La mostra dedicata all’artista olandese, allestita a Padova e visitabile fino al 19 luglio, ci offre lo spunto per parlare alle bambine e ai bambini delle forme geometriche nell’arte e in particolare della tassellazione.

Maurits Cornelis Escher (1898 – 1972), incisore e grafico olandese, ci ha mostrato una cosa importante: arte e matematica possono essere amici. Perché, con un po’ di fantasia, anche le forme e i numeri possono diventare immagini bellissime.
Per cominciare, ripercorriamo insieme la storia di questo artista geniale e visionario.
Escher, originario nei Paesi Bassi, non era il bambino più bravo della classe. Però aveva una grande passione: disegnare. Disegnava le foglie degli alberi, le forme delle nuvole, le piastrelle dei pavimenti e le ombre sui muri. Per lui il mondo era pieno di forme misteriose da scoprire. Gli piaceva giocare con le forme geometriche, come quadrati, triangoli e cerchi, e trasformarle in animali, pesci o uccelli.
Quando Maurits diventò adulto e iniziò a viaggiare, portava sempre con sé un quaderno per disegnare. La visita all’Alhambra di Granada, nel 1922, ebbe su di lui grande influenza e diede un’impronta definitiva al suo stile artistico.

Sui muri del palazzo c’erano splendidi mosaici, forme geometriche che si ripetevano all’infinito senza lasciare spazi vuoti. Escher rimase a guardarle per ore. «E se queste forme diventassero animali?» – si chiese. Una volta a casa cominciò a disegnare figure che si incastravano come pezzi di puzzle.

Un pesce diventava un uccello, un uccello diventava un altro animale, le figure si ripetevano tante volte fino a riempire tutto il foglio. Questo era tra i giochi matematici che Escher amava di più: la tassellazione.

Laboratorio creativo: disegniamo come Escher
Dopo aver letto in classe questo breve racconto che riassume gli inizi della carriera artistica di Escher, invitiamo alunne e alunni ad osservare alcuni dei suoi disegni: ne saranno di certo rapiti e cercheranno di capire cosa sta succedendo, come davanti a un rompicapo.
Tassellazione
Prospettive impossibili
Per alcuni anni Escher visse anche in Italia, soprattutto a Roma. Osservò e disegnò paesaggi, montagne, paesi e castelli e iniziò a interessarsi sempre di più alle prospettive, cioè al modo in cui vediamo gli oggetti nello spazio. Poi cominciò a inventare immagini curiose. In alcuni suoi disegni ci sono scale che sembrano salire e scendere nello stesso tempo, persone che camminano sul pavimento e altre sui muri o sul soffitto. In un’opera famosa, “Relativity”, sembra che la gravità cambi direzione per ogni persona.

Collezione Maurits, Italia. All M.C. Escher works
©2026 The M.C. Escher Company, TheNetherlands.
All rights reserved http://www.mcescher.com
Questa idea è stata omaggiata anche nel film Labyrinth – Dove tutto è possibile (1986).
Così come fatto con la tassellazione, potremmo proporre ai più grandicelli, bambine e bambini di classe quinta, di giocare con la prospettiva, disegnando scale impossibili.
Conclusioni
Per anni, i lavori di questo artista geniale restarono in ombra e furono conosciuti da pochi. Il successo per lui arrivò solo a partire dagli anni sessanta, quando artisti, scienziati e matematici scoprirono i suoi disegni e ne rimasero affascinati.
Escher aveva fatto qualcosa di speciale: aveva unito arte, fantasia e matematica.
La mostra “M.C. Escher – Tutti i capolavori” è allestita presso il Centro culturale Altinate/San Gaetano di Padova, dal 18 febbraio al 19 luglio 2026.




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