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Motori di ricerca e la sfida dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta ridisegnando il modo in cui cerchiamo informazioni online. Dopo anni di dominio assoluto di Google, l’integrazione dell’AI e l’arrivo di nuovi attori come ChatGPT Atlas stanno cambiando la ricerca sul web — e forse anche il ruolo di chi quei contenuti li scrive.

Motori di ricerca e intelligenza artificiale

Avevamo già trattato il tema del motori di ricerca negli articoli Motori di ricerca e Motori di ricerca e intelligenza artificiale, ma i cambiamenti degli ultimi mesi in questo campo sono stati così importanti da farci tornare nuovamente sull’argomento.

Va ammesso, però, che non si tratta di un fulmine a ciel sereno. Già nel 2016, Sundar Pichai, amministratore delegato di Google Inc., aveva dichiarato il passaggio di Google da “Mobile-First” a “AI-First”, cioè da dispositivi mobili a intelligenza artificiale al primo posto (qui il video).

Che cosa sta accadendo

Ci siamo ormai già abituati alla presenza dei “riassuntini” (le AI Overview) generati direttamente dall’intelligenza artificiale, che compaiono sopra i tradizionali risultati di ricerca (Figura 1). 

Google AI Overview
Figura 1

L’idea è semplice: invece di proporre i link con la possibile risposta, Google prova a sintetizzare la risposta stessa, usando modelli linguistici avanzati. Per i risultati “tradizionali” bisogna scorrere lo schermo.

Certamente questa nuova modalità operativa toglie visibilità a molti siti web. Però se la richiesta dell’utente è più complessa ed esistono siti web con risposte adeguate, l’IA di Google non interviene, almeno non per il momento (Figura 2).

Figura 2

Per far intervenire l’intelligenza artificiale dobbiamo allora cliccare su “AI Mode”. Almeno in questo caso, i risultati restano generici e poco utili (Figura 3).

Google AI Mode
Figura 3

Se Google ha deciso di integrare l’intelligenza artificiale nel suo motore di ricerca, è soprattutto perché gli utenti hanno iniziato a usare le IA generative – come ChatGPT o Claude – come se fossero motori di ricerca alternativi.

In altre parole, le persone non vogliono più solo “trovare” informazioni: vogliono risposte dirette, sintetiche e personalizzate.

Nel frattempo, nuovi protagonisti stanno emergendo. ChatgGPT Atlas, per esempio, è il browser sviluppato da OpenAI, pensato per integrare la ricerca con l’uso diretto dell’intelligenza artificiale generativa.
Non si limita a mostrare link o risultati, ma comprende le domande dell’utente, analizza le fonti in tempo reale e restituisce una risposta già “ragionata”, spesso con un tono naturale simile a una conversazione.
In pratica, unisce navigazione e assistenza AI in un’unica esperienza, trasformando il modo in cui esploriamo il web.

Un problema di sicurezza

Eseguire un browser in modalità agente (in questo caso ChatGPT Atlas, Figura 4) significa che il browser non si limita a mostrare pagine web, ma agisce attivamente come fosse un assistente personale autonomo per completare attività complesse sul web.

Cioè l’agente opera come se fossi tu. Per compiere azioni (come prenotare o acquistare) è spesso loggato o ha facile accesso alle tue credenziali.

ChatGPT Atlas
Figura 4

Inoltre, se  un malintenzionato riuscisse a iniettare istruzioni persistenti nella memoria dell’agente, quell’agente, agendo per tuo conto, potrebbe inconsapevolmente eseguire istruzioni dannose (per esempio: rubare dati, modificare le impostazioni di sicurezza o fare clic su link pericolosi).

Conclusioni

Se motori di ricerca e intelligenza artificiale si fondono fino a generare direttamente nuovi contenuti per gli utenti, che ruolo resterà alle persone?
Potrebbe non essere più conveniente — o necessario — scrivere per il web, perché le risposte saranno create automaticamente dalle macchine.

Ma c’è un paradosso: finora l’intelligenza artificiale è stata addestrata proprio sui testi scritti dagli esseri umani, in gran parte provenienti dal web.
Se gli algoritmi inizieranno a “nutrirsi” solo di contenuti generati da altre AI, chi produrrà in futuro idee davvero originali, autentiche, umane?

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