In questi giorni numerosi programmi televisivi celebrano i 70 anni della Rai. Un’occasione per ripercorrere il rapporto tra la RAI e la scuola.

L’attuale RAI (per esteso “RAI – Radiotelevisione Italiana”) iniziò la sua attività nel 1924 come URI (Unione radiofonica Italiana, la cui prima trasmissione radio ebbe luogo il 6 ottobre 1924), successivamente trasformata in EIAR (Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) nel 1927.
La sigla RAI (Radio Audizioni Italiane) venne utilizzata a partire dal 1944, ma solo da domenica 3 gennaio 1954 iniziarono le prime trasmissioni televisive nazionali e l’ente assunse la denominazione che conosciamo ora. La sera di quello stesso giorno andò in onda la prima puntata de “La Domenica Sportiva”.
RAI Cultura
La struttura Rai Cultura gestisce questi canali (attualmente privi di pubblicità):
- RAI 5;
- RAI Scuola (divenuto “famoso”, per il supporto alla didattica a distanza, durante il periodo di lockdown conseguente alla pandemia di COVID-19 );
- RAI Storia.
In generale, gli orari delle trasmissioni sono ininfluenti, in quanto i vari contenuti sono disponibili anche in streaming dal sito web di ciascun canale (aspetto utile in caso di adozione della metodologia flipped classroom).
Rai 5
Qui possiamo trovare serie e film interessanti, anche per bambini. Segnaliamo, in particolare, il cartone animato Mimi e il drago della montagna.
Rai Scuola
Dal sito web di RAI Scuola è possibile accedere a migliaia di contenuti suddivisi per ordine di scuola e materia (“percorsi”).
Dalla sezione dedicata alla scuola primaria consigliamo vivamente ai docenti, quale momento di formazione, la visione del video Dove si nasconde la matematica? di Franco Lorenzoni (e, più in generale, la visione di tutta la serie #Maestri).
Rai Storia
Assolutamente da vedere, per maestre e maestri, è il documentario Maria Montessori – Maestra di vita.
Da provare anche la Mappa di Rai Cultura, una mappa interattiva dei luoghi del patrimonio culturale italiano.

Basta cliccare su uno dei luoghi indicati per accedere al documentario collegato, come nell’esempio sotto.

RAI e scuola, la storia
La diffusione della televisione ebbe un progressivo impatto anche sul settore educativo.
Dal 1960 al 1968 andò in onda “Non è mai troppo tardi”, la celebre trasmissione con Alberto Manzi (cui abbiamo dedicato questo articolo). In questo caso l’impatto sociale della RAI venne utilizzato come vera e propria risorsa educativa.
Furono necessari diversi anni, però, affinché l’eredità dell’opera di Manzi venisse in qualche maniera “istituzionalizzata”.
Nel 1975 la RAI venne riformata con la Legge 14 aprile 1975, n. 103 “Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva”. In particolare, all’art. 13 si disponeva che «al fine di valorizzare le attività scolastiche ed educative del mezzo radiotelevisivo […] è istituito il dipartimento radiotelevisivo delle trasmissioni scolastiche ed educative per adulti».
Venne quindi creato il Dipartimento Scuola Educazione (DSE), che negli anni cambierà diversi nomi (“Videosapere” 1995-1997, “Rai Educational” 1997-2014) fino a chiamarsi Rai Cultura.

Il “celebre” logo del DSE
Inizialmente il DSE non aveva un canale televisivo dedicato, pertanto le sue trasmissioni venivano distribuite “orizzontalmente” sui canali RAI (tv e radio).
I contenuti erano pensati per le diverse fasce di età e per i vari tipi di destinatario. Si andava quindi da proposte di carattere didattico a veri e propri momenti di aggiornamento culturale e professionale.
La qualità dei materiali era alta, come si può vedere in questo documentario (1981) che descrive le condizioni di vita dei bambini nell’Ottocento in Italia.
Non mancavano neppure i momenti di orientamento agli studi e al lavoro, con la rubrica “Informagiovani” (1989).
Spesso gli orari di trasmissione erano proibitivi, ma con la diffusione dei videoregistratori, anche nelle scuole, questo problema venne superato.
DSE diventerà Videosapere (1995), Rai Educational (1997) e infine Rai Cultura (2014).




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