Il blog di didattica per la scuola primaria

La metodologia CLIL

In questo articolo presenteremo la metodologia CLIL e spiegheremo le differenze chiave con l’insegnamento tradizionale delle lingue straniere.

CLIL scuola primaria

Per CLIL si intente un approccio metodologico rivolto all’apprendimento integrato di competenze linguistico-comunicative e disciplinari in lingua straniera.

Questo termine rappresenta l’acronimo di Content and Language Integrated Learning (Apprendimento Integrato di Contenuti e Lingua) ed è stato introdotto nel 1994.

Si tratta, in breve, di apprendere in maniera attiva le conoscenze di una determinata disciplina mentre si è “immersi” in una lingua straniera.

Unione europea e competenze linguistiche

Lo sviluppo di competenze linguistiche è da sempre un obiettivo primario nel contesto dell’Unione Europea.

La Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente definisce “competenza multilinguistica” la capacità di utilizzare diverse lingue in modo appropriato ed efficace allo scopo di comuni­cazione.

Le abilità essenziali per la competenza multilingustica consistono nella capacità, in diverse lingue, di:

  • comprendere messaggi orali;
  • iniziare, soste­nere e concludere conversazioni;
  • leggere, comprendere e redigere testi.

Un atteggiamento positivo verso il multilinguismo comporta, inoltre, l’apprezzamento della diversità culturale e presuppone il rispetto per il profilo linguistico individuale di ogni persona.

Ministero dell’Istruzione e approccio interdisciplinare

Nel recente “Atto di indirizzo politico-istituzionale” del Ministero dell’Istruzione, viene indicata la linea d’azione “STEM, competenze digitali e multilinguismo” (ne abbiamo scritto qui).

Grazie ai fondi previsti nel PNRR, il Ministero sosterrà il potenziamento delle competenze multilinguistiche attraverso l’integrazione curricolare di attività interdisciplinari, per tutti i cicli scolastici, a partire dalla scuola dell’infanzia.

Il Ministero tratta le competenze multilinguistiche insieme alle discipline STEM. La prospettiva, interessante, è quella di creare la forma mentis necessaria allo sviluppo del pensiero computazionale.

Le CLIL come insegnamento attivo

L’insegnamento di una lingua straniera è finalizzato a far acquisire agli alunni la competenza linguistica senza trascurare i contenuti disciplinari.

In altre parole, l’insegnamento della struttura linguistica dovrà essere inserito in un contesto significativo, in grado di motivare e stimolare gli allievi.

Il coinvolgimento attivo, mentale ed emotivo degli alunni diventa la chiave dell’intero processo di apprendimento.

Insegnare una lingua straniera applicando la metodologia CLIL significa, per un insegnante, applicare fondamenti psicopedagogici a lungo sperimentati come costruttivismo, social learning, multiple intelligences, cognitive learning.

Vengono così sviluppate negli allievi numerose opportunità di comunicazione. L’acquisizione della competenza linguistica potrà avvenire, oltre che con gradualità, con maggiore consapevolezza.

Fondamenti e caratteristiche del CLIL

Secondo alcuni studiosi, gli elementi fondamentali della metodologia CLIL sono:

  • il contenuto (l’oggetto);
  • la comunicazione (la lingue e il suo uso);
  • la cognizione (i processi di apprendimento e pensiero);
  • la cultura (lo sviluppo della comprensione interculturale e della cittadinanza globale).

Mentre, in Uncovering CLIL: Content and Language Integrated Learning in bilingual and multilingual education (Macmillan, 2008), gli autori ritengono queste le caratteristiche principali della metodologia CLIL:

  • focus multipli (integrare materie diverse, seguire progetti cross-curricolari…);
  • ambiente sicuro e arricchente (usare attività di routine, visualizzare i contenuti, scegliere materiali e ambienti reali);
  • autenticità (connettere apprendimento vita degli alunni);
  • apprendimento attivo (favorire la collaborazione tra pari, l’insegnante che opera come facilitatore…);
  • scaffolding (costruire su conoscenze, abilità esistenti, atteggiamento, interessi dell’alunno…);
  • cooperazione (coinvolgere insegnanti CLIL e non CLIL, i genitori, la comunità locale…).

Insegnare a sviluppare le abilità di pensiero

Gli alunni sono incoraggiati a essere protagonisti attivi durante la lezione, comprendendo, descrivendo e sperimentando verbalmente diverse situazioni: imparare deve rappresentare per loro una sfida stimolante.

Gli insegnanti, dal canto loro, sono invitati a rendere il più possibile semplice la comprensione da parte della classe, ricorrendo anche alla gestualità, al supporto di materiali visivi e prevendendo un uso limitato della lingua scritta, almeno nelle fasi iniziali.

Porre l’accento sugli aspetti comunicativi significa anche, per un insegnante, avere tolleranza dell’errore linguistico: l’obiettivo è quello di mettere in condizione il bambino di esprimersi, output, e parlare di contenuti, fluency, anche se ciò potrà talvolta andare a scapito della correttezza grammaticale.

Il messaggio che verrà in questo modo comunicato è che l’uso della lingua non è fine a se stesso ma è finalizzato alla comunicazione in un contesto reale.

Altri riferimenti utili

Pagina dedicata al CLIL nel sito web di Indire.

Il documento Il CLIL nella scuola primaria, una ricerca quanti-qualitativa nel contesto Trentino, nel sito web di Iprase.

La GuidAgenda CLIL

Questa Guida di Gaia Edizioni presenta una proposta per attuare il CLIL in lingua inglese nella scuola primaria, offrendo spiegazioni sulla metodologia e indicazioni didattiche.

La GuidAgenda CLIL
La GuidAgenda CLIL
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