
Una prospettiva storica per le STEM
Di notevole interesse è che ora la prospettiva storica è riconosciuta come elemento essenziale nello studio delle discipline STEM, poiché rappresenta lo sfondo imprescindibile per l’analisi di ogni forma di espressione del pensiero umano e quindi anche del pensiero scientifico.
L’approccio storico permette di comprendere come è lo sviluppo della scienza, mettendo in luce le fasi di transizione che hanno condotto alla nascita di nuove idee.
Anche tra le competenze attese al termine della classe quinta vi è la consapevolezza storica, cioè il saper collocare l’evoluzione dei concetti matematici nel tempo e tra le diverse culture e civiltà.
Sempre all’interno di questa prospettiva viene data particolare attenzione al superamento del pregiudizio di genere. Si vuole, infatti, valorizzate le figure femminili che hanno contribuito in modo significativo alla costruzione del sapere scientifico. Lo scopo esplicito e quello di avvicinare le studentesse alle discipline STEM.
Che cosa aspettarsi per le STEM dalle Nuove Indicazioni Nazionali 2025
Le Nuove Indicazioni Nazionali tracciano una visione interessante e per certi versi innovativa del curricolo STEM, che riconosce il valore della cultura scientifica in un’ottica integrata, storica e inclusiva, con ripetuti richiami a forme di apprendimento attivo.
Non sono di facile lettura, in quanto alcuni termini a cui eravamo abituati non vengono esplicitati. Per esempio non si parla di pensiero computazionale, ma di fatto c’è. Non si parla di coding, ma di «scrivere brevi programmi con un elementare linguaggio di programmazione didattica con istruzioni di reazione ad eventi, e selezione (con condizione elementare) e ripetizione» (ma questo è Scratch!).
Rilevante anche il riconoscimento del contributo femminile alla scienza, elementi fondamentali per superare pregiudizi e disparità di genere ancora presenti.
In questo scenario, le Nuove Indicazioni Nazionali diventano anche un dispositivo per formare cittadini consapevoli, critici e capaci di contribuire attivamente alla società.




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