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Creare un’app per le frazioni, usando l’IA

Le simulazioni interattive sono strumenti potentissimi per rendere concreti i concetti scientifici e matematici. Ma ChatGPT e compagnia possono davvero crearne di equivalenti a quelle del progetto PhET?

Le attuali piattaforme di intelligenza artificiale possono certamente creare un’app di matematica, ad esempio un’app per le frazioni. Come abbiamo già mostrato in Come creare videogiochi didattici con l’IA, ormai con le piattaforme di IA generativa è possibile realizzare al volo piccole webapp didattiche adatte a essere utilizzare sulla digital board.

Non serve essere programmatori, ma certamente essere dei designer. Quindi dobbiamo avere molto chiaro ciò di cui abbiamo bisogno e poi “spiegare” all’IA quali sono le caratteristiche che richiediamo, ad esempio:

  • webapp interattiva pensa per gli alunni della scuola primaria;
  • webapp scritta in HTML5 su un unico file .hml (più facile da gestire);
  • l’alunno inserisce numeratore (0–12) e denominatore (1–12) e, con un clic su “Visualizza”, la frazione appare in due modalità complementari;
  • le due modalità di visualizzazione sono “torta”, in cui l’intero è diviso in parti uguali e vengono colorate solo quelle indicate dal numeratore, e “regolo”, in cui l’unità è suddivisa in segmenti uguali e viene evidenziata la porzione corrispondente al numeratore.

Un primo risultato, da considerarsi “sperimentale”, può essere qualcosa come quello mostrato sotto.

Conclusioni

ChatGPT, Gemini ecc. possono sostituire le le simulazioni interattive del progetto PhET (ne abbiamo parlato anche in Frazioni alla digital board)?

Tecnicamente: sì. L’intelligenza artificiale può generare codice funzionante. Va però tenuto conto che le simulazioni PhET sono progettate da team universitari, validate scientificamente, testate didatticamente, curate nella grafica e nell’usabilità ecc.

Quindi, almeno per ora, possiamo dire che non è possibile replicare completamente un’intera piattaforma PhET con lo stesso livello di sviluppo e validazione.

Mentre resta possibile creare piccole webapp “al volo”, a colpi di prompt.

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